Lavoro e maternità

Scandiano (Reggio Emilia) – La dipendete di un’impresa scopre di essere incinta. Non senza timore, decide di comunicarlo al suo datore di lavoro. È legata all’azienda da un contratto a tempo determinato e sa che la sua maternità potrebbe nuocere al rinnovo.

Paolo Ferretti invece le fa i suoi migliori auguri e la assume a tempo indeterminato, riconoscendone le grandi qualità.

“Mi reputo un suo collaboratore prima ancora che il suo titolare” – ha dichiarato alla stampa.

Questo è il Paese che vorremmo.

Un Paese in cui la maternità viene tutelata sul serio, non urlando slogan privi di senso nelle piazze, non ostacolando l’aborto, ma aiutando le donne a non essere licenziate o discriminate quando restano incinte.

Bravo Paolo,

110 e lode!

Uno ogni 8 ore

Sebastian Galassi aveva 26 anni. È morto mentre pedalava freneticamente sulla sua bici per consegnare in tempo un ordine. Il giorno dopo l’azienda per la quale lavorava gli ha inviato una e. mail di licenziamento.

Tanti saluti.
E grazie.

La assurda vicenda di Sebastian, una storia drammatica e kafkiana, ci mette a confronto con tre gravissimi problemi di questo Paese.

1) La scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro. Ogni otto ore, in Italia, muore un lavoratore. Nei casi peggiori è uno studente impegnato nell’alternanza scuola lavoro;

2) Esistono larghissime e inquietanti “zone grigie” dove i diritti e le garanzie previste dalla legge per i lavoratori vengono sistematicamente ignorate o interpretate in maniera creativa;

3) La crescente automazione dei processi lavorativi ne implica la sempre più sconcertante de-umanizzazione.

Ovviamente, questo tema è stato del tutto assente dalla campagna elettorale ed ho come l’impressione che non sarà affrontato in tempi rapidi – considerato che le priorità dichiarate sono chiudere i porti e difendere la famiglia tradizionale.

5.10.2022

Un morto ogni otto ore da più di venti anni e continuiamo a farci prendere in giro da una massa di buffoni.

I lavoratori esigono rispetto, sicurezza, dignità.

L’Italia s’è destra

Le elezioni politiche con l’affluenza più bassa di sempre ci regaleranno il governo più a destra dai tempi del fascismo.

Congratulazioni a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia. Ora dovranno dimostrare di saper governare.

Perché una cosa è fare l’opposizione a prescindere, dire sempre “no” e catalizzare il malcontento popolare; altra cosa è prendersi la responsabilità di fare scelte concrete per il bene del Paese.

Guerra, covid, cambiamento climatico… Il futuro è un rebus nebuloso di problemi spinosi.

Annotiamo a margine le sonore sconfitte della lega, di Calenda, Sgarbi e Di Maio.

Tutto il resto è ansia.

26.9.2022

L’Italia s’è destra.

Aut Aut

Dall’altra parte ci sono quelli che ogni anno vanno a rendere omaggio alla salma del duce; quelli che alzano il braccio destro nelle manifestazione di piazza, che si fanno forti e aggressivi solo quando agiscono in gruppo, che odiano gli omosessuali e gli immigrati.

Dall’altra parte ci sono i nazionalisti che oggi ammirano Orban come ieri si inchinavano a Putin.

Ci sono quelli che usano la croce come una clava per colpire i più deboli, che vaneggiano di porti chiusi e famiglie “tradizionali”.

Quelli che negavano l’esistenza del
covid, che accusavano Conte di voler sovvertire l’ordine democratico, che sperano di far eleggere Silvio Berlusconi come Presidente della Repubblica.

Dall’altra parte ci sono i tutori dell’evasione fiscale, dell’abuso edilizio, dei ricchi che non pagano mai – perché la legalità è un valore solo se i reati sono reati da poveri, per tutti gli altri c’è sempre un bel condono.

Dall’altra parte ci sono quelli per cui “la difesa è sempre legittima”; diamo un’arma a ogni italiano, imitiamo il modello USA.

E tu hai ancora il coraggio di dire che non sai per chi andare a votare, che fanno tutti schifo, che la colpa è “nostra”?

Domenica l’Italia sceglie da che parte stare.

I sondaggi dicono che le destre sono in grande vantaggio.

Non ci sono ripicche che tengano, vecchi rancori o vendette da consumare, la situazione è molto chiara: o sei parte della soluzione o sei parte del problema.

23.9.2022

Fischia il vento, infuria la bufera.

Considero devianza

Considero devianza la carbonara con la panna, la birra piccola, “il dolce non lo prendo, assaggio il tuo”.

Considero devianza la pizza con l’ananas, la nutella light, il parmigiano sulla pasta col tonno.

Considero devianza lo spoiler a tradimento, il tentativo di parlare a qualcuno che si è appena svegliato, i vocali che superano i tre minuti.

Considero devianza “scrivi amen e condividi”, le catene sui social network, i gruppi whatsapp e le canzoni reggaeton.

Non considero devianza l’obesità, il disagio mentale, l’anoressia e l’hikikomori.

Non considero devianza la dipendenza, il tabagismo o l’alcolismo.

Considero devianza ogni forma di violenza fisica o verbale; l’omofobia e il razzismo.

24.8.2022

Considero devianza il fascismo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: