Restare nei bordi

I no-vax paragonano il green pass alle discriminazioni nazi-fasciste nei confronti degli ebrei.

Oltre ad essere parecchio offensivo, questo parallelismo dimostra che non hanno compreso davvero nulla della situazione che stiamo vivendo.

Gli ebrei, gli omosessuali, le persone con disabilità e i rom furono infatti discriminati, torturarti e uccisi, semplicemente perché esistevano.

Ai non vaccinati chiediamo invece l’immenso sacrificio di non andare ai concerti o in discoteca, evitando assembramenti – lo facciamo per combattere il dilagare di una pandemia.

1) Chi possiede il green pass ha minori possibilità di contrarre il virus e dunque di trasmetterlo (basterebbe questo dato statistico a giustificare un trattamento differenziato); 2) Nel raro caso in cui un vaccinato contragga il virus ha possibilità minime di finire in terapia intensiva – e dunque di affollare gli ospedali, arrecando un danno all’intera comunità 3) pur essendo infettato e infettivo, il vaccinato evita che il virus replichi, impedendo la genesi di varianti più pericolose e aggressive.

Questi tre motivi giustificano un trattamento differenziato in ragione di ciò che le persone decidono di fare o non fare per tutelare se stesse e la comunità in cui vivono.

Cari no-vax, più facile di così ci sono solo i disegnini da colorare, cercate almeno di restare nei bordi 😉

21.7.2021

Il green pass non implica un privilegio per pochi, ma un beneficio per tutti.

Il mio esperimento

Oggi la mia villa sul mare è silenziosa e serena come non mai, sono sceso nel seminterrato per mettere a posto i ricordi di una vita: il premio bancarella, il trofeo come pianista jazz più dotato di Roma, la coppa per il primo posto alle regionali di scacchi – nel 1996.

Rovistando nei vecchi scatoloni è saltata fuori anche una foto di venti anni fa, assieme a Scarlett Johansson, mi sono fermato a pensare a come sarebbe stata la nostra vita insieme, oggi, se non ci fossimo lasciati in quel modo assurdo e ridicolo, che forse un giorno vi racconterò.

Poi sono salito al primo piano, ho dato istruzioni alla servitù per il pranzo e mi sono messo a meditare davanti al mare, ora sono totalmente solo su questa piccola spiaggia privata fatta di sabbia bianca come l’anima dei puri, penso al futuro, mi interrogo sulle prossime mosse.

Nel pomeriggio prenderò un volo privato per tornare a Roma. Da oggi è disponibile in pre order il mio secondo romanzo e la casa editrice ci tiene che io sia reperibile. Si parla già di un adattamento cinematografico, vogliono che incontri Elio Germano e Andrea Delogu per sondare la loro disponibilità.

Ovviamente nulla di tutto ciò è vero.

Non ho (mai avuto) una villa, una spiaggia privata e la servitù. Non ho (mai) vinto le regionali di scacchi e (purtroppo) non ho mai incontrato Scarlett Johansson.

Perdonatemi, volevo solo capire cosa si prova a parlare di una cosa che non conosci e non hai mai avuto, come quando Meloni, Salvini e Berlusconi ci ammorbano con il rispetto per la “famiglia tradizionale”, discettando pubblicamente su concetti dei quali non capiscono nulla.

10.5.2021

“Onorevole Meloni, cosa è il gender?”
“Non lo so, non l’ho mai capito”

Sipario.

La verità ti fa male

È bello che al concerto del primo maggio qualcuno si occupi di politica, è bello che lo faccia un personaggio molto amato dai giovani e che le sue parole siano nette, chiare, inequivocabili.

Fedez ieri ha affermato tre cose che sono sotto gli occhi di tutti.

  1. La lega sta facendo ostruzionismo per bloccare un disegno di legge che gode di larghissimo consenso nel Parlamento e nel Paese.
  2. La lega vanta tra i suoi politici più di un omofobo – dal signore che avrebbe voluto mettere nel forno il figlio gay a quello che chiedeva ai gay di comportarsi “come persone normali”.
  3. Gli ultracattolici intransigenti di destra sono, nella migliore delle ipotesi, una massa di ipocriti in buona fede.

