Un gelato al veleno

Ai miei tempi usavamo pronunciare senza particolare ritegno parole come “handicppto”, “finccho”, “c*ccione”.

Ai miei tempi c’erano pochissimi magistrati donne, pochissime professoresse universitarie e quasi nessun chirurgo che non fosse un maschio.

Ai miei tempi i genitori, le maestre, i preti e gli educatori di ogni ordine e grado non si facevano alcuno scrupolo nel mollare un sonoro ceffone ad un bambino.

Ai miei tempi esisteva il “delitto d’onore”.

Le sigarette venivano reclamizzate ovunque – anche se le industrie già conoscevano i rischi per la salute – e gli operai trovavano la morte nelle fabbriche di amianto.

Facevamo tante cose belle e tante cose stupide, ai miei tempi.


Per fortuna ci siamo evoluti.

Questo è ciò che vorrei far notare ai titolari di una gelateria di Bologna che hanno pubblicato un annuncio per cercare un dipendente, invitando i candidati a non parlare subito di soldi (che volgarità!), sottolineando che, “ai tempi loro”, prima si faceva la prova e solo dopo si poteva discutere del vil denaro.

Cari amici gelatai, la retribuzione non è una gentile concessione del datore di lavoro, ma un sacrosanto diritto del lavoratore. Cerchiamo di mettercelo bene in testa una volta per tutte.

24.4.2022

I tempi sono cambiati.

📸 ian doodley

La villa dello scandalo

Andrea Crisanti, stimato microbiologo, docente dell’Università di Padova, dopo una vita di onesto lavoro ha deciso di accendere un mutuo per comprare una villa.

La notizia ha creato grande scandalo e scatenato il peggio della rete, tanto che Crisanti è stato costretto a giustificarsi – scusandosi quasi per l’acquisto.

Io non ci trovo davvero nulla di strano nel fatto che quest’uomo si sia comprato una villa, lo ha fatto alla luce del sole, a sessantasei anni, grazie ai risparmi ottenuti con un lavoro onesto.

Solo in Italia può dare scandalo, perché qui siamo abituati a vedere i ricercatori girare in panda, mentre i criminali si comprano la seconda Ferrari a vent’anni – e nessuno si scandalizza.

Caro Andrea Crisanti, congratulazioni per la tua splendida villa, goditela. Alla faccia degli sciocchi, dei leoni da tastiera e degli invidiosi.

21.2.2022

Cronache da un Paese malato.

Destinazione paradiso

Nel 1995, quando portò a Sanremo “Destinazione paradiso”, dichiarò senza mezzi termini che gli era capitato di pensare al suicidio.


“L’ho scritta perché mi volevo ammazzare”, disse con tutta l’ingenuità del mondo, raggelando la sala stampa.

In molti pensarono che fosse una trovata pubblicitaria di cattivo gusto.

È passato molto tempo prima che raccontasse in televisione di essere stato molestato e picchiato da un pedofilo, quando aveva solo dieci anni.

Prima che parlasse della sua amica morta di leucemia.

In questi anni l’abbiamo visto cambiare, soffrire e combattere contro i suoi demoni.

Anche per questo motivo trovo veramente sgradevoli e inopportune le critiche che gli stanno piovendo addosso dopo la performance di ieri.

Grignani è un cantautore di primissimo livello, incoronato esplicitamente da Vasco e da tanti altri per le sue qualità artistiche. Ma è soprattutto un essere umano al quale dobbiamo lo stesso rispetto che meritano tutte le persone che stanno attraversando un periodo difficile.

Come recitava Stefano Accorsi, chiudendo il suo monologo, in un bel film di tanti anni fa:

“non puoi giudicare la vita degli altri. Perché comunque non puoi sapere proprio un c***o della vita degli altri”.

Teniamolo sempre a mente.

5.2.2022

Forza Gianluca, siamo tutti con te.
❤️

La via di casa

Era molto ingrassato, non si tagliava più barba e capelli, faceva l’amore solo da ubriaco ed ha iniziato a pensare, a “sentire”, dentro di sé la presenza ingombrante di un’altra persona a lui sconosciuta.

Un giorno ha accompagnato un suo amico dallo psichiatra ed ha parlato di questo disagio con il terapeuta che ha immediatamente riconosciuto i sintomi dissociativi tipici della schizofrenia.

