Il vestito elegante

Ieri Bebe Vio ha postato questa foto dopo l’allenamento, la didascalia recitava “oggi sono a pezzi”.

Chapeau.

In un mondo in cui tutti si prendono troppo sul serio – in cui la gente viene insultata e derisa per ogni minima imperfezione fisica – Bebe Vio è riuscita ad essere così splendidamente e sapientemente auto-ironica.

Ha offerto a tutti una grandissima lezione.

Roma 30.5.2020

Applausi per Bebe.

L’ironia è il vestito elegante dell’intelligenza.

Sarai anche brava, ma sei brutta.

Giovanna Botteri è una giornalista, corrispondente da Pechino per la RAI, negli ultimi giorni è stata travolta da un ciclone di indecorose critiche per il suo aspetto fisico. La trasmissione Striscia la Notizia e il web si sono spalleggiati a vicenda, alimentando, nei suoi confronti, un ciclone di insulti e di cattiverie comunemente definito “body shaming”.

Botteri ha risposto con grande signorilità, mettendo tutti a tacere, con poche e precise parole:

“Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa e ci si aspetta da una giornalista”.

Bravissima. Il body shaming è una colossale stupidaggine degna di una società barbara.

Le persone, maschi e femmine, dovrebbero essere giudicate esclusivamente per ciò che dicono, sanno e fanno. Da un professionista mi aspetto che faccia bene il suo lavoro, considerarne l’aspetto fisico è infantile, inutile e sgradevole.

Paradossalmente, le critiche televisive sono state mosse da Michelle Hunziker, molto impegnata per difendere le donne da ogni forma di violenza e discriminazione al fianco della onlus doppia difesa. A riprova del fatto che insulti, volgarità e scorrettezze nei confronti delle donne vengono percepite da tutti – persino da chi si dichiara femminista! – in maniera molto diversa a seconda del fatto che a firmare l’articolo sia un maschio o una femmina.

Ricordo benissimo una nota blogger, anche lei molto impegnata nella difesa dei diritti delle donne, definire “strappone” un gruppo di ballerine in un suo osannato post di qualche tempo fa senza che nessuno – ripeto nessuno – dicesse “a” davanti a tanta e scorretta volgarità – peraltro esplicitamente sessista.

Ma la discriminazione è sbagliata sempre e a prescindere: dal mio punto di vista non cambia una virgola se il carnefice è maschio o femmina, giovane o vecchio, bello o brutto. Altrimenti facciamo lo stesso identico gioco di chi vorremmo combattere. Cadiamo nella sua stessa trappola.

Il fatto che in Italia accadano cose come questa è il segno che di strada dobbiamo farne ancora tanta.

Roma 3.5.2020

Mala Tempora Currunt

Una festa importante

Mio nonno era romano e romanista. Antifascista. Metteva la brillantina sui capelli, teneva la camicia sbottonata sul petto villoso e sapeva disegnare con la mano ferma e leggera, da grande artista. Come tanti, era rimasto schiavo del lavoro di suo padre: l’avevano fatto entrare “a bottega” da piccolo, ne era uscito poco prima di morire.

Mio nonno era abruzzese, forte e gentile, aveva la schiena dritta e la mente limpida come il cielo di primavera. Da bambino, aveva abbandonato la famiglia per andare a studiare con lo “zio prete”. Poi, un passo alla volta, era diventato l’intellettuale da tutti conosciuto e stimato, l’autorità indiscussa, la sentenza di cassazione. Gentile con le persone umili, totalmente estraneo all’arroganza dei potenti.

Uno zio mi ha insegnato ad andare in bicicletta, uno mi ha fatto appassionare alla psicologia, un altro si confrontava con me, per ore, quando mi assillavano i dubbi esistenziali dell’adolescenza.

Ho conosciuto un professore di liceo che mi faceva venire voglia di conquistare il mondo, un sacerdote che mi ha aiutato nei momenti difficili, un Maestro che mi ha insegnato l’accademia.

Ho un amico che mi protegge dal cielo, uno che mi ricorda da dove vengo e uno che mi stima per ciò che sono e che faccio.

Oltre all’unico, vero e insostituibile padre, nella nostra vita, abbiamo la fortuna di incontrarne molti altri.

Rendiamo omaggio anche a loro.

Per fare un uomo, un solo padre non basta.

PS: Facebook mi ricorda che ho pubblicato questo post lo scorso anno, per celebrare San Giuseppe. Ho pensato che fosse il caso di riproporlo oggi. Il 70% dei morti per coronavirus sono maschi, molti di loro sono stati padri, ne sentiremo per sempre la mancanza.

Saranno per sempre con noi.

Il bambino grasso

Lui è Filippo Sensi, ieri ha ottenuto la totale attenzione della Camera dei Deputati raccontando la sua esperienza di bambino bullizzato perché obeso. Lo hanno sempre chiamato “cicciabomba”, “panzone”, “trippone”, “palla di lardo”. E lui, per lunga parte della sua vita, ha sentito il peso dello sguardo altrui che lo giudicava, sentendosi umiliato, deriso, escluso. Così, si è rifugiato nel cibo, ingrassando ulteriormente. Questo è uno dei più noti e tipici meccanismi di aggravamento dell’obesità.

