Il rimorso che salverà il mondo

(San Marino)- Danilo Chiaruzzi, gestore di un negozio di alimentari, si è visto recapitare questa lettera, accompagnata da una banconota da dieci euro.

L’ha scritta un bambino svizzero che, il trenta maggio, ha rubato un ovetto kinder dal suo negozio.

“Non avevo i soldi” – spiega l’autore – “Mi dispiace molto, so di aver sbagliato. Spero che lei mi possa perdonare perché vorrei essere in pace”.

Chiaruzzi non crede ai propri occhi e racconta la storia sui social network.

“Ormai non mi sorprende più nulla, con quello che abbiamo passato in questi anni…” – commenta – “ma oggi mi sono ricreduto. Questa lettera dovrebbero leggerla tutti i ragazzini che, quotidianamente, per gioco o per sfida, mi rubano patatine, caramelle o altro. Gli risponderò con una cartolina e un invito a tornare in negozio per stringerci la mano”.

Leggo questa storia e mi immagino il giovane Benjamin, afflitto dal rimorso per aver rubato il suo ovetto Kinder; lo immagino mentre si tormentaq e pensa per giorni a come rimediare. Lo vedo nella sua cameretta, mentre scrive questa lettera, allegando una parte della sua paghetta e chiedendo umilmente scusa.

E penso che per questo mondo c’è ancora una speranza.

18.6.2022

Bravo Benjamin, 10 e lode

❤️

Uno spazio alla volta

Ieri sono tornato in Facoltà per svolgere esami “in presenza” – dopo mille anni e un secolo di dad.

Finalmente ho potuto dialogare con i miei studenti, senza dover fare i conti con problemi di connessione, microfoni bislacchi e tentativi di sabotaggio.

L’esame è tornato ad essere un colloquio pubblico ma riservato, abbiamo recuperato il nostro piccolo spazio di intimità in cui occhi che diventano umidi, volti che arrossiscono, errori o gaffe di ogni genere restano un segreto tra esaminatore e esaminando.

Abbiamo recuperato il nostro piccolo spazio di intimità in cui nessuno può registrare la prova di un altro studente e diffonderne il video in 4k su tutti i social – rendendolo oggetto di imperituri sberleffi, sagaci parodie e mitici meme.

Insomma, siamo finalmente tornati a casa.

Se continuiamo così, con prudenza, nel rispetto della comunità e dei più fragili, davvero andrà tutto bene. Non torneremo più soli come le penne lisce sugli scaffali dei supermercati (vi sblocco un ricordo). Non ci saranno altri concerti da balcone. Non avremo più bisogno di infermieri martiri.

Difendiamo le preziose conquiste di questi giorni e, per il bene di tutti, andiamo avanti con vaccini e green pass.

7.9.2021

L’Istruzione riprende “in presenza”.

Riprendiamoci la nostra vita, uno spazio alla volta.

La maturità

Carissime studentesse, carissimi studenti, oggi iniziano gli esami di Stato – un tempo detti “di maturità” – che segneranno, per voi, la fine di un’epoca.

Mi sembra di vedervi, in punta di piedi, in bilico sul confine che separa il passato dal futuro, le scelte di ieri dalle possibilità di domani, l’odio per alcuni proff., per alcune materie, per alcuni compagni, da una profonda, intima e dolce nostalgia che vi porterete dentro tutta la vita.

Vi svelo un segreto: nei prossimi anni sognerete di non aver ancora sostenuto l’esame – è capitato a tutti – vi ritroverete in aula, nel vostro vecchio istituto, e vi risveglierete alle volte sollevati dal fatto che fosse solo un (brutto) sogno, alle volte colmi di tenerezza e di affetto per tutti i volti e i luoghi che vi hanno visto maturare e crescere, accompagnandovi nello sviluppo, in un’età parecchio difficile.

Voglio darvi un solo consiglio per affrontare al meglio la prova che vi attende: Non. Fate. Paragoni.

Pensate a voi stessi, al vostro percorso, alla vostra preparazione.

Il voto non stabilisce che un vostro compagno è migliore o peggiore di voi. Il voto certifica – peraltro non in modo infallibile – il lavoro che avete fatto negli ultimi anni.

Punto.

