Tutti i Santi

La Mia Personale Classifica di Tutti i Santi – 2019.

10) Chi, dopo aver messo nel carrello un intero supermercato, ti fa passare avanti nella fila perché nota che tu, invece, hai comprato solo una lattina di birra e un pacchetto di patatine.

9) Quelli che sono ancora in grado di dire “buongiorno”, “per favore”, “grazie” e “scusa”.

8. Gli amici di vecchia data che si impegnano per trovare futili pretesti e strampalate occasioni pur di passare del tempo insieme, in barba agli impegni lavorativi e familiari.

7) Quelli che comprano e leggono i romanzi – soprattutto il mio ;)

6) Chi ti guarda dritto negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano (già premio “grazie di esistere” 2017).

5) Quelli che non chinano mai il capo, ostinandosi a combattere contro sbruffoni, arroganti e prepotenti di qualsiasi ordine, rango e grado.

4) Persone che discutono solo di argomenti e temi dei quali sanno qualcosa (già premio “più unici che rari” 2018).

3) Quelli che rispettano piante e animali senza per questo odiare il genere umano.

2) Chi fa volontariato e quindi dona agli altri il suo tempo – a pari merito con chi dona il midollo osseo, o il sangue.

1) Chiunque, nel mondo, si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

Premio della Critica: Quelli che condividono una password per Netflix, Sky Go, DAZN o Premium.

Menzione d’Onore: Colleghi, parenti e amici che se ti vedono in difficoltà pensano a darti una mano prima ancora che tu chieda loro aiuto.

Teramo-Roma A.D.2019

Omnia Vincit Amor

Usque Ad Finem

La matematica è sempre stata la mia bestia nera, il disastro era intuibile sin dalle elementari, quando le prime esperienze con le divisioni mi procurarono un trauma paragonabile solo alla finale di coppa dei campioni persa dalla mia squadra del cuore. Ai rigori. Ma è alle medie che divenne chiara l’entità del cataclisma. Il mio rendimento era un pendolo che oscillava tra il “non ho mai visto un compito così brutto ” e “il ragazzo è intelligente (forse) ma di certo non si applica”. Deve essere per questo motivo che i miei genitori mi iscrissero al liceo scientifico. Ai tempi si ragionava così. Troppo vivace per fare il classico. Troppo classico per non fare un Liceo. Troppo borghese per fare l’artistico. Il risultato furono cinque anni di sangue sudore e lacrime. Alla fine, mi diplomai con 57/60 grazie a uno dei migliori temi di italiano della scuola ed all’orale di letteratura inglese – grazie anche a milioni di ore di ripetizioni di matematica. Totale: quando ho dovuto scegliere l’Università l’ho fatto ad una sola condizione, non doveva esserci la matematica. Niente, nulla, zero.

Venerdì, a quaranta e circa anni, ho sostenuto il mio primo esame di statistica, da matricola. Ho dovuto imparare ad applicare una quarantina di formule lunghe e piene di insidie, di quelle che solitamente si vedono nei film. Potete facilmente immaginare la faccia che ho fatto quando, sul manuale, ho letto per la prima volta frasi del tipo: “per ottenere il coefficiente inverso è sufficiente elevare al quadrato la media degli scarti dalla media di ciascuna variabile, ma solo dopo averne stimato il coefficiente di regressione”.

Fatto sta che venerdì ho fatto questo benedetto esame. Ora devo aspettare che lo correggano. Il risultato, già lo intuisco, non sarà un trenta e lode, ma ho dato veramente tutto quello che avevo, sono tornato comunque vincitore. Normalmente consigliamo ai ragazzi di studiare le materie in cui sono più “portati”. Alle volte mi domando se non stiamo sbagliando tutto. Perché vi assicuro che non sono mai “cresciuto” tanto come in questi mesi di studio pazzo e disperatissimo in cui mi sentivo impedito come quando ho dovuto imparare a camminare di nuovo – ma questo, magari, ve lo racconto un’altra volta.

Lasciate solo che vi dia solo un consiglio: affrontate le cose di cui avete più paura. Imparate a parlare in pubblico, a ballare o a nuotare, prenotate quella benedetta visita medica, dichiarate il vostro inconfessabile amore.

A renderci capaci di qualsiasi cosa non è la forza di cui disponiamo, ma l’intensità del nostro desiderio.

Tutti i Santi

La Mia Personale Classifica di Tutti i Santi – 2018.