Adesso Filippo è dimagrito – è stato costretto a farlo per pressanti motivi di salute – ma veste ancora le stesse taglie di un tempo, dice che è una bella soddisfazione e anche che gli dà sicurezza. Vorrei inviargli un forte abbraccio a nome di tutti i bambini “non fisicamente perfetti”, a nome di quelli bassi, quelli con i denti storti, quelli con gli occhiali… i troppo grassi, i troppo magri… insomma, a nome di chiunque sia stato mai preso in giro, escluso e bullizzato per il suo essere “diverso”.

Queste cose fanno molto male. Soprattutto da piccoli.

Grazie per aver portato il fenomeno del fatshaming e del bodyshaming in aula, onorevole. È importante che lo Stato faccia tutto il possibile per tutelare la dignità delle persone.

Roma 31.1.2020

Diffondiamo cultura e consapevolezza.

Caro Prof.

Professore, mi scusi vivamente se le scrivo a quest’ora… mi ero ripromesso di attendere un’ora decente per farlo, ma alla fine sono dell’idea che certe cose non conoscono orari né momenti più giusti di altri: sa che recentemente la mia ragazza mi ha regalato il suo libro? Mi sa che la cito un po’ troppo spesso… devo dire che lì per lì ho pensato: “per una volta che mi regala qualcosa, proprio un pallosissimo libro di un odioso professore di filosofia?! Per di più un romanzo?! Questo è uno scherzo ! ALTRO CHE NO.” … ma ho comunque finto di aver gradito dicendole che, appena terminato il libro che stavo leggendo, lo avrei senz’altro letto.

Come promesso, ieri sera ho terminato quel libro e questa mattina ho cominciato a sfogliare il suo. All’inizio ho cominciato a sfogliarlo convinto del fatto che avrei senz’altro apprezzato il suo modo di scrivere, ma che comunque non sarebbe stato proprio il mio genere di lettura… beh, alle volte è bello sbagliarsi:

non ho apprezzato nemmeno il suo modo di scrivere.😂

Prof, il suo libro è davvero bellissimo. Non sorridevo e non mi facevo scappare stupide risatine leggendo in luoghi pubblici dalle elementari forse !! Mi sono ritrovato a leggere l’ultima pagina che mi sembrava di aver cominciato a leggere da mezz’ora… invece erano le 4:38 di un livido venerdì e la prima cosa che ho pensato è stata :”nooooo ! Già finito?!?!”.

La caratterizzazione dei personaggi è semplice ed efficacissima, i dialoghi sono spettacolari e le battute sempre sagacia e brillanti, le citazioni sono sempre distillate in punti azzeccati in cui chi sa capire non può non rimanerne investito (con “Oceani di gomma” ha rischiato di farmi evaporare il sangue) e i temi che affronta fra le righe sono trattati in maniera impeccabilmente mai banale… tanto che posso anche perdonarle il suo indegno feticismo per i Pink Floyd !

Mi mancano le sue lezioni, ma nel leggere mi sono sentito come se fossi ancora lí in classe con lei… in più, il poter scorgere con lo sguardo privilegiato del lettore le dietrologie del suo metodo è stato davvero bello per me perché aggiunge un tassello importante sulla sua persona che, come docente, anche se non ha avuto l’onore di insegnarmi per molto tempo(😂), per me è contato più di tutti i docenti che ho avuto messi insieme… e questo non è tanto nemmeno per la sua smisurata bravura, quanto per quel difettaccio che si porta dietro: lei è davvero VERO.

Ho avuto il privilegio di vedere che tutto quello che dice sull’insegnamento lo pensa davvero e che prova con ogni sua molecola ad essere fedele alla sua idea. Posso dirle francamente e disinteressatamente che se al mondo ci fossero più “Guidi Saraceni” (per fortuna il cognome è già al plurale) e meno attenzioni a “l’utile”, vivremmo in un mondo in cui le parole avrebbero di nuovo realmente un senso, almeno per me è così.

La ringrazio per aver avuto il coraggio di mettersi in gioco con questo libro perché sto povero mondo ha bisogno di questi piccoli, enormi ed eroici gesti.

Spero possa quanto prima autografare la mia copia… così se diventasse un Best Seller potrei venderlo in caso di difficoltà economiche !!!

Con affetto e tanto, tanto, tantissimo rispetto.

F.

Non sai quanto mi rendano felice i tuoi complimenti, ragazzo, e quanto mi faccia piacere sapere che hai letto, capito e apprezzato. Ringrazia la tua ragazza da parte mia. E passa a trovarmi quando vuoi, abbiamo una birra in sospeso.

Roma A. D. 2019

Gli studenti non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere