Uno degli effetti collaterali del covid è che ci sta mettendo gli uni contro gli altri: partite iva contro dipendenti, nord contro sud, giovani contro anziani. Il virus sta disintegrando la società, si insinua dentro crepe che esistono da sempre, alligna nei conflitti sociali irrisolti e li fa detonare alla massima potenza.
Abbiamo il dovere di resistere e restare uniti, perché il nemico è uno, è comune e trae grande vantaggio dalle invidie, dalle ripicche, dalle nostre infinite discussioni.
Anche per questo motivo il Governo deve provvedere urgentemente a mettere in sicurezza i redditi a rischio, deve aiutare i commercianti, i ristoratori, i lavoratori dello spettacolo e le famiglie in difficoltà.
Roma 28.10.2020
Non vedremo la fine della guerra se non riusciamo più a pronunciare la parola “noi”.
Chiudi le discoteche – “Maledetti bastardi, ci tolgono la libertà!”; “Hanno mandato gli infetti nei locali di destra”; “Il virus è mutato, ormai non ha più carica virale”.
Obbligo di mascherina all’aperto – “Non è una mascherina è una museruola!”; “Maledetti bastardi, ci tolgono la libertà!”; “Se cammini solo in un campo di grano la mascherina è inutile”.
Chiudono le scuole – “Ma stiamo scherzando?! La scuola è il posto più sicuro al mondo!”; “È un diritto costituzionaaaaleeee!”; “Maledetti bastardi, ci tolgono la libertà!”
Raccomandano di non organizzare feste – “A casa mia faccio il c**o che voglio”; “Conte deve tornare a dare via il cuo” (Vittorio Sgarbi); “Dittatura sanitaria!”; “Comunisti! Ladri! Uccidete il Paese!”.
Coprifuoco – “Basta, tutti in piazza! Rivoluzione!”; “Bruciamo i cassonetti, danneggiamo le auto della polizia e picchiamo i giornalisti, così fermeremo l’epidemia e daremo un futuro migliore ai nostri figli!”.
Oggi abbiamo circa ventimila nuovi contagi al giorno e la gente inizia a morire in macchina, davanti agli ospedali, in attesa di essere visitata/ricoverata (ieri, ad Avezzano).
“È colpa del Governo perché non ha fatto abbastanza”.
Sapete che nuova c’è? Vestitevi da bonzi e andate a raccogliere ortiche assieme ai gesuiti euclidei di cui cantava Battiato.
Sono mesi che ci fracassate l’anima con le vostre lamentele isteriche per ogni singolo, minimo, tentativo di arginare l’epidemia.
Adesso è colpa del Governo?
Assolutamente, perché non ha ancora usato l’esercito.
Il Presidente del Consiglio ha chiamato la coppia più famosa d’Italia per chiedere loro di aiutarlo a diffondere l’utilizzo della mascherina tra i giovani. Chiara Ferragni e Fedez hanno accettato l’invito ed hanno entrambi realizzato un video in cui invitano i ragazzi ad utilizzare la mascherina.
La telefonata di Conte ha scatenato molte e aspre polemiche – come sempre accade quando si tratta di Chiara Ferragni prima ancora che di Fedez. Io credo invece che il Presidente del Consiglio abbia fatto la scelta giusta. È stato bravo lui a chiamarli, sono stati bravi loro ad accettare di mettersi in gioco.
Trovo che quella dei Ferragnez sia stata la risposta migliore alla infinita schiera di ex ministri (delle interiora), ex cantanti, ex intellettuali, ex attori, ex ballerine ed ex soubrette che negli ultimi mesi si sta riscoprendo improvvisamente “no-mask” pur di racimolare un minimo di visibilità.
Chiamiamo le cose col loro nome: loro hanno in squadra Salvini, Brigliadori, Sgarbi, Boldi e Montesano.