10) Chi, dopo aver messo nel carrello un intero supermercato, ti fa passare avanti nella fila perché nota che tu, invece, hai comprato solo una lattina di birra e un pacchetto di patatine.
9) Quelli che si ostinano a dire sempre “buongiorno”, “per favore” e “grazie”.
8) Gli amici di vecchia data che si impegnano per trovare pretesti e occasioni per passare del tempo insieme, a prescindere dagli impegni lavorativi e famigliari.
7) Quelli che ancora comprano – e soprattutto leggono – i libri.
6) Chi ti guarda dritto negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano.
5) Persone che discutono solo di argomenti e temi dei quali sanno qualcosa.
4) Quelli che si mettono alla guida solo se sono nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, tengono la destra, rispettano la distanza di sicurezza e, più in generale, si comportano da esseri umani responsabili e civili quando sono in autostrada o nel traffico cittadino.

3) Chi rispetta le piante e gli animali senza per questo odiare il genere umano.
2) Chi fa volontariato e quindi dona agli altri il suo tempo – a pari merito con chi dona il midollo osseo o il sangue.
1) Chiunque, nel mondo, si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

Premio della Critica: Quelli che condividono una password per Netflix, Sky Go, DAZN o Premium.

Menzione d’Onore: Colleghi, parenti e amici che se ti vedono in difficoltà pensano a darti una mano prima ancora che tu chieda aiuto.

Il Decreto (In)Sicurezza

Oggi arriva in Consiglio dei Ministri il tanto atteso “Decreto Sicurezza” grazie al quale sarà definitivamente abolita la protezione umanitaria – un permesso di soggiorno di due anni riservato agli stranieri che provengono da Paesi in guerra o nei quali rischiano di essere perseguitati/torturati.

Una volta eliminata la protezione umanitaria, vivremo finalmente in un Paese più sicuro, dove i ponti non crollano, i terremoti non cancellano intere città, gli adolescenti non si drogano/suicidano e, soprattutto, i politici non rubano 49 milioni di euro comodamente rimborsabili in 80 anni di rate “a tasso fisso”.

“Buonista! Piddino! Benaltrista!”

Eh no, amici analfarazzisti, qui non si tratta di benaltrismo, ma di avere in mente una precisa scala gerarchica fatta di priorità e di valori: se il Governo vuole veramente migliorare la sicurezza del Paese, può scegliere tra centinaia di problemi seri da affrontare e risolvere con urgenza.

Invece di supporre che l’immigrato rappresenti – sic et simpliciter – una minaccia per la sicurezza del Paese, ancor prima di esser stato non dico condannato, ma nemmeno denunciato per aver commesso un delitto – come se gli stranieri fossero, per definizione, tutti delinquenti.

La verità è che gli immigrati sono la vostra arma di distrazione di massa preferita.

Cialtroni

Roma A. D. 2018

Restiamo umani.

Capodanno e terrorismo

La notte di Capodanno, a Milano, è scattato il più grave allarme mai verificatosi in Italia da quando l’Occidente è sotto attacco terrorismo.

Nel pomeriggio di quello stesso giorno, un albergatore aveva chiamato le forze dell’ordine.

Abbiamo ricevuto una prenotazione sospetta: alcuni giorni fa, un signore, un marocchino, ha riservato presso la nostra struttura una stanza per tre persone – dal 29 dicembre al primo gennaio. Il cliente ha utilizzato un sito e ha pagato in anticipo – una bella somma, più di settecento euro – ma sino ad oggi qui non si è presentato nessuno. La stanza è attualmente vuota. E nell’Hotel di fronte al nostro, questa sera, ci sarà la più grande festa al chiuso di Milano e provincia: attendono circa cinquemila persone”. L’albergatore ha poi specificato le generalità della persona che aveva prenotato e pagato la stanza. Si trattava di un soggetto già censito e “segnalato” nelle banche dati internazionali, perché in passato aveva avuto un contatto informatico con un membro di una cellula terroristica che stava progettando un attentato in Francia.

Così, si è messa in moto una gigantesca operazione che ha coinvolto molte e diverse forze dell’ordine. Alcuni agenti si sono infiltrati in borghese alla festa, perquisendo e controllando con discrezione le generalità degli ospiti sospetti, mentre i tiratori scelti salivano sui tetti e mettevano in sicurezza il perimetro esterno all’edificio. Insomma, il 31 dicembre c’era qualcuno che vegliava sulle nostre vite – mentre noi ballavamo, mangiavamo e bevevamo come se non ci fosse un domani. In quelle ore, Milano era considerata ad altissimo rischio attentato. I reparti speciali festeggiavano la mezzanotte al loro “posto di combattimento”, pronti ad intervenire.

“Non c’è nulla di strano”, direte voi, questo è il lavoro che si sono scelti. A parte l’ovvia considerazione per cui il novanta per cento delle volte è il lavoro a scegliere il lavoratore, non il contrario, resta il fatto che questi individui sacrificano normalmente le feste – e spesso rischiano la vita – per un Paese che di certo non li ricopre d’oro e molto raramente ne celebra o ne riconosce il valore.

Almeno da vivi.

Per questo motivo, oggi io vorrei dedicare a loro la mia solidarietà, la mia gratitudine e la mia stima.

Con rispetto parlando.