Lo sguardo amico

Parigi – Michel Zecler è un cittadino maschio e nero di quarantuno anni di età, di professione fa il produttore musicale. Una sera, mentre sta camminando per strada, viene intercettato da una pattuaglia della polizia che nota qualcosa di gravemente sospetto: questo losco figuro non indossa la mascherina.

Zecler entra allora nel suo studio di registrazione per prenderne una, ma viene raggiunto da tre agenti che, convinti di essere al riparo da occhi indiscreti, iniziano a picchiarlo con grande sadismo ed inaudita violenza – gridando irripetibili frasi razziste.

Richiamati dai rumori, arrivano in soccorso di Zecler alcuni colleghi e musicisti. A quel punto un agente lancia un fumogeno dentro lo studio e la colluttazione si sposta in strada, dove l’uomo continua ad essere ferocemente picchiato dalle forze dell’ordine.

Alla fine i presunti criminali – quelli innocenti, senza la divisa – vengono portati tutti in commissariato: gli agenti mettono a verbale che Zecler li ha aggrediti, provando a sottrarre loro l’arma.

Ma c’è un ma.

Il sistema di telecamere a circuito chiuso dello studio di Zecler ha registrato tutto, compresi gli insulti razzisti. Mentre i vicini hanno filmato quanto accaduto in strada.

La Francia è stata quindi scossa da indignazione popolare e proteste e disordini – proprio mentre si apprestava ad approvare una legge per cui nessuno può diffondere immagini “malevole” di agenti in servizio.

Ecco cosa resta di questa storia – a parte il razzismo e la violenza dei “poliziotti” coinvolti – le benedette, sacrosante e mai abbastanza amate immagini.

Per strada, al parco, nei negozi, veniamo quotidianamente ripresi da centinaia di occhi indiscreti – tra telecamere di sorveglianza e telefonini.

Diminuisce la privacy, aumenta la sicurezza.

Per le persone oneste, con le garanzie di un Paese democratico e civile, il gioco vale senza ombra di dubbio la candela.

La schiena dritta

Napoli – Alfonso Durante aveva settantacinque anni ed era un infermiere in pensione. Aveva deciso di tornare in servizio rispondendo all’appello di un sistema sanitario allo stremo a causa del covid. Quando i suoi parenti gli chiedevano chi gliel’avesse fatto fare, Alfonso rispondeva serafico: non lo faccio per l’ospedale, lo faccio per i pazienti.

Questa è la generazione che Toti definiva “improduttiva”, questi sono i vecchietti tutto sommato inutili per cui, secondo il consigliere comunale di Pavia, staremmo rovinando la vita di tanti giovani.

Gente che corre verso l’incendio per aiutare gli altri, invece di voltare le spalle e scappare a gambe levate.

Alfonso si è ammalato di covid ed è morto, da vero eroe.

Mentre tanti italiani fremono per la riapertura delle benedette piste da sci.

Sposarsi o Diventare Adulti

Nel nostro Paese un numero sempre maggiore di matrimoni si conclude con un divorzio.

Prima di dare la colpa alla scristianizzazione della società, al “dilagare dell’omosessualità”, alle trasmissioni televisive o ai social network, ricordiamoci che troppe persone si sposano per paura di restare sole e poi fanno un figlio per colmare il silenzio.

Sperano di riuscire, in tal modo, a dare un valore ad una vita altrimenti arida di senso e di soddisfazioni.

L’unico motivo valido per sposarsi e mettere su famiglia è l’amore – vero, profondo, consapevole. Se manca questo, è meglio imparare a stare bene da soli che aggiungere altro dolore e confusione al mondo.

Perché non esiste nulla di più dannoso che fare le cose giuste per i motivi sbagliati.

Roma 23.11.2020

Omnia Vincit Amor
[Repetita Iuvant]

Sex No Drugs and Rock ‘n’ Roll

Il fatto che una persona sia drogata, ubriaca o comunque incapace di intendere e di volere non ci autorizza a trattarla come un oggetto. Anzi, proprio in quei momenti dovremmo averne maggiore rispetto e cura. Quindi la ragazza di Torino, a mio avviso, non ha nessuna colpa per lo stupro. Lei, in questa storia, è la vittima, i colpevoli sono altri (rileggere più volte prima di commentare).

Punto.

E virgola.

Secondo molte persone dovremmo chiudere qui il discorso. Ma siccome a me di quello che pensano molte persone non me ne frega nulla e mi interessa invece usare questo spazio per diffondere messaggi in cui credo, io aggiungo: ragazzi, date retta al prof., non drogatevi.

Ci sarà il solito imbecille che dirà che è come consigliare alle donne di non indossare la minigonna; qualcuno scriverà che non gliene frega nulla dei miei consigli, qualcun altro dirà che la droga è un diritto.

Bene.

Io ribadisco: se accade qualcosa di brutto, la colpa è tutta del ladro, del violento o dello stupratore.

Ma voi vogliate comunque bene a voi stessi, abbiate cura della vostra integrità, non assumete droghe – tantomeno alle feste, tantomeno tra estranei.

Sono due messaggi importanti che non entrano in alcun modo in contraddizione: da una parte stabilire chiaramente la colpa e dall’altra raccomandare la prudenza.

Una società sana, matura e culturalmente consapevole riesce a tenere insieme questi concetti senza prendere fischi per fiaschi e gridare allo scandalo. Quindi noi non ce la faremo mai.

Roma 22.11.2020

Non offrite agli altri la possibilità di farvi del male.

Filmati osceni

Vittoria (Ragusa) un disabile ha un malore e cade dalla sua carrozzina, in pieno centro cittadino. Dopo una penosa agonia, l’uomo muore – mentre un gruppo di curiosi si ammassa attorno al suo corpo.

Alcuni di questi girano un video e lo diffondono immediatamente sui social.

Un uomo di sessant’anni cade dalla sua carrozzina. Mentre muore, invece di chiamare i soccorsi – avvisati dai vigili che sono sopraggiunti a causa dell’assembramento – tu pensi ad usare il cellulare per girare un video e lo metti on line.

Questa è la vera oscenità: trasformare in spettacolo anche l’agonia di un essere umano, i suoi ultimi, disperati, secondi di vita. Quella persona aveva bisogno di conforto, di un gesto pietoso, di una parola amica; invece, è stata trattata come un’attrazione da baraccone.

Il disgusto infinto per notizie come questa mi convince sempre più che abbiamo bisogno di diffondere in tutti i modi consapevolezza e rispetto per gli altri, insegnando il valore della vita e della dignità altrui.

Un pensiero affettuoso per quel pover’uomo e un forte abbraccio ai suoi familiari.

Roma 21.11.2020

Mala Tempora Currunt