La schiena dritta

Napoli – Alfonso Durante aveva settantacinque anni ed era un infermiere in pensione. Aveva deciso di tornare in servizio rispondendo all’appello di un sistema sanitario allo stremo a causa del covid. Quando i suoi parenti gli chiedevano chi gliel’avesse fatto fare, Alfonso rispondeva serafico: non lo faccio per l’ospedale, lo faccio per i pazienti.

Questa è la generazione che Toti definiva “improduttiva”, questi sono i vecchietti tutto sommato inutili per cui, secondo il consigliere comunale di Pavia, staremmo rovinando la vita di tanti giovani.

Gente che corre verso l’incendio per aiutare gli altri, invece di voltare le spalle e scappare a gambe levate.

Alfonso si è ammalato di covid ed è morto, da vero eroe.

Mentre tanti italiani fremono per la riapertura delle benedette piste da sci.

Fatelo per i vostri bambini

Ardenno, tremila abitanti alle porte di Sondrio, poco dopo pranzo una donna di 46 anni mette a letto i figli di otto e sei anni per un riposino pomeridiano, poi si reca in cucina, sbarra le finestre e taglia il tubo del gas.

I bambini si svegliano, trovano la madre a terra, si coprono il naso con la t-shirt e corrono fuori.

Chiedono aiuto al vicino di casa che riesce a salvare la madre – trascinandola all’esterno dell’abitazione – e ad evitare una strage, aprendo le finestre e staccando l’interruttore della corrente.

Quando la donna ha ripreso conoscenza ha provato ad allontanarsi senza dire una parola ai figli che la guardavano impietriti.

Poi, sono arrivati i carabinieri.

I fratellini sono stati accolti da una struttura protetta. La donna è stata raggiunta da un’ordinanza cautelare per tentato omicidio aggravato e strage.

Che brutto mondo, poveri bambini.

Speriamo che trovino amore e pace, per quanto possibile, dopo un’esperienza del genere.

Ricordatevi sempre che, come genitori, avete il dovere di preoccuparvi della vostra salute, fisica e mentale – soprattutto se state attraversando una crisi coniugale o, come in questo caso, dopo un divorzio. Ne rispondete a voi stessi, come tutti, ed anche agli innocenti che hanno la fortuna o sfortuna di dipendere dai vostri sentimenti, dalle vostre scelte, dalle vostre crisi.

Il consiglio è più che mai necessario: la mente può ammalarsi come qualsiasi altro organo del corpo umano, se sentite uno scricchiolio, parlatene con uno psicologo, abbiate cura di voi, se non vi amate abbastanza, fatelo per i vostri bambini.

Sex No Drugs and Rock ‘n’ Roll

Il fatto che una persona sia drogata, ubriaca o comunque incapace di intendere e di volere non ci autorizza a trattarla come un oggetto. Anzi, proprio in quei momenti dovremmo averne maggiore rispetto e cura. Quindi la ragazza di Torino, a mio avviso, non ha nessuna colpa per lo stupro. Lei, in questa storia, è la vittima, i colpevoli sono altri (rileggere più volte prima di commentare).

Punto.

E virgola.

Secondo molte persone dovremmo chiudere qui il discorso. Ma siccome a me di quello che pensano molte persone non me ne frega nulla e mi interessa invece usare questo spazio per diffondere messaggi in cui credo, io aggiungo: ragazzi, date retta al prof., non drogatevi.

Ci sarà il solito imbecille che dirà che è come consigliare alle donne di non indossare la minigonna; qualcuno scriverà che non gliene frega nulla dei miei consigli, qualcun altro dirà che la droga è un diritto.

Bene.

Io ribadisco: se accade qualcosa di brutto, la colpa è tutta del ladro, del violento o dello stupratore.

Ma voi vogliate comunque bene a voi stessi, abbiate cura della vostra integrità, non assumete droghe – tantomeno alle feste, tantomeno tra estranei.