Noi, per ora, contiamo su, Fedez, Ferragni, Berlusconi, Vasco Rossi e Tasso.
Praticamente stiamo giocando Cittadella vs. Real Madrid (con tutto il rispetto per il Cittadella).
Roma 21.10.2020
Bravi ragazzi!
PS: Sì, in questa metafora le persone responsabili sono il Real Madrid… qualcuno mi ha chiesto di chiarire, su Facebook 😓
Ieri sera, su La7, mentre il Presidente del Consiglio illustrava il nuovo DPCM, Massimo Giletti chiedeva un parere sul virus a Alberto Zangrillo e Matteo Bassetti.
Il primo ha passato gli ultimi mesi a dichiarare ai quattro venti che il virus ormai era “clinicamente scomparso“, salvo poi ritrovarsi in corsia Silvio Berlusconi, il suo più famoso e facoltoso paziente. Il secondo, sin dall’inizio della pandemia, prova a ridimensionare la pericolosità del covid, tanto che ancora oggi dichiara trionfante ai giornali che “la mortalità è quasi azzerata!” – come se fare il tampone, farsi un giro in corsia, costringere all’isolamento parenti e amici fosse una gita di piacere; come se le conseguenze sul lungo termine fossero scientificamente note; come se questo significasse che aveva ragione lui a sminuire la gravità della situazione otto mesi fa.
In un Paese civile personaggi come questi avrebbero perso del tutto la propria credibilità, sarebbero invisi alla maggioranza degli italiani e largamente derisi dalle masse. Noi invece lasciamo che vadano ancora in televisione a ridimensionare, rivedere, correggere le precedenti dichiarazioni – permettendosi persino di attaccare chi li critica o li ha criticati. Sebbene l’evoluzione della pandemia abbia chiaramente smentito le loro fantasiose tesi.
Fateci un piacere, amici scienziati, uscite dagli studi televisivi e tornate a lavorare.
Se esiste un limite al ridicolo, è stato superato da tempo.
La foto che vedete qui sotto l’ho scattata a marzo, ero sul piazzale antistante il pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, faceva un freddo cane e io stavo aspettando il risultato dei tamponi covid eseguiti su mia madre, entrata al pronto soccorso in codice rosso la notte precedente.
Da quel giorno, ogni giorno, andavo al Sant’Eugenio e aspettavo per qualche ora lì fuori – visto che nella struttura non si poteva entrare. Spesso tornavo a casa, da mio padre, con un’unica frase accartocciata in tasca assieme all’autocertiticazione, “l’infermiere ha detto che le condizioni di mamma sono stabili”.
Quando andava bene, mi consentivano di parlare con un medico, al telefono.
Mamma non aveva il covid ed è “semplicemente” passata dalla terapia intensiva alla sub-intensiva al reparto, alle dimissioni – più di una volta, in più di un ospedale.
Chiunque abbia avuto la “fortuna” di frequentare gli ospedali in quel periodo sa bene che il covid ha prodotto conseguenze nefaste su una marea di “normali malati” – sottraendo loro il personale medico e dunque le cure di cui avrebbero avuto bisogno; impedendo le visite e l’assistenza dei parenti.
Fatto sta che in quella mascherina ho parlato, mangiato, pianto e pregato per circa tre mesi.
Quando tornavo a casa, la sera, avevo i segni violacei sul volto.
Oggi, dopo aver passato, come molti italiani, un periodo letteralmente “infernale”, io devo sentire il noto dj Bob Sinclar dichiarare ai giornali: “quando si balla è impossibile mantenere il distanziamento, la regola è: goditi l’attimo”
Goditi l’attimo.
Ragazzi miei, date retta al prof: fate l’enorme sacrificio di evitare gli assembramenti, per quest’estate. Magari avrete la fortuna di andare altre mille volte in discoteca, in buona salute, nei prossimi anni.
14.8.2020
La regola è: rispettate la vostra vita e quella degli altri.