L’opposizione assente

L’opposizione è fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia, deve servire da pungolo, da stimolo per l’azione governativa, il suo compito è quello di elaborare critiche costruttive per migliorare il Paese, a vantaggio di tutti i cittadini.

Peccato che in Italia l’opposizione sia qualcosa di veramente misero, e ridicolo.

Voglio dire, in questi giorni Salvini e “Io Sono Giorgia” avrebbero dovuto scatenare tutta la loro potenza di fuoco contro la disorganizzazione di un Paese che si è fatto trovare tragicamente impreparato di fronte alla prevedibile seconda ondata.

Ma non possono.

Sapete perché?

  1. Perché la sanità – grazie al decentramento e al regionalismo tanto caro alla Lega – è affare regionale, e loro, criticandola, finirebbero per criticare i loro amici che governano, malissimo, nella maggior pare delle regioni italiane – prima fra tutte la Lombardia.
  2. Perché hanno gridato fino a ieri che il virus era una grande balla, appoggiando tutti i leader sovra-negazionisti e accusando Conte di speculare sulla pandemia per avere “pieni poteri”.
    Con quale faccia potrebbero fare inchieste sugli ospedali, oggi?

Sono quindi malinconicamente in disparte, a bordo ring come pugili suonati: l’uno, appena può, torna a sbraitare di sbarchi e clandestini; l’altra intona “genitore 1 genitore 2”, ad oltranza.

Senza senso: un capocomico e un disco rotto.

Altro non possono davvero dire né fare.

Si sono legati le mani nei mesi passati, oggi possono prendersi a schiaffi da soli.

Roma 11.11.2020

Mala Tempora Currunt

La verità che nessuno vuole vedere

Le regioni governate dal centro destra protestano contro il colore che è stato loro assegnato e preparano ricorsi, non si rendono conto che tra poche settimane, inevitabilmente, saremo tutti nella stessa situazione? La curva non rallenterà perché sino ad oggi non abbiamo fatto nulla di serio per bloccarla. Anzi, al posto di chiedere misure urgenti e severe siamo scesi in piazza per protestare contro ogni singolo provvedimento governativo, gridando allo scandalo per il semplice obbligo di indossare una mascherina all’aperto. L’opposizione, responsabile e matura, non ha fatto altro che mettere i bastoni tra le ruote al governo, incitando i rivoltosi, sobillando i complottisti, dando visibilità ai negazionisti. Oggi iniziamo a raccogliere i frutti.

Forza e coraggio.

Ci attendono mesi difficili.

Roma 6.11.2020

Mala Tempora Currunt

La foto è di pochi giorni fa, rappresenta una fila di ambulanze che trasferiscono i malati covid dall’ospedale Mauriziano, a Torino, verso altre strutture. Questa, oggi, è una verità accertata e indiscutibile – anche se qualcuno, per ignoranza e paura, grida ancora al fake. La foto l’ha scattata Pietro Izzo ed è subito divenuto oggetto di insulti e linciaggio sui social – come sempre accade a chi dice cose vere, che però nessuno vuole sentire. A lui va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà.

Lo schiaffo di Fontana

Il Presidente della Lombardia – Attilio Fontana- oggi si lamenta perché la sua regione è zona rossa, affermando che è stato dato uno “schiaffo ai Lombardi”.

I numeri, impietosi e oggettivi, dimostrano quale è la situazione nella sua Regione, chiarendo la inevitabile urgenza delle misure governative. Invece di protestare, Attilio Fontana dovrebbe quindi ringraziare il Governo per essersi preso la responsabilità di tutelare i cittadini lombardi.

Ricordiamoci che solo pochi mesi fa il Governo è stato duramente attaccato per non aver chiuso prima i comuni lombardi maggiormente colpiti dal covid.

Conclusioni: nulla come il covid ha messo in evidenza l’ipocrisia cialtrona di troppi politici italiani, banderuole pronte a speculare su tutto, nella speranza di ottenere un seppur minimo ritorno in termini di voti, visibilità e potere.

Roma 5.11.2020

Mala Tempora Currunt

La Hit Parade della Costituzione

Ieri, alla Camera dei Deputati, l’onorevole Claudio Borghi (lega) ha sostenuto che il diritto al lavoro viene prima del diritto alla salute.

La prova sarebbe che il diritto al lavoro è sancito prima (art. 4) mentre il diritto alla salute è stabilito dall’art. 32. Inoltre, ha aggiunto Borghi, l’art. 1 stabilisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro.

Quindi, ad avviso di Borghi gli articoli costituzionali più importanti hanno un numero più basso, quelli meno importanti hanno un numero più alto.

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno importante di tutti – stabilisce “solamente” che la forma repubblicana non è soggetta a revisione costituzionale – una bazzecola, in fondo è solo l’unica cosa che non si può cambiare senza fare una guerra civile.

Per capirci, se uno studente di giurisprudenza mi dicesse che il diritto alla libera espressione del pensiero (art. 21) è meno importante della tutela delle minoranze linguistiche (art. 6), perché “viene dopo”, lo caccerei dalla Facoltà talmente velocemente da farlo tornare indietro nel tempo.

Più interessante, invece, il riferimento all’articolo uno.

Secondo lui i costituenti avrebbero dovuto scrivere “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sulla sopravvivenza dei cittadini” – così facendo sarebbero passati per matti, ma avrebbero chiarito (a Borghi) che la vita è un bene di primaria e fondamentale importanza e che la sua tutela giustifica la momentanea e ragionevole compressione di ogni altro valore costituzionale.

Insomma, diamo il benvenuto a Borghi nel club dei docenti universitari di Giurisprudenza, tornerà sicuramente utile quando dovremo spiegare ai nostri studenti cosa NON dice la Costituzione.

Roma 3.11.2020

Mala Tempora Currunt

Vittorio, Vittorio…

In alto, la foto di una tavolata di allegri commensali condivisa sul proprio profilo da Vittorio Sgarbi. Nell’immagine possiamo ammirare l’onorevole Sgarbi mentre brinda felicemente alla vita nel ristorante “da Giuseppi”, presumibilmente a Sutri, vantandosi di continuare a cenare, con i suoi tanti amici, “ben oltre la mezzanotte” – perché la legge, come è noto, vale solo per noi comuni mortali.

In basso, un’infermiera in attesa di entrare al Pronto Soccorso dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, stremata dopo un massacrante turno di otto ore in ambulanza.

Credo che poche altre immagini riassumano meglio lo spirito del tempo che stiamo vivendo: da una parte c’è chi gioca, provoca, istiga; dall’altra c’è chi lavora, si dispera, ha paura – e spesso rischia la vita.

Ringraziamo il più noto comico d’arte italiano per averci fornito l’immagine plastica dell’irresponsabilità guascona e ribelle con cui una parte di questo Paese sta affrontando la pandemia – facendosi beffe delle regole e della prudenza altrui.

Lo ringraziano, sentitamente, i medici, gli infermieri gli operatori socio sanitari e tutti i malati d’Italia.

Roma 29.10.2020

Mala Tempora Currunt