Ora e sempre

Il centrosinistra conquista Bologna, Milano e Napoli subito, grazie a vittorie nette, incontrovertibili, eclatanti. Perde in Calabria, dove ad affermarsi è il candidato di Forza Italia, mentre la partita è ancora aperta a Roma e Torino.

Il primo dato che emerge forte e chiaro da questo primo turno è che una considerevole parte di questo Paese è disposta a fare argine alle destre, al loro razzismo, alla loro violenza, alla loro vigliacca nostalgia di totalitarismi e dittature.

Il secondo è che gli italiani sono sempre meno interessati alla politica e dunque disposti ad esercitare il proprio diritto dovere di voto.

Mi rallegro per la prima evidenza ed ho molta paura della seconda. Più cresce il serbatoio dell’anti-politica più la democrazia è debole e rischia di piegarsi alle smanie populiste del primo imbonitore in grado di tornare a far sognare le masse promettendo magari milioni di posti di lavoro, più latte e meno cacao, parcheggio gratuito, frittatona e rutto libero.

5.10.2021

Ripartiamo dalle grandi città metropolitane per difendere la nostra democrazia.

Ora e sempre.
Resistenza.

Capodanno e terrorismo

La notte di Capodanno, a Milano, è scattato il più grave allarme mai verificatosi in Italia da quando l’Occidente è sotto attacco terrorismo.

Nel pomeriggio di quello stesso giorno, un albergatore aveva chiamato le forze dell’ordine.

Abbiamo ricevuto una prenotazione sospetta: alcuni giorni fa, un signore, un marocchino, ha riservato presso la nostra struttura una stanza per tre persone – dal 29 dicembre al primo gennaio. Il cliente ha utilizzato un sito e ha pagato in anticipo – una bella somma, più di settecento euro – ma sino ad oggi qui non si è presentato nessuno. La stanza è attualmente vuota. E nell’Hotel di fronte al nostro, questa sera, ci sarà la più grande festa al chiuso di Milano e provincia: attendono circa cinquemila persone”. L’albergatore ha poi specificato le generalità della persona che aveva prenotato e pagato la stanza. Si trattava di un soggetto già censito e “segnalato” nelle banche dati internazionali, perché in passato aveva avuto un contatto informatico con un membro di una cellula terroristica che stava progettando un attentato in Francia.

Così, si è messa in moto una gigantesca operazione che ha coinvolto molte e diverse forze dell’ordine. Alcuni agenti si sono infiltrati in borghese alla festa, perquisendo e controllando con discrezione le generalità degli ospiti sospetti, mentre i tiratori scelti salivano sui tetti e mettevano in sicurezza il perimetro esterno all’edificio. Insomma, il 31 dicembre c’era qualcuno che vegliava sulle nostre vite – mentre noi ballavamo, mangiavamo e bevevamo come se non ci fosse un domani. In quelle ore, Milano era considerata ad altissimo rischio attentato. I reparti speciali festeggiavano la mezzanotte al loro “posto di combattimento”, pronti ad intervenire.

“Non c’è nulla di strano”, direte voi, questo è il lavoro che si sono scelti. A parte l’ovvia considerazione per cui il novanta per cento delle volte è il lavoro a scegliere il lavoratore, non il contrario, resta il fatto che questi individui sacrificano normalmente le feste – e spesso rischiano la vita – per un Paese che di certo non li ricopre d’oro e molto raramente ne celebra o ne riconosce il valore.

Almeno da vivi.

Per questo motivo, oggi io vorrei dedicare a loro la mia solidarietà, la mia gratitudine e la mia stima.

Con rispetto parlando.