Lavoro e dignità

1) Beauty è una ragazza nigeriana di venticinque anni e lavora in uno stabilimento balneare in Calabria, a Soverato Marina. Pochi giorni fa è andata dal suo titolare a chiedere per quale motivo, dopo un mese di lavoro, avesse ricevuto solo 200 euro e non i 630 pattuiti.

Ha ricevuto calci, pugni, insulti.

L’uomo le ha spezzato un dito, poi, ha distrutto il cellulare di Beauty – sperando di cancellare il video dell’aggressione.

2) Pochi giorni fa, il gazzettino veneto riportava tra virgolette la seguente frase di un imprenditore locale: “Cerco venti persone, siamo costretti a prendere immigrati”. È una frase curiosa, “stonata”, sicuramente non è questo ciò che intendeva dire l’imprenditore.

La notate anche voi la sottile distinzione tra “persone” e “immigrati”; avete letto il verbo “prendere” al posto di “assumere”; ma soprattutto l’eloquente “siamo
costretti”?

Perché assumere esseri umani provenienti da un altro Paese è notoriamente un peccato… non sta bene, non si fa.

3) In Italia l’occupazione ha raggiunto il 60%un tasso altissimo, mai più toccato dal 1977. Strano, visto che una pletora di imprenditori accusa i giovani di non aver più voglia di lavorare.

Conclusioni
Non è vero che mancano lavoratori, a voi mancano gli schiavi da poter umiliare, ricattare e sottomettere.

l’Italia del lavoro nero, dello sfruttamento e del razzismo è l’Italia contro la quale dobbiamo combattere, questo è il Paese reale che abbiamo il dovere morale di affrontare a muso duro, sconfiggere e finalmente cambiare.

4.8.2022

Mala Tempora Currunt

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