Cellule staminali

(Benevento) – Yankuba Darboe è arrivato in Italia nel 2014, su un barcone carico di disperati, fuggendo dal Gambia e attraversando indenne la Libia.

È una fortuna essere vivi, tutto quello che arriverà sarà un dono” – ripeteva in quei giorni.

Ieri si è laureato in Scienze Biologiche presso L’Università degli Studi del Sannio con una tesi su “Le cellule staminali nelle applicazioni terapeutiche”.

La città di Benevento, che l’ha accolto dopo lo sbarco a Catania, ha giustamente celebrato l’evento, riconoscendo in Yankuba un vero esempio di serietà e dedizione.

26.10.2021

Congratulazioni vivissime, Dottore, il futuro ti appartiene.

Dignità e consapevolezza

(Pistoia) Il proprietario di un bar ha trovato fuori dalla porta questo messaggio, segno di sincero pentimento e di grande serietà.

A leggerlo oggi immaginiamo che l’autore abbia lungamente combattuto con i morsi della fame, prima di compiere un gesto contrario alla propria morale.

Altrimenti non avrebbe avuto la premura di tornare sul luogo del delitto per provare a porre rimedio.

Ora il proprietario del Bar lo sta cercando per offrirgli un lavoro. Possiamo quindi sperare che questa storia si concluda con un finale ancor più lieto.

15.10.2021

Sarebbe veramente un mondo migliore se tutti avessimo questa stessa capacità di guardare in faccia i nostri errori per poi provare a porvi rimedio.

Squid Game

Tra le serie tv più viste in Italia in questo periodo spicca Squid Game, una produzione coreana (!) per la quale Netflix non ha predisposto un doppiaggio in italiano ma che ha comunque conquistato il pubblico della nostra penisola – sebbene ci abbiano costretto a guardarla in inglese, oppure, con i sottotitoli.

Vediamo insieme a cosa è dovuto questo grande successo – no spoiler.

Lo spunto da cui origina Squid Game non brilla per originalità, siamo infatti di fronte all’ennesima storia in cui i protagonisti sono impegnati in un “gioco mortale” – ne resterà solo uno, stile the hunger games, italia viva e centinaia di altre produzioni.

Il rimando ai reality show è sin troppo ovvio e banale: i giocatori di Squid Game sono come i partecipanti di Masterchef, solo che se sbagliano a cucinare un uovo arriva un naziCannavacciuolo che li stende a colpi di urla e pacche sulle spalle.

Eppure, la serie tv riesce a risultare originale per le tante “variazioni sul tema noto” che gli autori hanno saputo elaborare con una certa perizia – insomma, hanno copiato, ma hanno aggiunto allo schema di base molte cose interessanti. Per questo motivo, i coreani hanno già annunciato che il prossimo passo sarà produrre un album di Zucchero.

Aggiungete a tutto questo una certa dose di humor nero; alcune trovate di sicuro impatto visivo; il colpo di scena finale ed avrete capito per quale motivo Squid Game sta avendo tanto successo.

La serie ci spinge a riflettere su ciò che facciamo o che saremmo disposti a fare pur di diventare ricchi, criticando in maniera neanche troppo velata le sconcertanti diseguaglianze di una società in cui ci sono tantissime persone costrette a vendere gli organi pur di sopravvivere (ricordo un drammatica inchiesta de L’Internazionale) e altre che si accendono i sigari con i dollari.

Voto: 27/30.
Homo homini lupus

Ora e sempre

Il centrosinistra conquista Bologna, Milano e Napoli subito, grazie a vittorie nette, incontrovertibili, eclatanti. Perde in Calabria, dove ad affermarsi è il candidato di Forza Italia, mentre la partita è ancora aperta a Roma e Torino.

Il primo dato che emerge forte e chiaro da questo primo turno è che una considerevole parte di questo Paese è disposta a fare argine alle destre, al loro razzismo, alla loro violenza, alla loro vigliacca nostalgia di totalitarismi e dittature.

Il secondo è che gli italiani sono sempre meno interessati alla politica e dunque disposti ad esercitare il proprio diritto dovere di voto.

Mi rallegro per la prima evidenza ed ho molta paura della seconda. Più cresce il serbatoio dell’anti-politica più la democrazia è debole e rischia di piegarsi alle smanie populiste del primo imbonitore in grado di tornare a far sognare le masse promettendo magari milioni di posti di lavoro, più latte e meno cacao, parcheggio gratuito, frittatona e rutto libero.

5.10.2021

Ripartiamo dalle grandi città metropolitane per difendere la nostra democrazia.

Ora e sempre.
Resistenza.

La Sentenza

In qualità di Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affrontò la prima ondata di covid, giustamente definita da molti commentatori come la più grave emergenza vissuta nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi.

Lo fece utilizzando anche lo strumento giuridico dei DPCM – Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Come giurista, mi schierai immediatamente dalla parte del Governo, sostenendo la correttezza formale e la sostanziale giustezza di quelle misure.

Dovetti quindi affrontare orde di analfafascisti assetati di sangue che, pur di contestare l’operato di Conte, citavano a sproposito un’intervista di Cassese della quale avevano compreso forse mezza parola.

Poi arrivò un giudice di pace di Frosinone che sollevò formalmente la questione di Costituzionalità e per loro fu l’apoteosi.

Benissimo.

Ieri la Corte Costituzionale ha risposto al quesito in maniera forte e chiara: il Presidente Conte ha operato in modo giuridicamente ineccepibile, rispettando la Costituzione e la gerarchia delle fonti che essa prevede.

Ci hanno frantumato l’anima per mesi, nel mezzo della prima ondata di una tragica pandemia, con la presunta illegittimità costituzionale dei DPCM, adesso, finalmente, la questione è stata risolta dalla massima Autorità in materia.

Cari analfafasci, la Corte ha parlato.
Ora potete chiedere scusa al Paese.

24.9.2021

Piccole grandi rivincite