La Seconda Repubblica

(Palermo) – Esattamente trent’anni fa, alle ore 17:57, 500 chilogrammi di tritolo detonarono sulla A29, togliendo alla vita il Magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie, Francesca Morvillo, anch’essa Magistrato, e gli Agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

L’Italia piombò così in un incubo: la mafia alzava la testa e sfidava lo Stato senza paura: avanzava richieste, sanzionava presunti tradimenti, cercava disperatamente nuove intese. Per questo motivo trasformava il territorio italiano in territorio di guerra, inaugurando, con la strage di Capaci, la stagione delle bombe.

Negli anni successivi, quando il potere trovò un nuovo e definitivo assetto, la mafia mise da parte le bombe, lasciando la netta impressione di non essere affatto scomparsa, ma di aver semplicemente stipulato l’accordo giusto, il patto più conveniente e proficuo, con chi di dovere.

Se non ne siete convinti, vuol dire che avete bisogno di ripassare la cronaca giudiziaria sui rapporti tra potere politico e potere mafioso – una storia drammatica e, di per sé, parecchio eloquente.

23.5.2022

Sono passati trent’anni dalla morte di Giovanni Falcone e questo Paese ha ancora un disperato bisogno di eroi.

Il piccolo Tommaso. Dono e perdono

“Si è trattato di un incidente, si vede che Dio aveva bisogno di un angelo… Ma se quella donna dovesse venire a casa nostra, noi saremmo pronti ad abbracciarla. In fondo, anche la sua vita è stata distrutta”.

A parlare è Patrizio D’Agostino, padre del piccolo Tommaso, tragicamente scomparso a L’Aquila, pochi giorni fa.

In un mondo incattivito e vile, in cui le persone sono perennemente alla ricerca di colpevoli da lapidare e mettere alla gogna nella pubblica piazza, Patrizio, aiutato anche dalla sua fede, ci regala una lezione di altissima morale ed immensa carità cristiana.

Non riesco neanche ad immaginare l’intensità del dolore che ha provato, che stia provando e che proverà assieme alla sua compagna.

Eppure, Patrizio è del tutto privo di rancore e di astio, mostra anzi di avere rispetto e cura per un’altra persona che lui considera, a suo modo, l’ulteriore vittima di un terribile incidente.

Sono certo che la comunità aquilana saprà stringersi attorno a questa coppia, per aiutarla ad andare avanti, a sopravvivere.

20.5.2022

In questo momento, per il papà e la madre di Tommaso non ci sono altre parole che non siano di grande stima e profondo amore.

Esemplare, direi.

(Firenze) L’uomo che vedete nella foto si chiama Mohammead Imran, ha trent’anni, per arrivare in Italia ha affrontato un viaggio lungo due anni, oggi è disoccupato e vive in un centro di accoglienza per immigrati.

Pochi giorni fa ha trovato una borsa sul marciapiede, l’ha aperta e ha visto che era piena di soldi (mille euro, verificheranno i poliziotti).

Lui non li ha neanche contati.

Ha cercato la stazione della polizia più vicina ed ha consegnato la borsa, che è stata poi restituita alla legittima proprietaria.

“Mi hanno educato così”, ha dichiarato.

Molti diranno con superficialità che ha solo fatto il suo dovere.

Io invece credo che l’occasione faccia l’uomo ladro. E immagino che non sia affatto facile comportarsi in questo modo quando sei disoccupato e vivi in un centro di accoglienza. Aggiungo, infine, che conosco tante persone, paradossalmente anche ricche, che non si sarebbero fatte alcuno scrupolo.
Quindi credo che lui sia stato veramente molto corretto.
“Esemplare”, direi.

Bravo, Mohammead,
110 e lode
❤️

19.5.2022

Questi immigrati proprio non si vogliono integrare 😉

Filma e condividi

Pietrasanta (#Lucca)

In sei, solo uno dei quali maggiorenne, accerchiano un disabile psichico originario del Gambia e lo massacrano di botte urlando frasi razziste.

Mentre qualcuno riprende la scena col telefonino.

Io non credo che i giovani d’oggi siano più violenti di quanto non fossero le generazioni precedenti – lo dimostrano gli anni di piombo e la quantità di ragazzi coinvolti come vittime e/o carnefici; ricordo che ai miei tempi non esisteva il bullismo, ma il “nonnismo” non faceva meno danni (nelle scuole superiori e durante il servizio militare).

C’è però qualcosa di nuovo, di poco razionale e di inquietante, in questa smania di filmare e condividere.

Voglio dire, quando noi ci comportavamo male avevamo la preoccupazione di occultare le tracce. La loro prima preoccupazione è invece mostrare a tutti ciò che hanno fatto.

Questa spettacolarizzazione ludica, estetica e social, della violenza è un dato nuovo a tutti gli effetti. Essa facilita la banalizzazione del gesto violento, ostacola ogni relazione empatica con la vittima e merita quindi tutta la nostra attenzione.

18.5.2022

Mala Tempora Currunt

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Pietrasanta (#Lucca)

In sei, solo uno dei quali maggiorenne, accerchiano un disabile psichico originario del Gambia e lo massacrano di botte urlando frasi razziste.

Mentre qualcuno riprende la scena col telefonino.

Io non credo che i giovani d’oggi siano più violenti di quanto non fossero le generazioni precedenti – lo dimostrano gli anni di piombo e la quantità di ragazzi coinvolti come vittime e/o carnefici; ricordo che ai miei tempi non esisteva il bullismo, ma il “nonnismo” non faceva meno danni (nelle scuole superiori e durante il servizio militare).

C’è però qualcosa di nuovo, di poco razionale e di inquietante, in questa smania di filmare e condividere.

Voglio dire, quando noi ci comportavamo male avevamo la preoccupazione di occultare le tracce. La loro prima preoccupazione è invece mostrare a tutti ciò che hanno fatto.

Questa spettacolarizzazione ludica, estetica e social, della violenza è un dato nuovo a tutti gli effetti. Essa facilita la banalizzazione del gesto violento, ostacola ogni relazione empatica con la vittima e merita quindi tutta la nostra attenzione.

18.5.2022

Mala Tempora Currunt

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