Così, hanno intrapreso insieme il percorso che gli ha restituito il sorriso.

Ieri sera è stato ospite di Sanremo, a quanto pare era in ottima forma.

Mi piace ricordare il percorso di cura di Cesare Cremonini, da lui stesso reso pubblico in una intervista al Corriere della Sera di qualche anno fa, perché credo che possa essere di ispirazione per tante persone che stanno soffrendo a causa di un disagio mentale.

Smettiamola di pensare che dallo psicologo, dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra ci vanno “i pazzi”.

Smettiamola di usare questa parola che ha il sapore antico dello stigma sociale, dell’insulto.

La mente può ammalarsi come qualsiasi altro “organo” del corpo umano, può avere bisogno di cure come qualsiasi altro “organo” e, come qualsiasi altro “organo”, può guarire.

Se state attraversando un momento difficile, non rassegnatevi, parlatene con una persona qualificata, insieme, ritroverete la strada di casa.

4.2.2022

Ottimo, Cesare
❤️

In estrema e precisa sintesi

Abbiamo fatto la prima, la seconda e la terza – millantando, al bar con gli amici, di averne fatte almeno sei. Abbiamo indossato mascherine all’aperto, in casa, in macchina, da soli e in compagnia (sostituendo lo slogan “ne usciremo migliori” con il ben più realistico: “ne usciremo con le orecchie a sventola”).

Abbiamo mandato a casa il Governo Conte e accolto con entusiasmo il “Governo dei migliori” guidato da Mario Draghi; abbiamo osservato con grande sgomento e pari disgusto i nostri politici esultanti per aver definitivamente affossato il ddl Zan; abbiamo iniziato a discutere “seriamente” di Berlusconi come futuro Presidente della Repubblica.

Abbiamo gioito per la scarcerazione di Zaky.
Continuiamo a chiedere giustizia per Giulio Regeni.

Abbiamo vinto più o meno tutto ciò che era possibile vincere – e anche qualche campionato che ancora non esiste (da Eurovision agli Europei di Calcio a quelli di Pallavolo (maschile e femminile) al torneo preolimpico di Basket, è davvero impossibile citare tutte le vittorie azzurre, ma sono sicuro che mi darete una mano nei commenti.

Abbiamo trasformato il loro arrogante “It’s coming home” in un ben più corretto “It’s coming ROME”.

Abbiamo seguito con grande passione “Vita da Carlo”; “Squid Game”; “Strappare Lungo i Bordi”; “Don’t Look Up”; “È Stata la Mano di Dio” e “Spiderman: No Way Home”.

I più giovani hanno cantato a squarciagola i brani di Madame, Blanco, Achille Lauro, Fedez, Sangiovanni e Sfera Ebbasta. Anche tutti gli altri hanno cantato questi brani, ma senza avere idea di chi fossero almeno la metà dei nomi che ho citato.

Abbiamo ammirato i Maneskin mentre conquistavano il globo, vincendo Eurovision e gli MTV Music Awards, aprendo il concerto dei Rolling Stones a Las Vegas, piazzando i loro brani nella classifica dei più ascoltati al mondo su Spotify.

Abbiamo salutato per sempre personaggi del calibro di Raffaella Carrà, Franco Battiato, Carla Fracci, Raoul Casadei, Gianfranco D’Angelo e Lina Wertmuller.

Abbiamo perso Gino Strada.

Ma adesso, caro 2021, la giostra è finita: sappiamo che con il covid non si scherza, che bisogna vaccinarsi e tenere comunque la guardia alta. Omicron appare meno letale… potrebbe essere il primo passo in discesa, verso una pacifica convivenza con il virus.

Speriamo che la prossima variante sia ancora meno aggressiva, una variante che punti a vivacchiare, a sopravvivere, a restare in carica fino alla fine della legislatura (la variante “Antonio Razzi”: “dai retta a me, chi te lo fa fare…”.)

Nei prossimi 12 mesi arriveranno i primi vaccini proteici e le medicine per curare gli infetti, il virus non scomparirà come per magia, ma noi, un pezzo alla volta, ci riprenderemo il mondo.

Roma 30.12.2021

Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai
<3

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