La festa dei mostri

Mi fanno paura quelli che guidano sulla corsia di emergenza per saltare la fila; chi guida sotto l’effetto dell’alcol o di sostanze stupefacenti; chi non rispetta i ciclisti e i pedoni.

Mi fanno paura i razzisti, gli omofobi e i suprematisti, temo chi giudica e discrimina altri esseri umani in base al colore della pelle, al Paese di provenienza, al conto in banca o alla sessualità.

Mi fanno paura gli imprenditori che vanno in televisione ad accusare i giovani di non essere abbastanza sottomessi da accettare 5 euro l’ora per un lavoro usurante, privo di ferie e di garanzie.

Temo i politici italiani che, pur essendo del tutto privi di competenze giuridiche, vogliono riformare il nostro Stato per togliere poteri al Presidente della Repubblica – punto di riferimento imparziale e moderato che ci ha consentito di risolvere molti e spinosi problemi in passato.

Mi fanno orrore i femminicidi, la nostra incapacità di prevenirli, di tutelare le donne.

Rabbrividisco quando penso ai morti sul lavoro, alle loro famiglie disperate e sole.

Mi fa paura la violenza della guerra che ci accerchia, sempre più diffusa, ingarbugliata ed estesa; i bombardamenti sugli ospedali; i civili usati come scudi umani, uccisi come “danni collaterali”.

Temo il terrorismo, la rete mondiale dei sanguinari, pronti a deragliare treni, dirottare aerei, sparare sulla folla.

Mi fanno paura i cani sciolti, isolati e folli, pronti a sacrificare la propria vita pur di toglierla agli altri.

A fronte di tutto questo, lasciate che grandi e bambini esorcizzino il male che ci circonda, travestendosi da streghe, zombie o vampiri, per una notte. Tenete per voi le vostre critiche insulse, la stucchevole morale sovranista della “festa che non ci appartiene”.

31.10.2023

I peggiori mostri sono con noi tutti i giorni. E non hanno bisogno di indosssare maschere.

Grazie Bruno

(Milano) – Una donna di 43 anni, medico e madre, rientra a casa, in pieno giorno, parlando al cellulare. La segue un giovane, che irrompe dentro la sua abitazione, la picchia selvaggiamente e prova a violentarla.

Dopo interminabili attimi di terrore, la donna riesce a reagire, colpisce due volte il suo aggressore nelle parti basse, esce di casa e inizia ad urlare, chiedendo aiuto, sul pianerottolo.

Accorrre, assieme agli altri condomini, anche il signor Bruno, pensionato, 94 anni, origini siciliane.

Appena capisce cosa è accaduto, Bruno torna a casa, prende la sua pistola scacciacani, entra da solo nell’appartamento della signora, intercetta il malvivente e lo tiene sotto tiro, obbligandolo ad aspettare l’arrivo dei carabinieri.

In questa storia ci sono due eroi. Uno, per quanto mi riguarda, è la stessa dottoressa, coraggiosa, determinata, combattente.

Il secondo è Bruno, che non si è voltato dall’altra parte. Bruno che ha rischiato in prima persona, che ha fatto la cosa giusta, che si è messo in gioco, nonostante l’età, per il bene comune.

Simbolo di valori antichi, che provengono dal Novecento.

12.5.2023

Grazie di vero cuore, Bruno.

Altro che “individui non produttivi”, da gente come voi, abbiamo tutto da imparare
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Ora e Sempre

Non è vero che oggi è la festa di tutti.

Non è festa per i mafiosi, per i camorristi, per i membri delle logge massoniche deviate. Non è festa per quelli che evadono le tasse, inquinano i fiumi, costruiscono abusivamente edifici di sabbia.

Oggi non è la festa dei furbetti del cartellino, dei compagni di merende, degli imprenditori che ridono soddisfatti dopo un terremoto. Non è la festa dei politici corrotti e dei loro mille corruttori. Di chi non va a votare “tanto sono tutti uguali”.

Soprattutto, non è la festa di quelli che si professano orgogliosamente “fascisti” e tendono fieri il braccio, in segno di saluto.

Il 25 aprile è festa per chi ama questo Paese, la sua cultura, la sua arte e la sua Costituzione. È la festa di una fragile Democrazia nata grazie al coraggioso sacrificio dei nostri avi. Rispettiamola e difendiamola, tutti i giorni.

È la cosa più bella che abbiamo, la nostra unica e preziosa speranza di un futuro migliore.

25.4.2023

Ora e sempre

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La Festa della Speranza

La morte non è semplicemente il contrario della vita – come il nero per il bianco, la notte per il giorno, il silenzio per il suono. Spesso la morte si accompagna alla vita, la segue come un’ombra, resta silenziosa al nostro fianco per saltare fuori all’improvviso e farsi beffa della nostra ingenuità.

Ce ne rendiamo conto grazie ai tradimenti delle persone care, alle dipendenze, alle trappole che conosciamo benissimo ma in cui continuano a cadere immancabilmente e da sempre. La incontriamo nelle ferite che non abbiamo saputo curare.

Per questo motivo amo la Pasqua, perché “pasqua” significa “passaggio“; “salto“; “cambiamento“.

La Pasqua è la festa della resurrezione, in cui celebriamo la nostra capacità di spezzare antiche catene ed evadere dalle gabbie che ci rendono schiavi. La giornata in cui ricordiamo a noi stessi che la speranza è più forte della paura.

In cui comprendiamo che anche la notte più buia avrà come epilogo una spettacolare e fiammeggiante alba.

9.4.2023

Tanti auguri, amici carissimi, che possiate festeggiare oggi la vostra rinascita.

Non importa da quali rigidi inverni proveniamo.
Ci attende una splendida primavera.
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Considero devianza

Considero devianza la carbonara con la panna, la birra piccola, “il dolce non lo prendo, assaggio il tuo”.

Considero devianza la pizza con l’ananas, la nutella light, il parmigiano sulla pasta col tonno.

Considero devianza lo spoiler a tradimento, il tentativo di parlare a qualcuno che si è appena svegliato, i vocali che superano i tre minuti.

Considero devianza “scrivi amen e condividi”, le catene sui social network, i gruppi whatsapp e le canzoni reggaeton.

Non considero devianza l’obesità, il disagio mentale, l’anoressia e l’hikikomori.

Non considero devianza la dipendenza, il tabagismo o l’alcolismo.

Considero devianza ogni forma di violenza fisica o verbale; l’omofobia e il razzismo.

24.8.2022

Considero devianza il fascismo.