Buone notizie :)

Ho quarant’anni e spicci, ma il 2018, per me, si sta rivelando l’anno delle prime volte: il primo esame nel corso di laurea che avrei sempre voluto studiare, la prima lezione del Master che avrei sempre voluto frequentare, il primo invito in RAI, la prima conferenza TED… oggi è arrivata anche la cosa a cui tenevo maggiormente, da sempre, il primo contratto editoriale, per un romanzo, con una delle più importanti case editrici italiane.

Ho lavorato a questo progetto per quasi quattro anni, prendendo un numero altissimo di porte in faccia, facendo sacrifici su sacrifici e commettendo un numero altrettanto elevato di errori.

Consentitemi quindi di darvi oggi un consiglio: qualsiasi cosa desideriate per la vostra vita professionale o privata, credete ferocemente nei vostri sogni e in voi stessi. Siate ottusamente impermeabili ai rifiuti e alle umiliazioni. Ardete nel fuoco sacro delle vostre passioni. Andate fino in fondo, sempre, senza perdere mai la speranza. Perché la verità è che non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta.

Grazie di cuore per esserci, amici, questa grande gioia la condivido con tutti voi.

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La mia personale opinione.

Cari amici, credo che sia arrivato il momento di fare definitivamente chiarezza su quanto è accaduto nelle ultime ore.

Mettiamo allora tutti i puntini sulle “i”.

1) Conte si è dimesso perché il PdR faceva resistenze sul nome di Savona. Se l’interesse di Lega e M5S fosse stato quello di governare, avrebbero potuto ascoltare il suggerimento del PdR e scegliere Giorgetti come Ministro dell’Economia. Stiamo parlando di un importante esponente della Lega, non di un piddino renziano figlio di Berlusconi. Ma evidentemente il nome del Ministro, per queste persone, era più importante del programma di Governo – che sarebbe rimasto ovviamente invariato.

2) Lo spread è salito perché tre o quattro incoscienti ieri sera hanno iniziato a parlare di impeachment del PdR. E siccome, ammette oggi Di Maio, “i mercati temono la instabilità”, potete ben capire come abbiano preso all’estero l’ipotesi di un Paese senza Governo pronto a processare il PdR.

3) Lieto di notare con quanta attenzione oggi Di Maio abbia messo da parte il termine “impeachment”, aggiungendo che invece la messa in stato di accusa “si può fare”. Certo che si può fare, se avete i numeri per farlo. Ma l’art. 90 parla di “alto tradimento” – aver rivelato segreti di Stato o piani di guerra al nemico – o di “attentato alla Costituzione” – aver provato a cambiare la forma di Stato o di Governo. Mattarella vi ha solo chiesto di cambiare un nome nella lista dei Ministri. A fronte di quella richiesta avete preferito mandare tutto alle ortiche per capitalizzare questa vicenda in termini di consenso elettorale.

4) Ovviamente il PdR non può scegliersi i Ministri, ma se manifesta della perplessità ha diritto di essere rispettato e ascoltato. Altrimenti il potere di nomina previsto dalla Costituzione perde totalmente di senso. Quando citate Mortati – o altri studiosi – evitate per favore di mutilare frasi o paragrafi.

5) Il PdR non può imporre a nessuno “il suo Governo”. Cottarelli andrà a cercare la fiducia del Parlamento, se dovesse ottenerla, vorrà dire che sarà stato democraticamente e legittimamente scelto da chi in questo momento rappresenta la maggioranza degli italiani.

6) Riconosco che questa impuntatura del PdR potrebbe essere considerata una novità e una “anomalia” – non un reato. Savona è una persona seria e rispettabilissima. Ma l’anomala impuntatura del PdR è solo l’ennesima anomalia in un quadro politico dove due partiti che hanno fatto campagna elettorale l’uno contro l’altro si sono seduti ad un tavolo – dopo le elezioni – per firmare un “contratto di governo” grazie al quale un “arbitro” – che nessuno ha votato -avrebbe potuto presiedere un “comitato di conciliazione” teso a evitare dissidi tra lega e M5S. In questa sola frase ci sono un centinaio di “anomalie”.

Mattarella le ha tollerate tutte, vi ha chiesto solo di fare mezzo passo indietro su un nome.

Tutto qui.

