Come i lupi di mare

Per il prossimo anno vi auguro di essere determinati e forti, di andare fino in fondo a ogni sentiero, di muovervi verso i vostri obiettivi “in linea retta”, senza incontrare deviazioni, ostacoli o distrazioni.

Vi auguro di avere nei confronti della vostra vita lo stesso atteggiamento che i lupi di mare hanno nei confronti dell’oceano: rispetto, ma nessuna paura.

Vi auguro di trovare la forza per guardare in faccia la realtà e di non cercare mai riparo nelle confortevoli giustificazioni degli ipocriti.

Ma soprattutto, vi auguro di essere posseduti da un sogno visionario e ambizioso, un sogno nuovo di zecca, da rincorrere e difendere ogni giorno, con il cuore colmo di speranza e ardente passione.

Che voi possiate comprendere senza giudicare, crescere senza invecchiare, cambiare senza soffrire e, soprattutto, mangiare senza ingrassare.

Come disse un saggio: “La più grande rivoluzione avviene il giorno in cui iniziamo a nutrire i nostri sogni con la stessa energia che, normalmente, sprechiamo per le nostre paure”.

Buon 2020, amici miei.

Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta.

Tutti i Santi

La Mia Personale Classifica di Tutti i Santi – 2019.

10) Chi, dopo aver messo nel carrello un intero supermercato, ti fa passare avanti nella fila perché nota che tu, invece, hai comprato solo una lattina di birra e un pacchetto di patatine.

9) Quelli che sono ancora in grado di dire “buongiorno”, “per favore”, “grazie” e “scusa”.

8. Gli amici di vecchia data che si impegnano per trovare futili pretesti e strampalate occasioni pur di passare del tempo insieme, in barba agli impegni lavorativi e familiari.

7) Quelli che comprano e leggono i romanzi – soprattutto il mio ;)

6) Chi ti guarda dritto negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano (già premio “grazie di esistere” 2017).

5) Quelli che non chinano mai il capo, ostinandosi a combattere contro sbruffoni, arroganti e prepotenti di qualsiasi ordine, rango e grado.

4) Persone che discutono solo di argomenti e temi dei quali sanno qualcosa (già premio “più unici che rari” 2018).

3) Quelli che rispettano piante e animali senza per questo odiare il genere umano.

2) Chi fa volontariato e quindi dona agli altri il suo tempo – a pari merito con chi dona il midollo osseo, o il sangue.

1) Chiunque, nel mondo, si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

Premio della Critica: Quelli che condividono una password per Netflix, Sky Go, DAZN o Premium.

Menzione d’Onore: Colleghi, parenti e amici che se ti vedono in difficoltà pensano a darti una mano prima ancora che tu chieda loro aiuto.

Teramo-Roma A.D.2019

Omnia Vincit Amor

Usque Ad Finem

La matematica è sempre stata la mia bestia nera, il disastro era intuibile sin dalle elementari, quando le prime esperienze con le divisioni mi procurarono un trauma paragonabile solo alla finale di coppa dei campioni persa dalla mia squadra del cuore. Ai rigori. Ma è alle medie che divenne chiara l’entità del cataclisma. Il mio rendimento era un pendolo che oscillava tra il “non ho mai visto un compito così brutto ” e “il ragazzo è intelligente (forse) ma di certo non si applica”. Deve essere per questo motivo che i miei genitori mi iscrissero al liceo scientifico. Ai tempi si ragionava così. Troppo vivace per fare il classico. Troppo classico per non fare un Liceo. Troppo borghese per fare l’artistico. Il risultato furono cinque anni di sangue sudore e lacrime. Alla fine, mi diplomai con 57/60 grazie a uno dei migliori temi di italiano della scuola ed all’orale di letteratura inglese – grazie anche a milioni di ore di ripetizioni di matematica. Totale: quando ho dovuto scegliere l’Università l’ho fatto ad una sola condizione, non doveva esserci la matematica. Niente, nulla, zero.

Venerdì, a quaranta e circa anni, ho sostenuto il mio primo esame di statistica, da matricola. Ho dovuto imparare ad applicare una quarantina di formule lunghe e piene di insidie, di quelle che solitamente si vedono nei film. Potete facilmente immaginare la faccia che ho fatto quando, sul manuale, ho letto per la prima volta frasi del tipo: “per ottenere il coefficiente inverso è sufficiente elevare al quadrato la media degli scarti dalla media di ciascuna variabile, ma solo dopo averne stimato il coefficiente di regressione”.

