Il setaccio

Facendo un calcolo approssimativo ho capito che nella casa di Roma ci sono circa mille libri, altrettanti sono stipati nella casa Teramo e circa cinquecento li custodisco in ufficio.

Per un totale di duemilacinquecento volumi, arrotondato per difetto.

Ieri, mentre finivo di riempire l’ennesimo scatolone, mi sono sorpreso a guardare la copertina di un romanzo giallo che ho letto con grande piacere una decina di anni fa – ma del quale non ricordo quasi nulla.

Preso dallo sconforto, mi sono fermato a considerare quanto (poco) ricordo di tutti i libri che ho letto sino ad oggi.

Mi ha consolato la storiella che vi propongo di seguito e che spero apprezzerete quanto me.

Un bel giorno, in una terra lontana d’Oriente, un giovane allievo andò dal suo maestro e disse: maestro che senso ha che io legga e studi tanti libri, se poi tra una decina di anni non ricorderò nulla.

Il maestro finse di non capire, diede al suo allievo un vecchio setaccio, sporco e consunto, chiedendogli di andare al fiume a raccogliere dell’acqua.

L’allievo si recò al fiume e provò più volte a raccogliere l’acqua, ma il vecchio setaccio non tratteneva nulla. Tornò quindi sconsolato dal suo maestro, lamentandosi per la disavventura.

Il maestro gli disse: guarda il setaccio ora. Vedi come è pulito. Sembra nuovo. Questo è ciò che accade alla nostra mente quando leggiamo.

Non si tratta di trattenere, ma di lavare.

Leggi molto, anche se un domani dimenticherai quasi tutto, i libri ti aiuteranno a mantenere la tua mente limpida come il cielo della primavera.

23.4.2026

E ricordati sempre – aggiunse il maestro – che quando traslocherai la tua schiena ti farà pagare il conto.

Cialtrone
❤️

Il viaggio di Céline.

“Viaggio al termine della notte” – di Louis Ferdinand Céline – è un capolavoro della letteratura mondiale che non può assolutamente mancare nella vostra biblioteca.

Pubblicato per la prima volta nel 1932, è stato giustamente definito “lo scandalo del secolo”, perché pochissimi altri romanzi hanno saputo anticipare, cogliere ed esprimere altrettanto bene il più profondo spirito del Novecento.

“Viaggio al termine della notte” racconta le mille peripezie di Ferdinand Bardamu, che, nel volgere di quindici anni, attraversa i campi di battaglia della prima Guerra mondiale, le colonie africane, le fabbriche americane e gli ospedali psichiatrici francesi.

Lo fa grazie ad un impareggiabile flusso di coscienza, consentendo al lettore di assumere la mente del protagonista come punto di vista privilegiato sul mondo.

Lo sguardo cinico, disilluso ed allucinato di Ferdinand vi mostrerà l’orrore della guerra, la sconfinata miseria degli uomini, la lotta per la sopravvivenza del proletariato suburbano americano ed europeo.

Colmo di inaspettati slanci poetici, non privo di (auto)ironia, “Viaggio al termine della notte” è Letteratura con la L maiuscola. Le discutibili idee politiche del suo autore mi lasciano del tutto indifferente. Peraltro, si tratta di posizioni successive alla stesura del romanzo – e chiaramente contraddittorie con l’antimilitarismo molto ben espresso dal libro.

Il Romanzo è un capolavoro ed esige di essere letto, riletto, assaporato e compreso fino all’ultimo rigo.

Questo è tutto.

Dieci piccoli passi

Arriva un momento, nella vita, in cui pensi di aver comprato troppi libri che non leggerai mai. Ovviamente, questo pensiero non ti impedisce di comprarne di nuovi.

Così, anno dopo anno, i libri prendono lentamente possesso della casa e la “lista delle cose che prima o poi devo assolutamente leggere” ti spaventa e ti blocca.

Non puoi fare altro che pensare ad essa, commiserando te stesso per il poco tempo che hai da dedicare alla lettura.

