L’anello debole.

Per capire quanto vale il gruppo in cui lavori non considerare la bravura degli elementi migliori, tieni a mente le prestazioni dei peggiori.
Ricordati che la forza di una catena equivale a quella del suo anello più debole. In caso di stress, sarà il primo a saltare, impedendo a tutti gli altri di lavorare. Questa stessa regola vale per gli esseri umani: prova ad osservate in maniera distaccata gli errori che commetti quando sei molto stanco o stressato. Scoprirai così il volto del demone che ti sfida: l’anello debole che chiede di essere compreso e curato. Prima che comprometta, da solo, anni e anni di duro lavoro.

Maturità Zen.

Un koan è un indovinello senza soluzione che i Maestri Zen consegnano ai propri allievi, affinché, meditando incessantemente su di esso, raggiungano l’illuminazione. Uno dei più famosi recita: se un albero cade nella foresta, e tu non sei lì a sentirlo, emette un suono? Serve per riflettere sul rapporto tra ego e realtà. Esiste una realtà, un mondo, a prescindere dalla nostra percezione? La risposta sembrerebbe scontata. Eppure, le urla dei nostri fratelli che muoiono in una terribile guerra a pochi chilometri da noi non sembrano arrivare sin qui. Il loro sangue non ha, per noi, un colore.

Scrissi queste parole nel mio tema di maturità, nel giugno di un ormai lontanissimo Anno del Signore 1993. Tutto scorre, dicevamo pochi giorni fa. Dopo ventiquattro anni, non sembra essere rimasto nulla dei sogni, delle amicizie, degli amori di allora. Eppure, se mi fermo cinque minuti a pensare, posso ancora assaporare i sapori, i suoni e gli odori di quella fantastica estate. La vita è così: niente è per sempre, ma tutto è infinito. È paradossale. Come un albero secolare che, cadendo, squarcia la quiete della foresta in una limpida notte di giugno. Senza emettere un suono.

Un tatuaggio è per sempre. 

Panta Rei – in greco, πάντα ῥεῖ. Se dovessi farmi un tatuaggio sceglierei probabilmente queste parole. Significano, ovviamente, che tutto scorre. Non esiste nulla di definitivo. O, se preferite, niente è per sempre. Vi rattrista? A me no. Affatto. Mi vengono in mente il muro di Berlino, l’apartheid, il militare obbligatorio e i compiti in classe di matematica. Insomma, mi viene in mente una lista di cose insopportabili che mi sembravano fatte per durare in eterno. Invece, panta rei, tutto scorre. Un bel giorno ci lasceremo definitivamente alle spalle l’ISIS, la mafia, e mille malattie che oggi sembrano incurabili, come il diabete, la cellulite, la pizza con l’ananas e Barbara D’Urso. Fino a quel momento, ricordiamoci sempre del più noto insegnamento di Alan Kay: l’unico modo per prevedere il futuro è di costruirlo. Lavorando sodo, giorno dopo giorno. Buona settimana, amici, e ricordatevi sempre: Panta Rei.

Il primo che commenta “And singing in the rain” paga cappuccino e cornetto per tutti.

La Classifica Delle Più Urgenti Riforme Del Codice Penale

Le dieci più urgenti riforme del codice penale italiano. 
10) Foglio di via immediatamente esecutivo per chi commenta un post dopo aver letto solo le prime due parole e averne compresa (forse) una.

9) Sei mesi di scuola serale per chi diffonde consapevolmente le parole “buongiornissimo”, “apericena” e “kaffè!!!!”

8) Interdizione perpetua dai social network per chi chiede un amen per disabili e malati, per chi sa che nessuno leggerà fino in fondo e per chi copia e incolla – ma non condivide.

7) Revoca della licenza media per chi si salva da un infarto tossendo, per chi protegge la propria privacy fidandosi del Trattato di Roma e per chi l’ha sentito su CANALE 13.

6) Obbligo di giustificazione – e di presentarsi accompagnati dai genitori – per chi va a caccia di balene farlocche abboccando ai servizi di “le Iene”.

5) Sei mesi di pasta scotta per i possessori di Smart che illudono il comune cittadino parcheggiando alla “ti sarebbe piaciuto che qui ci fosse stato un posto libero per te, vero?”.

4) Amputazione del pollice destro per reiterato abuso di “SEMPLICEMENTE NOI”, “ne abbiamo” e “può solo accompagnare”.

3) Fustigazione – e dodici giorni di gogna in pubblica piazza – per chi abitualmente – e senza valida giustificazione – visualizza, ma non risponde, invia trentasei messaggi di una parola e mezzo ciascuno o registra messaggi vocali mettendo la mano sul microfono (cosiddetto “uso improprio di WhatsApp”).

2) Interdizione dai pubblici uffici per chi assiste abitualmente a spettacoli di chiara perversione e degrado morale: Uomini e Donne, Dalla Vostra Parte, BARBARA D’URSO.

1) Deportazione coatta in Siberia per i “sono ignorante in materia, ma”. Ma niente. Se non sai una cosa stai zitto, e studia.
Centodiciotto mesi di lavori forzati ad Alcatraz per i persecutori di “perzone falze” che minacciano pulizia contatti. O peggio ancora di chiudere il profilo.

Trattamento Psichiatrico Coatto: “Saluda. Andonio”.

La Bugia Che Dici Più Spesso

Ricominciare da capo non è follia. La vera follia è abbandonarsi alla depressione e fare finta di essere felici”. Ho letto questa frase su internet, non so chi sia l’autore, però mi piace, mi fa venire in mente il verso di un grande poeta contemporaneo che recita: “la bugia che dici più spesso è sto bene” (Marracash).  Tutti noi attraversiamo periodi in cui sappiamo benissimo che le cose non vanno come dovrebbero andare, ma preferiamo comunque proseguire con le solite vecchie abitudini, mentendo agli altri e a noi stessi, piuttosto che accettare il rischio che ogni cambiamento, inevitabilmente, comporta.

Eppure io sono convinto che la nostra vita sarebbe migliore se solo riuscissimo a investire in coraggio le stesse energie che spendiamo, quotidianamente, in ipocrisia.