Fatto sta che venerdì ho fatto questo benedetto esame. Ora devo aspettare che lo correggano. Il risultato, già lo intuisco, non sarà un trenta e lode, ma ho dato veramente tutto quello che avevo, sono tornato comunque vincitore. Normalmente consigliamo ai ragazzi di studiare le materie in cui sono più “portati”. Alle volte mi domando se non stiamo sbagliando tutto. Perché vi assicuro che non sono mai “cresciuto” tanto come in questi mesi di studio pazzo e disperatissimo in cui mi sentivo impedito come quando ho dovuto imparare a camminare di nuovo – ma questo, magari, ve lo racconto un’altra volta.

Lasciate solo che vi dia solo un consiglio: affrontate le cose di cui avete più paura. Imparate a parlare in pubblico, a ballare o a nuotare, prenotate quella benedetta visita medica, dichiarate il vostro inconfessabile amore.

A renderci capaci di qualsiasi cosa non è la forza di cui disponiamo, ma l’intensità del nostro desiderio.

Tutti i Santi

La Mia Personale Classifica di Tutti i Santi – 2018.

10) Chi, dopo aver messo nel carrello un intero supermercato, ti fa passare avanti nella fila perché nota che tu, invece, hai comprato solo una lattina di birra e un pacchetto di patatine.
9) Quelli che si ostinano a dire sempre “buongiorno”, “per favore” e “grazie”.
8) Gli amici di vecchia data che si impegnano per trovare pretesti e occasioni per passare del tempo insieme, a prescindere dagli impegni lavorativi e famigliari.
7) Quelli che ancora comprano – e soprattutto leggono – i libri.
6) Chi ti guarda dritto negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano.
5) Persone che discutono solo di argomenti e temi dei quali sanno qualcosa.
4) Quelli che si mettono alla guida solo se sono nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, tengono la destra, rispettano la distanza di sicurezza e, più in generale, si comportano da esseri umani responsabili e civili quando sono in autostrada o nel traffico cittadino.

3) Chi rispetta le piante e gli animali senza per questo odiare il genere umano.
2) Chi fa volontariato e quindi dona agli altri il suo tempo – a pari merito con chi dona il midollo osseo o il sangue.
1) Chiunque, nel mondo, si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

Premio della Critica: Quelli che condividono una password per Netflix, Sky Go, DAZN o Premium.

Menzione d’Onore: Colleghi, parenti e amici che se ti vedono in difficoltà pensano a darti una mano prima ancora che tu chieda aiuto.

Il Decreto (In)Sicurezza

Oggi arriva in Consiglio dei Ministri il tanto atteso “Decreto Sicurezza” grazie al quale sarà definitivamente abolita la protezione umanitaria – un permesso di soggiorno di due anni riservato agli stranieri che provengono da Paesi in guerra o nei quali rischiano di essere perseguitati/torturati.

Una volta eliminata la protezione umanitaria, vivremo finalmente in un Paese più sicuro, dove i ponti non crollano, i terremoti non cancellano intere città, gli adolescenti non si drogano/suicidano e, soprattutto, i politici non rubano 49 milioni di euro comodamente rimborsabili in 80 anni di rate “a tasso fisso”.

“Buonista! Piddino! Benaltrista!”

Eh no, amici analfarazzisti, qui non si tratta di benaltrismo, ma di avere in mente una precisa scala gerarchica fatta di priorità e di valori: se il Governo vuole veramente migliorare la sicurezza del Paese, può scegliere tra centinaia di problemi seri da affrontare e risolvere con urgenza.

Invece di supporre che l’immigrato rappresenti – sic et simpliciter – una minaccia per la sicurezza del Paese, ancor prima di esser stato non dico condannato, ma nemmeno denunciato per aver commesso un delitto – come se gli stranieri fossero, per definizione, tutti delinquenti.

La verità è che gli immigrati sono la vostra arma di distrazione di massa preferita.

Cialtroni

Roma A. D. 2018

Restiamo umani.