Uno spazio alla volta

Ieri sono tornato in Facoltà per svolgere esami “in presenza” – dopo mille anni e un secolo di dad.

Finalmente ho potuto dialogare con i miei studenti, senza dover fare i conti con problemi di connessione, microfoni bislacchi e tentativi di sabotaggio.

L’esame è tornato ad essere un colloquio pubblico ma riservato, abbiamo recuperato il nostro piccolo spazio di intimità in cui occhi che diventano umidi, volti che arrossiscono, errori o gaffe di ogni genere restano un segreto tra esaminatore e esaminando.

Abbiamo recuperato il nostro piccolo spazio di intimità in cui nessuno può registrare la prova di un altro studente e diffonderne il video in 4k su tutti i social – rendendolo oggetto di imperituri sberleffi, sagaci parodie e mitici meme.

Insomma, siamo finalmente tornati a casa.

Se continuiamo così, con prudenza, nel rispetto della comunità e dei più fragili, davvero andrà tutto bene. Non torneremo più soli come le penne lisce sugli scaffali dei supermercati (vi sblocco un ricordo). Non ci saranno altri concerti da balcone. Non avremo più bisogno di infermieri martiri.

Difendiamo le preziose conquiste di questi giorni e, per il bene di tutti, andiamo avanti con vaccini e green pass.

7.9.2021

L’Istruzione riprende “in presenza”.

Riprendiamoci la nostra vita, uno spazio alla volta.

Lo sport come salvezza e cura

“Devo tutto alla bicicletta che mi ha salvato la vita. È grazie a questo sport se ho sconfitto l’anoressia e adesso che sono campione voglio la maglia rosa e le Olimpiadi di Parigi”.

Samuele Bonetto, un diciottenne di Montebelluna (Treviso), è diventato campione del mondo juniores nell’inseguimento su pista dopo essersi laureato campione europeo a fine agosto.

L’impresa di questo ragazzo è ancora più bella se consideriamo che cinque anni fa ha sofferto di una gravissima forma di anoressia rischiando il ricovero coatto in ospedale.

Un giorno il padre l’ha portato a fare un giro in bici e Samuele si è innamorato dello sport. Poco alla volta, ha ripreso a mangiare per amore di quella bicicletta che ieri l’ha portato sul tetto del mondo.

Bravissimo, Samuele.

La tua storia testimonia l’importanza dei valori sportivi, offrendo una direzione verso cui guardare a chi oggi sente di aver smarrito la via di casa.

5.9.2021

Trenta e lode
❤️

Restare nei bordi

I no-vax paragonano il green pass alle discriminazioni nazi-fasciste nei confronti degli ebrei.

Oltre ad essere parecchio offensivo, questo parallelismo dimostra che non hanno compreso davvero nulla della situazione che stiamo vivendo.

Gli ebrei, gli omosessuali, le persone con disabilità e i rom furono infatti discriminati, torturarti e uccisi, semplicemente perché esistevano.

Ai non vaccinati chiediamo invece l’immenso sacrificio di non andare ai concerti o in discoteca, evitando assembramenti – lo facciamo per combattere il dilagare di una pandemia.

1) Chi possiede il green pass ha minori possibilità di contrarre il virus e dunque di trasmetterlo (basterebbe questo dato statistico a giustificare un trattamento differenziato); 2) Nel raro caso in cui un vaccinato contragga il virus ha possibilità minime di finire in terapia intensiva – e dunque di affollare gli ospedali, arrecando un danno all’intera comunità 3) pur essendo infettato e infettivo, il vaccinato evita che il virus replichi, impedendo la genesi di varianti più pericolose e aggressive.

Questi tre motivi giustificano un trattamento differenziato in ragione di ciò che le persone decidono di fare o non fare per tutelare se stesse e la comunità in cui vivono.

Cari no-vax, più facile di così ci sono solo i disegnini da colorare, cercate almeno di restare nei bordi 😉

21.7.2021

Il green pass non implica un privilegio per pochi, ma un beneficio per tutti.

Goccia a goccia

“Szto affora affettando fe fa fefifina fffi afforba!”
“Come dice, scusi?
“Sssso assfettabdo di afforbire fa medicina!”

Questo era tutto quello che riuscivo a pronunciare, venerdì notte, al telefono con il chirurgo, dopo aver messo sotto la lingua tre fiale di un medicinale sconosciuto per provare a bloccare l’emorragia.

La mattina seguente, dopo aver passato la notte in bianco, dopo aver evitato l’incubo pronto soccorso, dopo aver finalmente imparato come si assume un farmaco per via sublinguale, nello studio del dottore, la mia prima preoccupazione è stata.

