Salvare vite non è reato

Oggi la Cassazione ha stabilito che la Comandante Carola Rackete ha agito legittimamente, la sua condotta risulta infatti pienamente giustificata dalla necessità di salvare la vita dei naufraghi, poiché “l’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi dal pericolo di perdersi in mare, ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro”.

Inoltre, la motovedetta della Guardia di Finanza non può essere considerata una nave da guerra.

Ma pensa un po’… esattamente ciò che abbiamo sempre sostenuto!

Ciliegina sulla torta: per la Comandante Rackete ora sarà molto più facile ottenere la condanna per diffamazione di un certo ex ministro che disse che era una “delinquente”, l’autrice di un atto “criminale”.

Roma 20.2.2020

Dura Lex Sed Lex

Bacioni 🙂

Dottorato Honoris Causa

All’arrivo nei campi venivano rasati i capelli, per le donne era una privazione della femminilità. Mentre ero in fila una kapò notò la mia folta chioma e decise che io avrei dovuto tenerla. Naturalmente, dopo pochi giorni i capelli mi si riempirono di pidocchi. Mi fu visto camminare un pidocchio sul viso e fui isolata. Mi rasarono da sola, nel gelo del campo. I soldati che passavano ridevano di me, si domandavano per quale motivo fossi ancora in vita”.

Queste sono alcune delle parole pronunciate dall’onorevole Liliana Segre, in occasione della inaugurazione dell’anno accademico, a La Sapienza.

Nel celebre Ateneo, Segre ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa in Storia dell’Europa ed ha tenuto, davanti al Presidente della Repubblica e a molte altre autorità, una Lectio Magistralis dal significativo titolo “La Storia sulla pelle”.

Prima di andare via, ha voluto abbracciare il ragazzo che ha partecipato alla cerimonia come rappresentante del corpo studentesco e che è stato al centro di grandi polemiche, nei giorni scorsi, perché accusato di essere neofascista.

“Che bel ciuffo che hai… porti i capelli come mio nipote, posso baciarti?”.

Vorrei ringraziare questa grande donna per la sua immensa lezione di umanità, per la sua straordinaria dignità, per la sua dolorosa memoria.

“Anche se sono vecchia, resto sempre quella bambina che un giorno fu espulsa da scuola per la colpa di essere nata”.

Roma 18.2.2020

Cara Senatrice, Dottoressa Segre, noi siamo i tuoi studenti, la tua famiglia, le tue guardie del corpo.

Grazie di essere nata
❤️

La Classifica delle Persone che Amo

Classifica delle persone che amo – 2020
10) Chi si ostina, ancora oggi, a dire “buongiorno”, “grazie”, “per favore” e soprattutto “scusa”. 
9) Quelli che ti ascoltano veramente quando parli, invece di aspettare semplicemente che arrivi il loro turno
8) Le persone che conoscono e rispettano il codice della strada
7) Chi parla solo di argomenti dei quali sa qualcosa 
6) Quelli che non giudicano, non emarginano, non isolano e non odiano
5) Le persone che ti guardano negli occhi quando salutano, brindano o ti stringono la mano
4) Chi è disposto persino a cambiare idea, dopo una lunga discussione 
3) Artisti, scienziati, politici, religiosi, medici, insegnanti, chef, attori e tutti coloro i quali sono animati da vera e profonda passione per il loro lavoro
2) Chi lotta strenuamente contro un brutto male, una menomazione fisica o una disabilità 
1) I donatori di sangue e midollo osseo – al pari dei volontari in ogni ambito 

Premio della critica
Chi segue questo blog e mi manda lunghe recensioni di “Fuoco è tutto ciò che siamo”. 

Premio “buona giornata”
Le persone che quando incontri il loro sguardo per caso, sorridono

Roma 14.2.2020

Auguri, amici miei

<3

Omnia Vincit Amor

La giornata del ricordo

Lo scorso anno Giorgia Meloni volle ricordare i massacri delle foibe pubblicando una bella foto. Peccato che ritraesse un plotone italiano che fucila cinque civili sloveni.

Quest’anno invece ha scelto di onorare la memoria dei caduti facendosi tanti selfie sorridenti con il suo degno sodale Salvini (notizia verificata).

Errori nella comunicazione? Non proprio. Direi che si tratta di lapsus.

Il primo è davvero molto significativo. La foto in cui il plotone italiano fucila gli slavi ci ricorda alcune cose importanti: 1. Ad esempio che prima delle Foibe furono gli italiani a perseguitare e uccidere – mi riferisco agli slavi fucilati dal settembre del 1941 all’aprile del 1943 nel corso dei rastrellamenti e delle rappresaglie contro i partigiani. 2. Ad esempio che le foibe furono un tragico episodio della II guerra mondiale, una guerra in cui l’Italia scese in campo al fianco di Hitler, una guerra che i fascisti persero e che portò come conseguenza anche quei massacri e quelle persecuzioni.

Attenzione, questo non significa né giustificare né sminuire. Significa semplicemente dire la verità: se Mussolini non ci avesse trascinato in guerra assieme al suo amico Hitler non avremmo mai patito le foibe – assieme a tantissime altre disgrazie.

Veniamo quindi ai sorrisi con Salvini. Una certa destra sfrutta questa mesta giornata del ricordo per mere finalità di propaganda politica. La usano per dire che i comunisti erano cattivi come e quanto i fascisti. Per gettare discredito sui partigiani. Da qui, i grandi sorrisi “È il nostro momento! Ciao mamma, guarda come mi diverto!”.

La verità, cari amici fascioleghisti, è che comunque la vogliate raccontare e ricordare, anche la triste vicenda delle foibe resta una bella eredità del fascismo che la rese possibile creandone le imprescindibili condizioni storiche.

Insomma, c’è davvero poco da ridere.

Basovizza 10.2.2020

Fenomeni

La ricetta sbagliata

Demetrio Elida è un trentenne di origini filippine che vive da anni a Cagliari, dove lavora come cameriere in un ristorante. Ha una compagna e due figli; tutti ne parlano come di una persona gentile ed educata che non ha mai creato alcun tipo di problema a nessuno.

Ieri è stato aggredito da tre persone e ferocemente picchiato: l’hanno scambiato per cinese e dunque accusato di diffondere il virus.

Questo è il livello cui siamo arrivati in Italia; la dimensione del fenomeno.

“Eh ma qui il razzismo non c’entra, avevano SOLO paura del virus!”

Troppo facile, amico mio. Provo a spiegartelo in versione “master chef”.

Gli ingredienti della ricetta sono: violenza; paura di chi è o appare diverso; discriminazione razziale mista a grandissima ignoranza. Puoi dare al piatto il nome che preferisci: fascismo, populismo, analfaleghismo…. per quanto mi riguarda, non fa molta differenza.

L’unica cosa certa è che viviamo in tempi difficili.

A noi è toccato il compito di organizzare la resistenza, prima che questo Paese vada in malora

Roma 9.2.2020

Una mattina, mi son svegliato.