Conosco persone che sono uscite con il minimo sindacale e poi hanno avuto un grande successo, realizzandosi in ogni ambito della vita.

Conosco studenti che hanno preso il massimo dei voti, ma sono misteriosamente naufragati durante gli anni dell’università.

Approfittate della verifica per guardarvi dentro, ascoltare le vostre emozioni, creare lo spazio e il tempo per la vostra realizzazione.

Liberatevi dalle invidie e dalle gelosie.

Una volta chiuso questo capitolo sarete liberi di preparare il terreno, gettare nuovi semi e averne cura, affinché portino i frutti che meritate.

Un bel respiro, testa alta e petto in fuori.

Date retta al prof., il futuro vi appartiene.
❤️

La verità ti fa male

È bello che al concerto del primo maggio qualcuno si occupi di politica, è bello che lo faccia un personaggio molto amato dai giovani e che le sue parole siano nette, chiare, inequivocabili.

Fedez ieri ha affermato tre cose che sono sotto gli occhi di tutti.

  1. La lega sta facendo ostruzionismo per bloccare un disegno di legge che gode di larghissimo consenso nel Parlamento e nel Paese.
  2. La lega vanta tra i suoi politici più di un omofobo – dal signore che avrebbe voluto mettere nel forno il figlio gay a quello che chiedeva ai gay di comportarsi “come persone normali”.
  3. Gli ultracattolici intransigenti di destra sono, nella migliore delle ipotesi, una massa di ipocriti in buona fede.

Scandalo.

La Rai, che aveva chiesto al cantante una copia del suo discorso, lo ha contattato prima del concerto per convincerlo a non essere così esplicito e diretto.

Queste cose non si possono dire.
Magari Salvini si offende.

Scopriamo quindi che la destra ama chiamare le cose “con il loro nome” solo quando deve rivendicare il diritto di insultare e discriminare altri esseri umani.

2.5.2021

Bravo Fedez.
Trenta e lode.

Nessuna giustificazione

Mogliano Veneto (Treviso) – La ragazza nella foto si chiama Marta Novello, ha 26 anni. Lunedì sera, mentre stava facendo jogging in una stradina isolata, è stata aggredita e colpita con ventitré coltellate da un ragazzino (criminale) di quindici anni.

Ben otto di queste coltellate hanno raggiunto i polmoni, costringendo i medici ad eseguire un’operazione parecchio delicata. La buona notizia è che Marta ieri è uscita dal coma farmacologico e che ricorda i momenti antecedenti all’aggressione, in cui quel ragazzo le chiedeva il portafogli.

La cattiva notizia è che la madre dell’assalitore, nel tentativo di rispondere alla solita vergognosa strumentalizzazione politica operata da noti sciacalli di destra, non ha trovato altra spiegazione che non fosse incolpare la dad e, più in generale, il lockdown.

Povera donna, lei stessa ammette: “Non è una giustificazione, lo so. Ma provate a capirmi, sto cercando un senso a tutto questo dolore”.

Ed io, personalmente, la comprendo. Capisco che le è crollato il mondo addosso. E riconosco la grande sincerità e la profonda umanità delle sue parole.

La verità è che nessuno di noi è fatto per vivere in questo modo: senza sport, amici, relazioni sociali. Ci sentiamo come topi in trappola, stretti in una morsa che non accenna ad allentarsi – a prescindere da tutte le misure, mascherine, proibizioni e vaccini.

Detto questo, che nessuno si azzardi a fornire una scusa plausibile per 23 coltellate, che nessuno, per favore, strumentalizzi la vicenda mettendo sul banco degli imputati la dad o il lockdown.

I nostri nonni hanno vissuto sotto le bombe; i nostri padri hanno ricostruito un Paese in ginocchio, prostrato dai colpi del terrorismo; noi siamo cresciuti in piena Guerra Fredda, abbiamo assistito all’avvento dell’eroina e dell’HIV, eravamo chiusi in casa dopo l’incidente di Chernobyl.

Spieghiamo semmai ai ragazzi che i tempi “facili” esistono solo nella testa degli inconsapevoli.

La verità è che il Paese (il mondo) sta affrontando l’ennesimo periodo critico, i giovani sono chiamati a fare la propria parte, come tutti.

26.3.2021

Non ci sono giustificazioni, né scuse.

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