“Alle 18.00 di oggi ho un importante impegno lavorativo. Ad Avezzano. Posso andare?”

Basta che non ci va a piedi”.

Alle 16.00 ho messo quindi nello zaino la tachipirina 1000, le fiale del potente medicinale da assumere goccia a goccia, la speranza che non si ripetesse nulla di drammatico e mi sono messo in viaggio, assieme al mio carissimo amico Adriano, anima pia precettata all’ultimo secondo per una gita fuori porta, nella consapevolezza che sarebbe stato impossibile aggiungere le difficoltà della guida alle complicazioni contingenti.

Il punto è che la presentazione di un libro non si improvvisa, soprattutto in tempi di covid, dietro c’è un grande lavoro organizzativo fatto di contatti con l’autore, con la casa editrice, con le istituzioni… ad esempio, ad Avezzano hanno transennato la strada davanti alla libreria per consentirci di stare all’aperto, a parlare di libri, tra amici. Per poterlo fare, Ornella Gemini ha lavorato alacremente per un mese, a stretto contatto con le istituzioni locali.

Io, che normalmente mi farei tagliare un braccio piuttosto che non tenere fede alla parola data, tutto questo lo sapevo bene, avrei fatto qualsiasi cosa per non rinviare.

La presentazione è andata benissimo, ho rivisto ex studenti, colleghi, amici che non incontravo da una vita.

Ho avuto l’opportunità di tornare a dialogare con il sempre ottimo avv. Jacopo Angelini – professionista esemplare, lettore attento e consapevole come pochissimi. Ho rivisto Emma Pomilio, scrittrice di ottimi romanzi storici che davvero mi onora della sua amicizia, così come i colleghi Arnaldo Mariani e Roberta Bonaldi.

Ho abbracciato idealmente una comunità che amo e dalla quale mi sento amato.

Ho cenato con la tachipirina, sulla A24, cercando di rubare frammenti di telecronaca alla radio, mentre discutevo di letteratura e psicologia, con Adriano.

Ne è valsa la pena?
Al 100%.

Per uno scrittore non c’è nulla di altrettanto nutriente, bello e importante che incontrare i suoi lettori dal vivo.

Grazie quindi, di cuore, ad Avezzano per l’ospitalità.

È stata una serata difficile nelle sue premesse e molto complicata da realizzare.

Resterà uno dei ricordi più belli della mia vita.

27.6.2021

Omnia Vincit Amor

La maturità

Carissime studentesse, carissimi studenti, oggi iniziano gli esami di Stato – un tempo detti “di maturità” – che segneranno, per voi, la fine di un’epoca.

Mi sembra di vedervi, in punta di piedi, in bilico sul confine che separa il passato dal futuro, le scelte di ieri dalle possibilità di domani, l’odio per alcuni proff., per alcune materie, per alcuni compagni, da una profonda, intima e dolce nostalgia che vi porterete dentro tutta la vita.

Vi svelo un segreto: nei prossimi anni sognerete di non aver ancora sostenuto l’esame – è capitato a tutti – vi ritroverete in aula, nel vostro vecchio istituto, e vi risveglierete alle volte sollevati dal fatto che fosse solo un (brutto) sogno, alle volte colmi di tenerezza e di affetto per tutti i volti e i luoghi che vi hanno visto maturare e crescere, accompagnandovi nello sviluppo, in un’età parecchio difficile.

Voglio darvi un solo consiglio per affrontare al meglio la prova che vi attende: Non. Fate. Paragoni.

Pensate a voi stessi, al vostro percorso, alla vostra preparazione.

Il voto non stabilisce che un vostro compagno è migliore o peggiore di voi. Il voto certifica – peraltro non in modo infallibile – il lavoro che avete fatto negli ultimi anni.

Punto.

Conosco persone che sono uscite con il minimo sindacale e poi hanno avuto un grande successo, realizzandosi in ogni ambito della vita.

Conosco studenti che hanno preso il massimo dei voti, ma sono misteriosamente naufragati durante gli anni dell’università.

Approfittate della verifica per guardarvi dentro, ascoltare le vostre emozioni, creare lo spazio e il tempo per la vostra realizzazione.

Liberatevi dalle invidie e dalle gelosie.

Una volta chiuso questo capitolo sarete liberi di preparare il terreno, gettare nuovi semi e averne cura, affinché portino i frutti che meritate.

Un bel respiro, testa alta e petto in fuori.

Date retta al prof., il futuro vi appartiene.
❤️