Sono due messaggi importanti che non entrano in alcun modo in contraddizione: da una parte stabilire chiaramente la colpa e dall’altra raccomandare la prudenza.

Una società sana, matura e culturalmente consapevole riesce a tenere insieme questi concetti senza prendere fischi per fiaschi e gridare allo scandalo. Quindi noi non ce la faremo mai.

Roma 22.11.2020

Non offrite agli altri la possibilità di farvi del male.

Filmati osceni

Vittoria (Ragusa) un disabile ha un malore e cade dalla sua carrozzina, in pieno centro cittadino. Dopo una penosa agonia, l’uomo muore – mentre un gruppo di curiosi si ammassa attorno al suo corpo.

Alcuni di questi girano un video e lo diffondono immediatamente sui social.

Un uomo di sessant’anni cade dalla sua carrozzina. Mentre muore, invece di chiamare i soccorsi – avvisati dai vigili che sono sopraggiunti a causa dell’assembramento – tu pensi ad usare il cellulare per girare un video e lo metti on line.

Questa è la vera oscenità: trasformare in spettacolo anche l’agonia di un essere umano, i suoi ultimi, disperati, secondi di vita. Quella persona aveva bisogno di conforto, di un gesto pietoso, di una parola amica; invece, è stata trattata come un’attrazione da baraccone.

Il disgusto infinto per notizie come questa mi convince sempre più che abbiamo bisogno di diffondere in tutti i modi consapevolezza e rispetto per gli altri, insegnando il valore della vita e della dignità altrui.

Un pensiero affettuoso per quel pover’uomo e un forte abbraccio ai suoi familiari.

Roma 21.11.2020

Mala Tempora Currunt

La maestra ingenua e la cattiveria altrui

Torino, mentre una maestra d’asilo ha una relazione con un calciatore dilettante, gli invia diciotto foto intime e un filmato – in alcune delle foto il volto è perfettamente riconoscibile, mentre in una si legge addirittura nome e cognome.

Per vantarsi della conquista, il ragazzo “pensa bene” di condivide i file sulla chat degli amici (reato).

La moglie di uno di questi amici riconosce in quelle immagini la maestra di suo figlio e “pensa bene” di diffondere le foto tra le altre mamme (reato).

Non contenta, la “signora” telefona alla maestra dicendole che se avesse denunciato qualcuno dei protagonisti, lei avrebbe parlato con la dirigente scolastica chiedendo il licenziamento della maestra (reato).

La maestra denuncia, la “signora” si vendica, la dirigente scolastica convoca la maestra e la convince a dimettersi.

Poi, racconta alle mamme il motivo delle dimissioni (reato).

Totale: l’ex ragazzo ha ammesso le sue responsabilità, ha risarcito la vittima, è stato condannato ed ha chiesto di usufruire dell’istituto della messa alla prova.

La “signora” e la dirigente scolastica sono sotto processo.

La maestra ha perso il lavoro.

Prima di tutto lasciatemi esprimere la massima solidarietà a questa donna, vittima della superficialità, della pochezza e della cattiveria altrui. Consentitemi di sottolineare che in questa storia ci sono tanti colpevoli, ciascuno con il suo grado di responsabilità, e la maestra non rientra in alcun modo di essi.

Una volta chiarito che la colpa è TUTTA di chi tradisce la fiducia altrui, permettetemi di dare un consiglio a chi legge queste righe: non inviate ad altre persone materiale scabroso di cui siete protagonisti, non fatelo mai e per nessun motivo.

Non potete sapere cosa accadrà di quelle foto, non potete sapere come reagirà chi le vedrà, non avete idea di come potrebbero essere utilizzate dopo mesi – o persino anni.

Diffondere questo genere di contenuti è esattamente come giocare alla roulette russa. Perché la gente che ci circonda è spesso stupida, cattiva, piccola.

Non date loro la possibilità di farvi del male.

Non ne vale la pena.