Il lavoro, la famiglia, la salute, il lavoro… tante cose, drammaticamente urgenti, ti hanno sottratto le ore che avresti dedicato volentieri a finire – o ad iniziare – quel libro che vorresti tanto (ri)prendere in mano.

Se solo avessi il tempo.

La buona notizia è che bastano 10 pagine al giorno, tutti i giorni, per consolidare una sana abitudine ed ottenere ottimi risultati.

Se tu iniziassi oggi, in un solo anno potresti aver letto o riletto una nutrita lista di capolavori della letteratura mondiale. Come, ad esempio:

Viaggio al termine della notte;
Lolita;
Shining;
Lo straniero;
Kafka sulla Spiaggia;
Domani nella battaglia pensa a me;
Fiesta;
Il maestro e Margherita;
L’insostenibile leggerezza dell’essere; Fight Club;
Le ali spezzate.

Dieci pagine sono troppe?
Prova con cinque.

La lettura non è una gara, è una splendida abitudine, bastano poche pagine al giorno per mettersi in moto e (ri)prendere il vizio.

Trova questo piccolo momento solo per te. Ogni giorno.

Ne hai bisogno, te lo meriti.

Chi non legge vive una sola volta,
chi legge vive mille vite.

PS: Detto ciò, (ri)leggi “fuoco è tutto ciò che siamo” e “l’oceano in una goccia”! Bastano poche settimane ben spese :) ❤️

L’enciclopedia calcarea

Uno dei doni di Natale che ho accolto con maggiore gioia è stato l’ultimo lavoro di Michele Rech, in arte Zerocalcare.

Non è una nuova storia e non si tratta di un inedito. È una antologia ragionata dei personaggi presenti nei suoi fumetti. L’autore spiega come sono nati e cosa rappresentano per lui, corredando le parole con qualche tavola.

Non si tratta di materiale inedito perché
libro raccoglie le schede già pubblicate assieme alle action figures – i “pupazzetti”, come li chiama lui.

Ad ogni modo, se già conoscete ed amate Zerocalcare non fatevi sfuggire questa antologia.

Si tratta di un must have.
Poche cose vi faranno ridere e riflettere quanto le sue elucubrazioni (auto)ironiche sul mondo e sulla vita.

Se invece ancora non avete mai letto nulla di Zerocalcare, non partite da qui, pensando che sia la sua ultima fatica.

Fatevi un regalo, comprate “Dimentica il mio nome”, “Kobane Calling” o “Un polpo alla gola”, tornerete a ringraziarmi per il consiglio.

27.12.2023

Voto: 30 e lode.

Un universo parallelo, popolato da personaggi comicamente assurdi e tremendamente veri al tempo stesso.

La mossa del genio

Ieri notte ho finito di leggere “La mossa del matto” di Alessandro Barbaglia.

Il libro narra le imprese di Bobby Fischer, leggendario e a dir poco stravagante Campione di scacchi americano.

In particolare, racconta la finale del campionato del mondo di scacchi del 1972, quando Fischer, in piena guerra fredda, si giocò il titolo con il Campione del Mondo in carica, il russo Boris Spassky.

Con grande maestria, Barbaglia intreccia questa vicenda storica con l’Iliade – elaborando un azzeccatissimo parallelismo tra Fischer ed Achille, Spassky ed Ulisse.

Inoltre, coglie l’occasione per raccontare la sua difficile e splendida infanzia, segnata dalla prematura scomparsa del padre, psicologo di fama internazionale.

Il tutto con una prosa moderna, lineare, leggera.

“La mossa del matto” si legge rapidamente e con grande piacere, senza alcuno sforzo, ma con tantissima voglia di scoprire come andrà a finire.

È un libro poetico, profondo e colmo di significato che tutti gli appassionati di scacchi dovrebbero leggere.

Quando ho chiuso il romanzo, l’ho portato istintivamente al petto, pensando a quanto Bobby Fischer ci sia, segretamente nascosto, dentro ciascuno di noi.

26.10.2022

Grazie di cuore per averci regalato questo piccolo capolavoro, Alessandro.

110 e lode
❤️