Gaffe ed errori

Errori, più o meno gravi, li commettiamo tutti, tutti i giorni. Come dicono per strada a Roma nessuno nasce “imparato”, nessuno è perfetto.

Brutte figure, più o meno eclatanti, le abbiamo fatte tutti – io in particolare ho la tendenza a commettere epiche gaffe delle quali riesco però a prendere le distanze ed a ridere grazie alla mia innata (auto)ironia – coadiuvata da cinque o sei anni di psicanalisi uniti al giusto numero di negroni.

Quando accade vorremmo sprofondare. Ci vergogniamo di noi stessi. Daremmo qualsiasi cosa per tornare indietro e cancellare definitivamente quella frase, quel gesto, quel pensiero dalla storia della nostra vita.

In queste occasioni può essere di conforto sapere che anche i più grandi commettono errori madornali e vanno incontro ad epiche figuracce.

Ad esempio ieri abbiamo appreso che la biblioteca dell’Università di Cambridge – una delle istituzioni culturali più note e celebrate al mondo – ha smarrito i taccuini su cui Darwin prese i primi appunti del suo celebre albero della vita: due quadernini rossi con un inestimabile valore storico e scientifico.

Furono spostati nel 2000 per essere fotografati. Da allora, Cambridge ne ha perse le tracce. Hanno passato gli ultimi 20 anni a cercarli. Alla fine sono stati costretti a riconoscere di averli “persi” – o, più probabilmente, di esserseli fatti rubare.

La biblioteca dell’Università di Cambridge ha perso gli appunti di Darwin e per venti anni non ha detto nulla – nella vana speranza che fossero semplicemente stati riposti nel luogo sbagliato. Mi dispiace, ma provo anche un grande sollievo.

Siamo umani.
Tutti commettiamo errori, più o meno gravi, tutti i giorni.

Quando accade c’e solo una cosa da fare.

Chiudere per un attimo gli occhi.

Inspirare.
Espirare.

Andare avanti.

Fatelo per i vostri bambini

Ardenno, tremila abitanti alle porte di Sondrio, poco dopo pranzo una donna di 46 anni mette a letto i figli di otto e sei anni per un riposino pomeridiano, poi si reca in cucina, sbarra le finestre e taglia il tubo del gas.

I bambini si svegliano, trovano la madre a terra, si coprono il naso con la t-shirt e corrono fuori.

Chiedono aiuto al vicino di casa che riesce a salvare la madre – trascinandola all’esterno dell’abitazione – e ad evitare una strage, aprendo le finestre e staccando l’interruttore della corrente.

Quando la donna ha ripreso conoscenza ha provato ad allontanarsi senza dire una parola ai figli che la guardavano impietriti.

Poi, sono arrivati i carabinieri.

I fratellini sono stati accolti da una struttura protetta. La donna è stata raggiunta da un’ordinanza cautelare per tentato omicidio aggravato e strage.

Che brutto mondo, poveri bambini.

Speriamo che trovino amore e pace, per quanto possibile, dopo un’esperienza del genere.

Ricordatevi sempre che, come genitori, avete il dovere di preoccuparvi della vostra salute, fisica e mentale – soprattutto se state attraversando una crisi coniugale o, come in questo caso, dopo un divorzio. Ne rispondete a voi stessi, come tutti, ed anche agli innocenti che hanno la fortuna o sfortuna di dipendere dai vostri sentimenti, dalle vostre scelte, dalle vostre crisi.

Il consiglio è più che mai necessario: la mente può ammalarsi come qualsiasi altro organo del corpo umano, se sentite uno scricchiolio, parlatene con uno psicologo, abbiate cura di voi, se non vi amate abbastanza, fatelo per i vostri bambini.

Sposarsi o Diventare Adulti

Nel nostro Paese un numero sempre maggiore di matrimoni si conclude con un divorzio.

Prima di dare la colpa alla scristianizzazione della società, al “dilagare dell’omosessualità”, alle trasmissioni televisive o ai social network, ricordiamoci che troppe persone si sposano per paura di restare sole e poi fanno un figlio per colmare il silenzio.

Sperano di riuscire, in tal modo, a dare un valore ad una vita altrimenti arida di senso e di soddisfazioni.

L’unico motivo valido per sposarsi e mettere su famiglia è l’amore – vero, profondo, consapevole. Se manca questo, è meglio imparare a stare bene da soli che aggiungere altro dolore e confusione al mondo.

Perché non esiste nulla di più dannoso che fare le cose giuste per i motivi sbagliati.

Roma 23.11.2020

Omnia Vincit Amor
[Repetita Iuvant]

Sex No Drugs and Rock ‘n’ Roll

Il fatto che una persona sia drogata, ubriaca o comunque incapace di intendere e di volere non ci autorizza a trattarla come un oggetto. Anzi, proprio in quei momenti dovremmo averne maggiore rispetto e cura. Quindi la ragazza di Torino, a mio avviso, non ha nessuna colpa per lo stupro. Lei, in questa storia, è la vittima, i colpevoli sono altri (rileggere più volte prima di commentare).

Punto.

E virgola.

Secondo molte persone dovremmo chiudere qui il discorso. Ma siccome a me di quello che pensano molte persone non me ne frega nulla e mi interessa invece usare questo spazio per diffondere messaggi in cui credo, io aggiungo: ragazzi, date retta al prof., non drogatevi.

Ci sarà il solito imbecille che dirà che è come consigliare alle donne di non indossare la minigonna; qualcuno scriverà che non gliene frega nulla dei miei consigli, qualcun altro dirà che la droga è un diritto.

Bene.

Io ribadisco: se accade qualcosa di brutto, la colpa è tutta del ladro, del violento o dello stupratore.

Ma voi vogliate comunque bene a voi stessi, abbiate cura della vostra integrità, non assumete droghe – tantomeno alle feste, tantomeno tra estranei.

Sono due messaggi importanti che non entrano in alcun modo in contraddizione: da una parte stabilire chiaramente la colpa e dall’altra raccomandare la prudenza.

Una società sana, matura e culturalmente consapevole riesce a tenere insieme questi concetti senza prendere fischi per fiaschi e gridare allo scandalo. Quindi noi non ce la faremo mai.

Roma 22.11.2020

Non offrite agli altri la possibilità di farvi del male.

La colpa è della madre.

Mi hanno segnalato questo post che condivido con voi dopo aver oscurato il volto e il nome dell’autrice. La gogna non serve a nulla. Ci rende simili a loro. Alla fin fine, accanirsi contro la “signora” che scrive queste schifezze non serve ad altro che a fare il loro gioco, distogliendo l’attenzione dal vero problema.

Il vero problema è che molti italiani sono convinti che ci siano persone disposte a mettere in serio pericolo la propria vita, e quella dei propri bambini, per avere il wi/fi gratis in Italia.

Il vero problema è la storiella (la fake news) dei 35 euro al giorno, la tarantella dei porti chiusi, la retorica abominevole del “prima gli italiani” – buona solo per scatenare la guerra tra i poveri, a tutto vantaggio di sfruttatori e associazioni criminali.

Il vero problema è che siamo circondati da uno sconfinato oceano di egoismo, cattiveria e superificialità. Un fetido clima di odio e di intolleranza fomentato ad arte dai capopopolo della “destra”.

Contro questo genere di messaggi abbiamo una sola arma: diffondiamo cultura e consapevolezza.

Restiamo umani.

Roma 15.11.2020

Mala Tempora Currunt