Roma a.d. 2018

Ignorantia Legis Non Excusat
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Lezioni di Storia e Democrazia

“Con uno stile comunicativo efficace, semplice e accessibile a tutti, un docente universitario di Filosofia del Diritto racconta due episodi chiave della II Guerra Mondiale, rintracciando, in quelle tragedie, la fonte che porterà alla stesura della nostra Carta Costituzionale. Narrando due avvenimenti che ebbero come scenario la città di Roma e videro come protagonisti tanto l’esercito degli “alleati” americani quanto l’esercito degli invasori tedeschi, il Prof. Saraceni si propone di celebrare la genesi della Costituzione più bella del mondo, aiutando il pubblico a ri-scoprire le profonde e sacre radici della nostra giovane democrazia” (cit.)

Per info e biglietti:

https://www.teatrokopo.it/fuori-cartellone-2017-2018/360-il-sangue-della-costituzione.html

 

Costituzione.jpg

La festa

Quando il Monte dei Paschi di Siena si è trovato al centro esatto di una indagine che avrebbe potuto sconvolgere definitivamente il panorama politico e istituzionale di questo Paese, David Rossi, il responsabile della comunicazione della banca, fece sapere ai magistrati che avrebbe voluto collaborare. Pochi giorni dopo, quell’uomo è morto, si è suicidato gettandosi dal balcone del suo ufficio. Ricordo che rimasi molto colpito dalla vicenda, non tanto per il suicidio in sé – anche altri scandali simili, in Italia, ne hanno causati – ma per il ruolo ricoperto da David: mi domandai come mai “il primo a pagare” fosse proprio il responsabile della comunicazione. Nella mia ingenuità credevo che si trattasse di un ruolo marginale o comunque non dirigenziale.

Ad aprirmi gli occhi c’ha pensato la (non) intervista che le Iene hanno fatto all’ex Sindaco di Siena. Dal servizio, realizzato con i soliti metodi che caratterizzano le Iene, non si capisce se Piccini sapesse che stavano registrando e se volesse o meno rilasciare certe dichiarazioni. Quel che è certo è che a suo avviso 1) nessuno, a Siena, crede che Rossi si sia ucciso 2) Rossi aveva gestito 40 milioni di euro in cinque anni, perché, come responsabile della comunicazione si occupava anche delle sponsorizzazioni 3) Rossi sarebbe stato a conoscenza di alcuni “festini” a cui avrebbero partecipato esponenti di spicco della Magistratura e delle Istituzioni. Eccoli qui: i festini. Quando indaghi sugli scandali, quando scavi nella melma, alla base di ogni stortura di questo Paese trovi sempre questi maledetti festini. Intrecci inconfessabili tra i poteri (occulti) dello Stato. Cocaina. Escort e Trans.

Una persona che stimo e conosco da molti anni ha avuto un ruolo di spicco nella politica regionale del Lazio. Un giorno, discutendo di politica, mi ha detto: a parte il periodo della campagna elettorale, io ho sempre cenato a casa mia. Tutti i santi giorni, alle 21.30, ero a letto, a dormire. Perché la mattina dopo, alle 8.00 in punto, entravo in ufficio. Credo che alla fin fine tutto si riduca a questa distinzione elementare. Il problema principale, per la nostra democrazia, non è la presunta differenza tra rossi e neri, imprenditori e statali, laici e religiosi, ma la distinzione che passa tra quelli che la sera vanno alle feste e quelli che invece tornano a casa, cenano e vanno a dormire. Provo un certo sconforto ad ipotizzare quanta influenza abbiano sulle nostre vite i festini in cui si incontrano massoni, finanzieri, politici, mafiosi e persino magistrati mentre il resto del Paese dorme per presentarsi puntuale il giorno dopo al lavoro.

Ma la cosa che mi brucia più di tutte è che non ci invitate mai.

Bastardi.

La strada giusta.

Se state iniziando a pensare a quale corso di laurea iscrivervi, il mio consiglio è di prendere in esame la classifica degli Atenei italiani stilata annualmente dal Censis, di tenere in seria considerazione le statistiche occupazionali e di studiare con altrettanta attenzione le previsioni sullo sviluppo economico del nostro Paese.

Quando avrete raccolto dati a sufficienza, buttate tutto ed iscrivetevi alla Facoltà per la quale vi sentite più portati.

Studiate ciò che amate.
Inseguite i vostri sogni.

Non c’è altro ragionamento da fare.
Cialtroni