Ignoranza e omofobia

Palermo – Francesca ama una ragazza con la quale ha una relazione. Un giorno come tanti altri va a scuola, ma dimentica il cellulare a casa. Sua sorella legge i messaggi che Francesca si scambia con la fidanzata e riferisce immediatamente al padre.

I genitori vanno di corsa a prendere Francesca, la rinchiudono dentro una stanza e suo padre la violenta, con il duplice intento di punirla e di guarirla dalla sua “malattia”.

All’epoca dei fatti Francesca aveva solo quindici anni.

Oggi, ventiquattrenne allenatrice di calcio, con il sogno di entrare nell’esercito, dice: denunciare mio padre mi è costato moltissimo, ma è stata la cosa più giusta che abbia fatto in vita mia, lo rifarei altre mille volte.

27.11.2021

Brava, Francesca.
Giovane e forte donna.

Finalmente libera
❤️

I motivi sbagliati

Nel nostro Paese un numero sempre maggiore di matrimoni si conclude con un divorzio.

Prima di dare la colpa alla scristianizzazione della società, al dilagare dell’omosessualità, alle trasmissioni televisive o ai social network, ricordiamoci che troppe persone si sposano per paura di restare sole e poi fanno un figlio per colmare il silenzio.

Sperano di riuscire, in tal modo, a dare un valore ad una vita altrimenti priva di senso e di soddisfazioni.

L’unico motivo valido per sposarsi e mettere su famiglia è l’amore – vero, profondo, consapevole. Se manca questo, è meglio imparare a stare bene da soli che aggiungere altro dolore e confusione al mondo.

Perché non esiste nulla di più dannoso che fare le cose giuste per i motivi sbagliati.

Roma 23.11.2021

Omnia Vincit Amor
[Repetita Iuvant]

Trenta – ma senza la lode.

Ho appena finito di vedere “Strappare Lungo i Bordi” – La serie di Zerocalcare – ecco, come promesso, la mia recensione critica, priva di spoiler.

Le tre cose che non mi sono piaciute.

1) Le parolacce. La parolaccia ci sta, ci può stare, nessuno lo nega. Zero le ha sempre usate. Però ultimamente esagera. Caro Michele, va bene che sei gggiovane e romano de Roma, ma non sei obbligato a scrivere dialoghi del tipo “A faccia da cxxxo non ce stai a capi un cxxxxo, sei popo uno strxxxx e mo’ m’hai rotto er cxxxo” (non sto esagerando). In rari ma fastidiosissismi momentii mi ha fatto tornare alla mente una poesiola del mai troppo compianto Roberto Freak Antoni intitolata “italiano ridens” che faceva più o meno così: “strxxxo, cxxxo, mxxxda, stxxxo, putxxxx… continuare ad libitum….” Quindi, Zero carissimo, stai un po’ a esagerà co sto turpiloquio. Magari datte na calmata, non lo so, va tutto bene, per carità, ma come dicono dalle parti mie: anche meno.

2) La recitazione. La serie è quasi del tutto “recitata” dall’Autore, che doppia se stesso e molti altri personaggi (quasi tutti). Ora, abbiamo capito che sai disegnare, che sai fare il regista, che sai fare i fumetti, i reportage giornalistici a fumetti e i romanzi a fumetti, insomma, sappiamo tutti che sei er mejo figo der bigonzo, ma perché devi fa proprio tutto te? Vojo dì, a sto punto pija na chitarra e sonate pure la colonna sonora, no? Insomma, Michele, te sto a dì che sarebbe stato meglio (molto meglio) usare un attore per doppiare la serie. C’hai la dizione de uno che parla con la bocca piena de vino e reciti peggio del pupazzetto tuo che c’ho sulla scrivania… è possibile che nessuno te l’abbia fatto notare?

3) La battuta “sudato come un Kebab”. La prima volta fa ride, ma dopo tre volte diventa un disturbo formale del pensiero.

Detto questo. Nella speranza che nessuno si arrampichi sugli specchi per contraddire le evidenze oggettive e scientifiche sin qui segnalate (ovviamente sono ironico), vi consegno il mio giudizio finale sulla serie “Strappare Lungo i Bordi”: è una bomba, si merita certamente un bel 30 (ma senza lode).

Ho riso molto (come mi aspettavo) e ho pianto (un po’ perché, come cantava Militant A qualche anno fa, “mi sono fatto morbido negli anni,” un po’ per empatia e drammatica immedesimazione biografica con la vicenda narrata).