Scandalo.

La Rai, che aveva chiesto al cantante una copia del suo discorso, lo ha contattato prima del concerto per convincerlo a non essere così esplicito e diretto.

Queste cose non si possono dire.
Magari Salvini si offende.

Scopriamo quindi che la destra ama chiamare le cose “con il loro nome” solo quando deve rivendicare il diritto di insultare e discriminare altri esseri umani.

2.5.2021

Bravo Fedez.
Trenta e lode.

Sconcertante

(Roma) – Accade che il Capitano della Marina Militare Walter Biot, che da circa trentacinque gestisce flussi di informazioni relative alla protezione degli assetti italiani della difesa nei teatri operativi esteri, venga colto con le mani nel sacco dai Ros.

Prima viene filmato mentre, nel suo ufficio allo Stato Maggiore, fotografa 181 documenti classificati come “riservatissimi” se non addirittura “Nato secret”.

Poi viene fermato in macchina assieme al diplomatico russo Ostroukhov. Biot ha una valigetta con 5.000 euro in contanti. Il diplomatico russo ha in tasca la schedina di memoria con le foto scattate da Biot.

È difficile immaginare cosa possa esserci di peggiore. Voglio dire, quest’uomo ha tradito lo Stato, ha infangato la divisa, ha messo a repentaglio la sicurezza di tutti.

Eppure Biot e la sua famiglia riescono a fare peggio di così. Perché lui, la moglie e un figlio stanno dichiarando ai quattro venti che non si è trattato di “vero tradimento”. Il povero Biot avrebbe agito infatti “solo per i soldi”, per pagare la palestra – specifica la moglie – e il mutuo. Per mantenere quattro cani e quattro figli.

Insomma, nessuno tocchi il buon padre di famiglia.

Siamo improvvisamente caduti in una puntata di Breaking Bad, solo che il protagonista della serie (un altro Walter), alla fine ammette che quella della famiglia era solo una patetica scusa.

Capitano Biot, lei avrebbe dovuto pensare allo Stato, alla sicurezza di tutti, alle famiglie degli altri, in particolare, alle famiglie dei nostri militari all’estero.
Invece di preoccuparsi di pagare la palestra.

Non so chi sia stato a consigliarle questa strategia del “tengo famiglia”, ma in certi casi sarebbe molto meglio chiedere semplicemente perdono, e rimettersi alla clemenza della corte.

2.4.2021

Capitani infedeli.

La guerra e le scuse

Abbiamo superato la soglia dei 100.000 morti per covid. Un numero impressionante di decessi, certamente paragonabile ad una guerra, superiore a quello della campagna di Russia.

Se ripenso a cosa è accaduto negli ultimi dodici mesi, mi ricordo il video di Massimo Mallegni, un senatore di Forza Italia, che il 27 febbraio 2020, da solo nello scompartimento di un treno, urlava “torniamo a vivere!”, raccomandando ai cittadini di non farsi “fot**re da questa psicosi!” ed accusando il governo di essere “folle”; Matteo Salvini che sbraitava “riaprire tutto!” – a giorni alterni; Alberto Zangrillo che ci rassicurava sul fatto che il virus fosse “clinicamente scomparso”; Flavio Briatore e Daniela Santanchè, ospiti fissi di Giletti, che si stracciavano le vesti per far riaprire le discoteche; Sgarbi che organizzava convegni in Senato per sostenere che “l’emergenza non esiste” e aderiva alla manifestazione “no mask” organizzata dal popolo delle mamme, salvo poi minacciarmi di querela per aver scritto che avrebbe partecipato (“Aderisco, ma non vado!”… quando si dice: la coerenza…); Montesano, Boldi ed un infinita serie di ex (comici, artisti, modelle e cantanti) pronti a gridare al complotto.

Tutto questo solo per mettere in imbarazzo il governo.

Oggi da queste persone ci aspetteremmo come minimo delle scuse.

Perché mentre loro giocavano a fare politica e business sulla pelle degli italiani, la gente non ha mai smesso di morire.

Roma 9.3.2021

Mala Tempora Currunt

Infografica: La Repubblica