(Dis)onestà intellettuale

Leggete fino in fondo, perché questa storia è allucinante.

Walter Onichini si svegliò di soprassalto nel cuore della notte e, affacciandosi alla finestra della camera da letto, vide un ladro che provava a rubare la sua Audi S4. Impugnò dunque il suo fucile a pompa calibro 12 magnum e, sparando alle ombre, ferì Elson Dreca, 22 anni, cittadino albanese, mentre stava facendo retromarcia per fuggire.

Il ladro abbandonò l’auto e, invocando aiuto, provò ad allontanarsi a piedi. Onichini sparò di nuovo e lo ferì alla schiena.

Poi scese in cortile, chiese alla moglie di ripulire con la varecchina le tracce di sangue sul selciato, caricò il ladro nel bagagliaglio, lo portò in aperta campagna e lo abbandonò rantolante in un canale.

Questi fatti sono stati accertati nel corso di tre gradi di giudizio.

Con oltre cento pallini di varie misure conficcati nella carne, avendo subito, tra le altre cose la rottura della milza, la rottura del rene, una perforazione gastrica ed iteale, Dreca è sopravvisuto solo perché un extracomunitario che stava andando a lavoro in bici si accorse del suo corpo agonizzante e chiamò prontamente i carabinieri.

Oggi Matteo Salvini riassume l’intera storia, letteralmente agghiacciante, con le seguenti parole: “è intollerabile che Walter Onichini sia in carcere per aver difeso se stesso e la sua famiglia da dei ladri albanesi”. Al suo fianco, si schiera compatto il partito dei fratellini d’Italia.

Cari giustizieri della notte, in questa brutta storia la legittima difesa c’entra come il tofu sulla carbonara.

Va bene che il vostro “elettore tipo” apprezza molto la brutale semplificazione unita alla più rozza pubblicità comparativa (il ladro straniero in libertà e l’italiano povera vittima in carcere), ma a tutto c’è un limite.

Anche alla disonestà intellettuale.

18.9.2021

Raccontala bene la storia, raccontala tutta, Matteo.

I fascioconservatori contro gli omosessuali

(Roma) La lega sta bloccando l’approvazione della legge Zan contro l’omotransfobia in Senato. Ovviamente, al suo fianco ci sono anche i fratellini d’Italia e i nipotini di Silvio – a riprova del fatto che le destre hanno, da sempre, un grosso problema con qualsiasi provvedimento per l’affermazione dei diritti civili.

Gli argomenti preferiti dai fascioconservatori sono essenzialmente tre.

Il primo è che “le leggi ci sono già“. Ed è una vigliacca bugia. Non significa assolutamente nulla. Abbiamo bisogno di integrare gli art.604 bis e 604 ter del codice penale per riconoscere una specifica aggravante nel caso in cui una persona venga aggredita e/o discriminata per ciò che è – così come accade già quando le motivazioni del reo sono etniche, religiose o razziali.

Il secondo è che in questo modo si limiterebbe la libertà di espressione del pensiero. Il che ha senso. Ma solo se i tuoi pensieri liberi sono violenti e discriminatori. Insomma, ha senso solo se vuoi essere libero di sputare odio sugli altri, istigando i cittadini a commettere un delitto contro una persona “colpevole” di non essere come tu vorresti che fosse.

Il terzo è che “ci sono altre priorità“. Questo è il più stupido dei tre – ed è una bella gara. Qualcuno pensa seriamente che approvare una legge tolga “tempo” ai nostri parlamentari “impedendo loro” di fare altro? Se la risposta è affermativa vuol dire che avete una concezione molto strana di quanto lavorino e degli impegni che hanno. Perché hanno tutto il tempo del mondo, credetemi.

Soprattuto, amici del centro destra, dovete smetterla di pensare che limitare i diritti altrui significhi migliorare la vostra condizione.

Mettetevi bene in testa che all’interno di una comunità nessuno trae un vantaggio dalla sofferenza inutile e ingiustificata degli altri.

1.4.2021

Approvare la legge contro l’omotransfobia è un necessario gesto di civiltà e di progresso giuridico. Abbiamo atteso anche troppo.

Nessuna vendetta

Quando ho letto che Pietro Genovese è stato condannato a otto anni di carcere per aver investito e ucciso Gaia e Camilla, ho immaginato orde assatanate di giuristi del web lamentarsi per la clemenza della Corte – senza avere la minima idea di cosa stabilisca il codice penale in caso di omicidio stradale o di cosa abbiano dichiarato periti e testimoni durante il processo.

Poi ho letto le dichiarazioni di Gabriella Saracino – madre di Gaia.

Sono felice per la sentenza, ma sinceramente dispiaciuta per Genovese”.

