Meglio meno

Less is more significa “meno è di più” – o se preferite “meno è meglio”.

Uno slogan minimalista ed apparentemente paradossale che, per quanto mi riguarda, si sposa benissimo con lo spirito di questi giorni, in cui butto cose vecchie, inutili, piene di polvere. Avverto la forte necessità di fare spazio. Vuoi perché la casa non è grandissima, vuoi perché preferirei vivere un nuovo anno più sereno del precedente e di sicuro non ho tempo da perdere.

Vi sembrerà strano, ma liberarsi delle cose superflue significa avere maggiore ordine in casa con minore sforzo. Maggiore ordine significa perdere meno tempo a cercare ciò di cui hai davvero bisogno – che di solito è sommerso sotto quintali di cianfrusaglie.
Perdere meno tempo nell’affannosa ricerca di queste cose vuol dire abbassare il livello di stress e dunque vivere meglio.

Impariamo a tagliare i rami secchi, rivendiamo, regaliamo o buttiamo le cose che non usiamo, spendiamo i nostri soldi per fare esperienze e non per accaparrare oggetti – che tra due mesi saranno già pateticamente inutili o fuori moda.

Ribelliamoci una volta per tutte alla smania di possesso imposta dal consumismo, superiamo l’ansia nevrotica dell’accumulatore seriale. Perché la verità è che less is more, amici miei.

3.1.2023

Facciano ordine in casa.
Impariamo, per una buona volta, a perdere, a lasciare andare.

Verso un posto nuovo

Uno dei miei brani preferiti dei Tiromancino è “Muovo le ali di nuovo”, non solo perché si incastra alla perfezione in un disco pieno di piccoli gioielli, come “La descrizione di un attimo”, “Strade” o “Due destini”, ma anche e soprattutto perché esprime con grande poesia una smania di cambiamento e rinascita che ho sempre sentito come mia.

Il malessere della caduta legato alla voglia di rialzarsi immediatamente e intraprendere un nuovo percorso.

“Per cominciare a diventare così com’è che avrei dovuto, solo se avessi comunque davvero voluto”.

Nel testo, Federico Zampaglione cita esplicitamente il mito di Icaro, monito perenne per tutti quelli che non si accontentano di posare i piedi al suolo; “tira due righe sul conto”, come fanno i viaggiatori, abituati alle partenze, avvezzi agli addii; guarda, come se fosse la prima volta, ogni singola “vecchia” cosa che lo circonda – a riprova del fatto che il viaggio di scoperta non è conoscere nuove terre, ma avere nuovi occhi.

Peraltro, di questo splendido brano esiste anche una riuscitissima versione alternativa – con una strofa firmata da Fabri Fibra che riprende ed esalta lo spirito della canzone originale

Scrivo oggi questo post perché pochi giorni fa ho avuto la grande fortuna di ascoltare i Tiromancino live, a teatro, a Teramo (Teatro Comunale di Teramo). Il concerto è stato nel suo complesso godibilissimo.

Tutti i brani dei Tiromancino sono costruiti con grande sapienza cantautorale, colgono sempre nel segno, richiamando le più eleganti e riuscite armonie della nostra tradizione musicale.

Zampaglione, sul palco, si muove con estrema disinvoltura, mentre i suoi musicisti eseguono dalla prima all’ultima nota senza l’ombra di una sbavatura.

Alle volte ho avuto l’impressione che i “nuovi” Tiromancino fossero davvero troppo lontani da quelli di cui mi sono innamorato nei primi anni 2000, ma il giudizio finale è stato comunque super positivo.

Andate a vederli dal vivo, se potete.

Passerete un’ottima serata immersi nella bella musica.

30.12.2022

E tornano più forti
In un giorno come gli altri
❤️

The Bad Guy

Ieri sera ho finito di vedere la prima stagione di The Bad Guy e ho deciso condividere con voi la mia recensione (no spoiler).

The Bad Guy è una serie TV prodotta da Amazon Prime Video e diretta da Stasi e Fontana. Il protagonista principale è Luigi Lo Cascio (che interpreta il magistrato antimafia Nino Scotellaro), mentre i co-protagonisti di questa prima stagione sono Claudia Pandolfi (Luvi Bravi) e Vincenzo Pirrotta (Salvatore Tracina).

Ci sono mille motivi per cui mi sento di consigliarvi di guardare The Bad Guy: la regia è rapida, priva di sbavature, ultramoderna; il montaggio è serrato; la fotografia regala immagini e colori mozzafiato; la colonna sonora è stata curata con estremo gusto; la recitazione di Lo Cascio è impareggiabile.

Ma soprattutto, consentitemi di dirlo, la trama è spettacolare.


Devo fare i miei più sinceri complimenti al trio Rampoldi, Serino e Stasi per aver intrecciato con così grande disinvoltura una moltitudine di temi e di sotto-racconti.

Il risultato è una narrazione piena di (auto)ironia, di colpi di scena e di suspence, che vi terrà inchiodati alla poltrona dal primo all’ultimo episodio.

Conclusioni
The Bad Guy sposta parecchio in alto l’asticella delle serie televisive italiane. Dovete assolutamente guardarla. L’unico neo, se così vogliamo dire, è che il finale vi lascerà appesi, in spasmodica attesa del seguito. Si tratta di un peccato tutto sommato veniale, che possiamo forse perdonare a Prime Video mentre aspettiamo la seconda stagione, ma solo a patto che si sbrighino a distribuirla.

22.12.2022

Voto 9
Davvero un ottimo lavoro.
Immagino che fosse parecchio difficile fare meglio.

15 anni

In occasione della giornata mondiale dei diritti dei bambini, Save The Children ha pubblicato uno sconcertante report sul nostro Paese: i dati dimostrano che la speranza di vita in buona salute di una bambina in Calabria è inferiore di ben 15 anni a quella di una bambina nata in Trentino.

15 anni.

In Italia, circa un milione e 400 mila bambini vivono in una condizione di povertà assoluta; mancano, inoltre, 1400 pediatri. Questa situazione produce gravissimi danni, soprattutto al sud, determinando uno sconcertante gap nelle aspettative di vita in buona salute.

Cerchiamo di ricordarlo sempre quando osanniamo la società della competizione e pensiamo di fondare l’istruzione sul merito.

Premiare i migliori ha senso solo se le condizioni di partenza sono uguali o quantomeno paragonabili. Altrimenti non facciamo altro che premiare chi è stato già favorito dalla vita, a scapito di chi sarebbe altrettanto bravo, ma è stato semplicemente sfortunato.

20.11.2022

Save The Children

Lavoro e maternità

Scandiano (Reggio Emilia) – La dipendete di un’impresa scopre di essere incinta. Non senza timore, decide di comunicarlo al suo datore di lavoro. È legata all’azienda da un contratto a tempo determinato e sa che la sua maternità potrebbe nuocere al rinnovo.

Paolo Ferretti invece le fa i suoi migliori auguri e la assume a tempo indeterminato, riconoscendone le grandi qualità.

“Mi reputo un suo collaboratore prima ancora che il suo titolare” – ha dichiarato alla stampa.

Questo è il Paese che vorremmo.

Un Paese in cui la maternità viene tutelata sul serio, non urlando slogan privi di senso nelle piazze, non ostacolando l’aborto, ma aiutando le donne a non essere licenziate o discriminate quando restano incinte.

Bravo Paolo,

110 e lode!

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