Ad ogni modo, in questo cartoon, pur considerando i piccolisimi difetti menzionati, c’è tutto il genio sconfinato e tutta la immensa bravura di (Z)ZeroCalcare. “Strappare lungo i bordi” fa riflettere, è spietatamente autobiografico e generazionale, diverte e commuove…

A Michè, la lode a sto giro te la sei giocata, ma quanto poi esse bravo, mannaggia a te…

Unica preghiera, se puoi, meno parolacce.
Che inizi a rompe er caxxo.

Un abbraccio.

Centodieci e Zero.

Oggi è una giornata importante per chiunque ami i fumetti. È un incipit riduttivo, me ne rendo conto. Perché Michele Rech, autore di di Zerocalcare, è molto più di un “semplice” fumettista e la sua opera è molto più di un “semplice” fumetto.

Tanto per cominciare, da oggi Zerocalcare è una serie – di cartoni animati; da qualche mese è una raccolta di action figure (altrimenti detti pupazzetti) ed è già stato un film di discreta fattura. Poi perché da ormai dieci anni il suo autore ci regala romanzi a fumetti di rara bellezza – tanto da arrivare meritatamente tra i finalisti del Premio Strega con l’ottimo “Dimentica il mio nome”. Infine, perché questo personaggio “autobiografico di fantasia” ha raccontato con incredibile acume e integrità alcuni tra i temi più spinosi e attuali del nostro tempo – come, ad esempio, la lotta per l’indipendenza del Rojava.

Aggiungete che i suoi lavori – profondi, veri, ricchi di citazioni colte – sanno far ridere fino alle lacrime e avrete finalmente compreso la formula di tanto successo.

Per me Michele Rech, rappresenta un modello di perfezione – ovviamente nel suo ramo. Fa parte di un Olimpo popolato a gente del calibro di Assalti Frontali, Elio Germano, Erri de Luca, Stefano Bollani, David Foster Wallace, Sigmund Freud, Ludwig Wittgenstein e Francesco Totti.

Se ancora non lo conoscete, fatevi un regalo, andate in libreria e comprate uno dei suoi primi lavori – uno qualsiasi, tanto li troverete tutti. Andrete a colpo sicuro.
Sono circa dieci anni che regalo i suoi fumetti a parenti ed amici e sono diventati tutti fan come me già alla prima lettura.

Non ho ancora visto mezza puntata perché oggi avrei un esame – da studente – ma vi prometto una recensione in tempi strettissimi.

Per ora, congratulazioni e auguri, Michele.

E grazie di cuore, di tutto.

Rock n’ Roll is Here to Stay

Quando avevo dodici anni ero molto affezionato al mio amico Andrea, che aveva circa tre anni più di me. Andrea era intelligente, curioso, dotato di un peculiare acume e di una ottima educazione. Solo che il nostro background familiare era parecchio diverso – soprattutto dal punto di vista politico.

Quindi capitava spesso che avessimo delle discussioni che seguivano sempre lo stesso schema: io facevo un’affermazione di principio chiaramente estrema e tropo forte – del tipo “chi non suona rock non è un vero musicista”.

Poi mi appassionavo a difendere questa tesi con quella spregiudicatezza tipica degli adolescenti. Lui invece iniziava a formulare, molto pacatamente, ragionevolissime obiezioni che io ero, per onestà intellettuale, costretto ad accettare lentamente, una ad una, fino a ridimensionare quasi del tutto il mio sconsiderato assunto iniziale.

Mi vengono sempre in mente questi discorsi quando osservo ciò che hanno detto e fatto alcuni noti uomini politici e di spettacolo negli ultimi due anni.

  1. Il virus non esiste, è una banale influenza 2. Il virus esiste, ma non è grave 3. Il virus è grave, ma non si muore 4. Si muore, ma mai se sei giovane e in piena salute 5. Muoiono anche i giovani e in piena salute, ma è raro che accada…

Così, saltando da un “ma” all’altro, sono passati da no-covid a no-vax a no-mask a no-green pass.

Sono passati da “è tutto un complotto della NASA” a “io il vaccino l’ho fatto, ma sollevo qualche dubbio sulla legittimità costituzionale del secondo articolo del terzo dpcm di Conte, quarto comma, lettera f”.

Li osservo. Sorrido amaramente e scuoto la testa, ripensando alla infinita pazienza di Andrea.

Abbiamo a che fare con una piccola percentuale di fratellini minori che fanno ancora tanta fatica ad accettare la realtà delle cose.

È inutile aggredirli, insultarli o minacciarli.

Piano piano, un “ma” alla volta, si vaccineranno anche loro.

6.11.2021

Mala Tempora Currunt

– grazie per quelle discussioni, Andrea.

PS: chi non suona rock non è un vero musicista.