Questa frase non contiene alcuna contraddizione, anzi, possiede un elevatissimo valore civile, giuridico e morale.

La madre di Gaia prova un sentimento di soddisfazione che non ha niente a che fare con la sofferenza del condannato, ma riguarda, più esattamente, la necessità di dare un “senso” e un ordine al mondo.

Perché la Giustizia non è odio, rivalsa, vendetta.

Per assurdo, queste stesse parole avrebbe potuto pronunciarle anche la madre di Pietro: mi dispiace per mio figlio, ma sono felice per la sentenza.

Perché la Giustizia vola più in alto dei nostri interessi personali e rende un servizio a tutti, sempre e comunque.

Roma 21.12.2020

Fiat Iustitia Ne Pereat Mundus
[Sia Fatta Giustizia Per Salvare Il Mondo]

La maestra ingenua e la cattiveria altrui

Torino, mentre una maestra d’asilo ha una relazione con un calciatore dilettante, gli invia diciotto foto intime e un filmato – in alcune delle foto il volto è perfettamente riconoscibile, mentre in una si legge addirittura nome e cognome.

Per vantarsi della conquista, il ragazzo “pensa bene” di condivide i file sulla chat degli amici (reato).

La moglie di uno di questi amici riconosce in quelle immagini la maestra di suo figlio e “pensa bene” di diffondere le foto tra le altre mamme (reato).

Non contenta, la “signora” telefona alla maestra dicendole che se avesse denunciato qualcuno dei protagonisti, lei avrebbe parlato con la dirigente scolastica chiedendo il licenziamento della maestra (reato).

La maestra denuncia, la “signora” si vendica, la dirigente scolastica convoca la maestra e la convince a dimettersi.

Poi, racconta alle mamme il motivo delle dimissioni (reato).

Totale: l’ex ragazzo ha ammesso le sue responsabilità, ha risarcito la vittima, è stato condannato ed ha chiesto di usufruire dell’istituto della messa alla prova.

La “signora” e la dirigente scolastica sono sotto processo.

La maestra ha perso il lavoro.

Prima di tutto lasciatemi esprimere la massima solidarietà a questa donna, vittima della superficialità, della pochezza e della cattiveria altrui. Consentitemi di sottolineare che in questa storia ci sono tanti colpevoli, ciascuno con il suo grado di responsabilità, e la maestra non rientra in alcun modo di essi.

Una volta chiarito che la colpa è TUTTA di chi tradisce la fiducia altrui, permettetemi di dare un consiglio a chi legge queste righe: non inviate ad altre persone materiale scabroso di cui siete protagonisti, non fatelo mai e per nessun motivo.

Non potete sapere cosa accadrà di quelle foto, non potete sapere come reagirà chi le vedrà, non avete idea di come potrebbero essere utilizzate dopo mesi – o persino anni.

Diffondere questo genere di contenuti è esattamente come giocare alla roulette russa. Perché la gente che ci circonda è spesso stupida, cattiva, piccola.

Non date loro la possibilità di farvi del male.

Non ne vale la pena.

Il Geniale Fan Club Dei Piccoli Penalisti.

Cari amici, in questi ultimi giorni ho avuto un breve scambio di idee con l’autore di una pagina satirica che si fa allegramente chiamare “il triste mietitore”. Il personaggio in questione aveva infatti pubblicato una sua battuta in cui affermava di “non aver mai capito” per quale motivo commettere un delitto sotto l’effetto di stupefacenti rappresentasse un’attenuante e non una aggravante. Considerato che questa battuta ha ottenuto circa ottomila like e un numero impressionate di condivisioni, ho pensato che fosse il caso di provare a spiegare ciò che l’autore stesso affermava di non aver mai capito.

Per questo motivo, ho ricevuto moltissimi e graditi attestasti di stima e di solidarietà, la risposta dello stesso triste mietitore ed una decina di critiche davvero interessanti dal punto di vista psico-socio-antropologico. Diversamente da quanto sono solito fare, non ho risposto a tutti i commenti, ma vi assicuro che li ho letti. Potete stare certi che non vi ho abbandonato,  stavo solo aspettando di scoppiare al momento giusto. “Come le bombe di stato” (JLF).

Sul contegno del triste mietitore non ho davvero niente da eccepire. Va bene, ha pubblicato una battuta “insensata”, contribuendo a diffondere una interpretazione del diritto penale erronea.  E soprattutto, pericolosa. Però, quando ha letto la mia replica ha deciso di ospitarla sulla sua pagina, dimostrando di essere un mietitore serio e corretto. Inoltre, ha provato a giustificarsi, in maniera a dire il vero poco convincente, ma comunque sottolineando che la sua era solo una battuta nata su twitter, che non avrebbe avuto a disposizione i caratteri necessari per sviscerare adeguatamente la questione, che i termini “attenuante/aggravante” da lui utilizzati non avrebbero dovuto essere interpretati in senso penalistico e che comunque era sorpreso del fatto che le sue parole potessero avere tutto questo peso.

