I Pesci Non Chiudono Gli Occhi

Cari amici, vi presento il terzo video del mio nuovo progetto per il canale YouTube.
Leggo libri. Tutto qui. Le prime pagine, o un passaggio che mi è particolarmente piaciuto.
Pochi minuti, il tempo sufficiente per “annusare” lo stile di un autore, l’occasione per ricordarsi di un grande classico da rileggere assolutamente, il suggerimento per scovare nuovi tesori nella biblioteca di un’altra persona.

Nessuna polemica, nessuna discussione, nessuta tossina. 101 libri è un progetto sano. Questa è la mia maniera per provare a rendere internet un posto migliore.

Diffondiamo cultura e consapevolezza.

 

Il primo passo

Cari amici, ho deciso di intraprendere un nuovo progetto riservato al mio canale YouTube, qui trovate la prima puntata

 

Spero di avere il tempo, la costanza, la voglia di caricare tutti i file, soprattutto, spero che questa idea vi piaccia almeno la metà di quanto piace a me.

Inizia oggi un lungo viaggio.

La mia seconda identità ha generato una seconda identità.

Chi mi conosce sa che non avrei potuto iniziare con un diverso romanzo.

Usque Ad Finem

La matematica è sempre stata la mia bestia nera, il disastro era intuibile sin dalle elementari, quando le prime esperienze con le divisioni mi procurarono un trauma paragonabile solo alla finale di coppa dei campioni persa dalla mia squadra del cuore. Ai rigori. Ma è alle medie che divenne chiara l’entità del cataclisma. Il mio rendimento era un pendolo che oscillava tra il “non ho mai visto un compito così brutto ” e “il ragazzo è intelligente (forse) ma di certo non si applica”. Deve essere per questo motivo che i miei genitori mi iscrissero al liceo scientifico. Ai tempi si ragionava così. Troppo vivace per fare il classico. Troppo classico per non fare un Liceo. Troppo borghese per fare l’artistico. Il risultato furono cinque anni di sangue sudore e lacrime. Alla fine, mi diplomai con 57/60 grazie a uno dei migliori temi di italiano della scuola ed all’orale di letteratura inglese – grazie anche a milioni di ore di ripetizioni di matematica. Totale: quando ho dovuto scegliere l’Università l’ho fatto ad una sola condizione, non doveva esserci la matematica. Niente, nulla, zero.

Venerdì, a quaranta e circa anni, ho sostenuto il mio primo esame di statistica, da matricola. Ho dovuto imparare ad applicare una quarantina di formule lunghe e piene di insidie, di quelle che solitamente si vedono nei film. Potete facilmente immaginare la faccia che ho fatto quando, sul manuale, ho letto per la prima volta frasi del tipo: “per ottenere il coefficiente inverso è sufficiente elevare al quadrato la media degli scarti dalla media di ciascuna variabile, ma solo dopo averne stimato il coefficiente di regressione”.

Fatto sta che venerdì ho fatto questo benedetto esame. Ora devo aspettare che lo correggano. Il risultato, già lo intuisco, non sarà un trenta e lode, ma ho dato veramente tutto quello che avevo, sono tornato comunque vincitore. Normalmente consigliamo ai ragazzi di studiare le materie in cui sono più “portati”. Alle volte mi domando se non stiamo sbagliando tutto. Perché vi assicuro che non sono mai “cresciuto” tanto come in questi mesi di studio pazzo e disperatissimo in cui mi sentivo impedito come quando ho dovuto imparare a camminare di nuovo – ma questo, magari, ve lo racconto un’altra volta.

Lasciate solo che vi dia solo un consiglio: affrontate le cose di cui avete più paura. Imparate a parlare in pubblico, a ballare o a nuotare, prenotate quella benedetta visita medica, dichiarate il vostro inconfessabile amore.

A renderci capaci di qualsiasi cosa non è la forza di cui disponiamo, ma l’intensità del nostro desiderio.