Cronaca Nera

Ultimi sette giorni

In Brianza, durante una partita di calcio tra bambini, una “signora” urla “n*gr* di m*rda” a un ragazzino di dieci anni.

A Verona, Balotelli fa sospendere la partita perché alcuni “tifosi” avversari lo stanno paragonando a una scimmia, il giorno dopo un capo ultrà dichiara che l’attaccante del Brescia, pur avendo la cittadinanza, non sarà mai un vero italiano, mentre Salvini accusa lo stesso Balotelli di voler fare il fenomeno.

Ad Alessandria, su un bus, una “signora” dice “tu qui non ti siedi” a una bambina africana di sette anni, impedendole di prendere posto accanto a lei. Interviene veementemente un’altra donna e aiuta la bambina a sedersi, nel disinteresse generale.

A Roma una libreria antifascista viene bruciata – due volte.

Da ieri l’onorevole Senatrice Liliana Segre è costretta a vivere sotto scorta.

Questa, nei libri di storia, si chiama “escalation”.

La cosa che mi preoccupa maggiormente è che hanno iniziato a prendersela con bambini e anziani. Vigliacchi fino al midollo, partono dai più deboli.

Come hanno sempre fatto.

Teramo A.D. 2019

Ciascuno faccia la sua parte.

Dove e come può.

Perché si avvicinano tempi difficili.

Il biglietto o la vita

La signora Maria ha novant’anni e vive a Carrara. Il sei ottobre decide di andare in centro con il bus, ma si dimentica che il suo abbonamento è scaduto da due giorni. “Fortuna vuole” che proprio quel giorno, sul bus, passi un’addetta al controllo dei titoli di viaggio che, dopo aver verificato il titolo della signora Maria, la redarguisce severamente e la multa. Lei, già parecchio agitata, si scusa per la dimenticanza, verifica che non ha abbastanza soldi per pagare e chiede se può pagare il biglietto. Per tutta risposta le viene intimato in malo modo di scendere dal bus. Intervengono quindi due ragazzi e offrono alla signora Maria il biglietto, ma l’addetta al controllo non vuole sentire ragioni -è inflessibile – e costringe dunque la novantenne a scendere.

Oggi la signora Maria racconta questa storia piangendo per una cocente umiliazione che non aveva mai subìto in tutta la sua vita.

I romani dicevano Dura Lex, Sed Lex – anche se la legge è dura, bisogna rispettarla. Ma dicevano anche Summum Ius Summa Iniuria – se esageriamo nell’essere ossequiosi e formali, possiamo commettere la più grave ingiustizia.

Il punto è tutto qui: per essere giusti non basta applicare pedissequamente la legge, ci vuole la cultura e la sensibilità per interpretarla e – se è il caso – persino disobbedire o disapplicarla.

E poi, ci sono modi e modi, se proprio non è possibile fare uno strappo alla regola, questo non significa che sia necessario umiliare una signora di novantann’anni che viaggia con un titolo scaduto da due giorni.

Ringraziamo comunque l’addetta al controllo dei titoli di viaggio per aver fatto fino in fondo il suo dovere, punendo severamente un pericoloso criminale e salvando la città da un gravissimo danno erariale.

Da oggi Gotham City può dormire sogni sereni.

Teramo A. D. 2019

Restiamo umani.

IUS CULTURAE

Propongo di togliere la cittadinanza italiana a chi legge meno di tre libri ogni anno, a chi evade le tasse, a chi guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, a chi picchia, maltratta o violenta le donne.

Propongo di togliere la cittadinanza a chi truffa gli anziani, a chi ride felice quando affonda un barcone, a chi si frega le mani dopo un terremoto pensando ai soldi che farà con i lavori per la ricostruzione.

Non sono italiani gli omofobi, quelli che picchiano i figli, quelli che fanno turismo sessuale. Non sono italiani i mafiosi, i camorristi, i massoni “deviati” e tutti quelli che appartengono ad associazioni di furbi e furbetti che si organizzano per vivere alle spalle delle persone perbene.

Propongo di togliere la cittadinanza a chi raccomanda un parente, ai falsi invalidi, a chi deturpa il paesaggio costruendo case abusive, a chi approfitta della disperazione dei malati per vendere cure “magiche e miracolose” che non hanno mai ottenuto conferme scientifiche.

Togliamo la cittadinanza a chi salta sempre sul carro del vincitore, agli opportunisti, agli ipocriti e ai ruffiani di ogni ordine e specie.

Resteremmo in pochi, vero?

In cosa risiede, allora, la nostra presunta superiorità culturale, la nostra più elevata civiltà rispetto agli altri popoli?

Teramo A. D. 2019

Noi non abbiamo bisogno di difenderci, abbiamo bisogno di crescere.

Non si affitta ai meridionali

La cronaca di queste ultime ore riporta il caso di Deborah, ragazza pugliese, cui una signora milanese si rifiuta di affittare casa – adducendo, come giustificazione, di essere “razzista” e “salviniana”.

Fermo restando che nessuno può obbligare il proprietario ad affittare casa ad un soggetto non gradito, questo rifiuto non può assumere la forma di una discriminazione e dunque di un insulto. Per essere chiari, il proprietario non può dichiarare candidamente: non affitto ai meridionali perché – come i rom e gli extracomunitari – “sono tutti uguali e io sono razzista”.

Questo genere di rifiuto, che si sostanzia in una offesa e in una discriminazione, è giuridicamente scorretto e può quindi determinare diverse e significative conseguenze.

Detto questo, ringraziamo la signora di Milano per il suo sguaiato analfarazzismo da “orgogliosa leghista della prima ora” – come dice lei – perché ci consente di ricordare a tutti quanto siano oggettivamente odiosi certi partiti politici e i loro insulsi elettori.

Roma A. D. 2019

Restiamo umani

Razzismo e follia

Martedì, al centro di Cosenza, un “signore” ha sferrato un calcio all’addome di un bambino nero, di soli tre anni, perché aveva osato avvicinarsi troppo al passeggino in cui si trovava la figlia. Diversi testimoni hanno assistito allibiti a questo episodio di violenza e barbaro razzismo, confermato anche dalle telecamere di sorveglianza dei negozi, tanto che quell’uomo – e sua moglie – sono stati entrambi denunciati per lesioni personali gravissime. Per fortuna il piccolo Rayem sta bene, anche se, racconta il padre, non dorme e piange da due giorni. Ma questo episodio di folle intolleranza, letteralmente “ai confini della realtà”, sottolinea quanto sia diventato cattivo, violento e razzista il nostro Paese, angosciato dalla necessità di trovare un nemico da combattere, un debole da perseguitare, un capro espiatorio da sacrificare. Qualcuno dirà che la politica non c’entra nulla, che si tratta semplicemente del gesto di un folle, che persino il colore della pelle è stato del tutto irrilevante. Ma la verità è che questo è il risultato che otteniamo quando le masse vengono quotidianamente e sapientemente aizzate a odiare – gli omosessuali, i neri, i rom, i buonisti, Saviano, Boldrini, Kyenge, Fazio, Boschi, Renzi, i professoroni e i pidioti….

Perché con il passare del tempo gli slogan diventano pensieri e i pensieri diventano azioni.

Roma A. D. 2019

Mala Tempora Currunt