Non ho replicato e non intendo replicare. Credo che il discorso sia ormai chiaro e che l’autore di quella pagina se ne sia reso perfettamente conto. Ripeto: sono rimasto molto impressionato dal fatto che abbia deciso di pubblicare la mia replica, ha dimostrato di essere una persona “seria” e pronta al dialogo. Anche se con il post successivo mi ha velatamente augurato di morire.

Detto questo, le persone che più mi hanno stupito sono i follower del suddetto mietitore e la loro penosissima voglia di attaccare me per difendere l’indifendibile. Come disse Woody Allen: non ho nessun problema con Dio, è il suo fan club a farmi paura. Proverò di seguito a commentare le loro argomentazioni.

“Capitan Ovvio”: si tratta di una pagina satirica!
Ma dai, davvero? Chissà quale strana concezione della satira hanno queste persone. Di fatti, uno dei siti satirici più famosi d’Italia chiede ai suoi membri di verificare attentamente le notizie, prima di fare una battuta. Una cosa è fare satira, altra cosa è diffondere bufale. Voglio dire, se scrivo “non ho mai capito perché quando una persona beve succo di limone guarisce dal cancro” non ho fatto una battuta, ho solo affermato una stupidaggine. Contribuendo a mettere in pericolo la vita delle persone. Se il presupposto è completamente errato non ci può essere niente di divertente. A me sembra un discorso semplice, ma deve essere troppo complicato per Capitan Ovvio.

Il Professore: la verità è che se assumi droghe ti becchi una aggravante.
Scusa collega, hai provato a capire ciò che ho scritto, prima di commentare? Quando leggo questo genere di commenti faccio fatica a non vedere la malafede di chi spera solo di attirare l’attenzione. Non so se sia peggio supporre che alcuni utenti siano affetti da una forma parecchio preoccupante di esibizionismo da social, oppure pensare che abbiano la stessa capacità di dialogare di un carapace.

Il Benaltrista: i veri problemi sono altri.
Ovviamente, quando qualcuno critica qualcosa – qualsiasi cosa – la risposta più facile consiste sempre nel dire che “i veri” problemi sono altri: la fame nel mondo, l’inquinamento, la guerra nucleare, Gasparri… Si tratta di un argomento inattaccabile, ci sarà sempre qualcosa di peggio. Eppure, a me sembra parecchio grave che qualcuno diffonda l’idea per cui se commetti un omicidio sotto l’effetto di droghe ti viene riconosciuta una circostanza attenuante. Forse, sarebbe meglio che la gente sapesse che si tratta di una aggravante. Ma io sono “vecchio stampo”. Preferisco vivere in una società sicura. Capisco che questo mio inutile pallino debba essere ponderato con le più alte  esigenze della “satira”. Me ne farò una ragione.

Il Furbo: guardate bene, questa pagina è piena di studenti ruffiani!
Molte persone credono che questa pagina sia popolata dai miei studenti. Ma i dati di geolocalizzazione dimostrano che la città in cui ho più seguito è Milano, seguita da Roma, Genova, Firenze… insomma, i miei alunni si tengono alla larga da questa pagina perché loro, prima e più di chiunque altro, hanno capito che la mia attività professionale è cosa ben più seria, diversa e separata dalla mia istrionica, hobbistica e giocosa presenza sui social network.  Bravi ragazzi, sono sinceramente orgoglioso di voi. Non mi stancherò mai di dire che insegnare è un ottimo modo per apprendere. Detto ciò, il primo che condivide questo post si aggiudica la lode.

Il Dubbioso: quindi, se sparo a mia suocera mentre sono ubriaco non mi ritirano la patente?
No, mio piccolo analfabeta di ritorno, non hai capito nulla. Non stiamo parlando dell’omicidio stradale. il tema è un altro. Adesso, per favore, torna a intrecciare canestri con la paglia e lascia che i grandi si confrontino su internet.

Questo è quanto. Se volete leggere gli originali, potete andare a controllare sulla mia pagina: non ho cancellato nulla, ma non ho neanche risposto. In fondo, il mio segreto preferito resta quello dello sciocco che tace: l’unico modo per far tacere un cretino consiste nel non rivolgergli la parola.

Come dico sempre in questi casi: dalla prossima settimana torniamo a parlare di cose serie.