Dottorato Honoris Causa

All’arrivo nei campi venivano rasati i capelli, per le donne era una privazione della femminilità. Mentre ero in fila una kapò notò la mia folta chioma e decise che io avrei dovuto tenerla. Naturalmente, dopo pochi giorni i capelli mi si riempirono di pidocchi. Mi fu visto camminare un pidocchio sul viso e fui isolata. Mi rasarono da sola, nel gelo del campo. I soldati che passavano ridevano di me, si domandavano per quale motivo fossi ancora in vita”.

Queste sono alcune delle parole pronunciate dall’onorevole Liliana Segre, in occasione della inaugurazione dell’anno accademico, a La Sapienza.

Nel celebre Ateneo, Segre ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa in Storia dell’Europa ed ha tenuto, davanti al Presidente della Repubblica e a molte altre autorità, una Lectio Magistralis dal significativo titolo “La Storia sulla pelle”.

Prima di andare via, ha voluto abbracciare il ragazzo che ha partecipato alla cerimonia come rappresentante del corpo studentesco e che è stato al centro di grandi polemiche, nei giorni scorsi, perché accusato di essere neofascista.

“Che bel ciuffo che hai… porti i capelli come mio nipote, posso baciarti?”.

Vorrei ringraziare questa grande donna per la sua immensa lezione di umanità, per la sua straordinaria dignità, per la sua dolorosa memoria.

“Anche se sono vecchia, resto sempre quella bambina che un giorno fu espulsa da scuola per la colpa di essere nata”.

Roma 18.2.2020

Cara Senatrice, Dottoressa Segre, noi siamo i tuoi studenti, la tua famiglia, le tue guardie del corpo.

Grazie di essere nata
❤️

La nostra umanità

Il vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, si vanta di aver gettato nel cassonetto le coperte di un senzatetto –  affinché “Trieste resti pulita” – e di essere poi corso a lavarsi le mani.

Con il freddo che fa, gettare le coperte di un senzatetto in un cassonetto equivale ad un tentato omicidio.

A me questo Paese fa ogni giorno più schifo.
E paura.

Roma A. D. 2019

Restiamo Umani

Jessica, Falcone e Borsellino

Nel commentare i funerali di Jessica, i quotidiani nazionali hanno scritto che quella povera ragazza è stata “LASCIATA SOLA DALLO STATO”, l’hanno presentata come una vittima che “LO STATO NON HA DIFESO”.

Scusatemi se provo a riportare tutti con i piedi per terra, ma a me questi titoli sembrano leggermente fuori luogo perché lasciano ad intendere che la scomparsa di Jessica sia stata causata soprattutto dalle carenze dello Stato Ente, come apparato burocratico, non dalla mancanza di cura, di attenzione e di affetto delle persone che Jessica ha avuto la sfortuna di incontrare sul suo cammino.

Unitamente alla follia criminale di un vile assassino.

La cattiva retorica non è sinonimo di rispetto, è solo un modo per fare “sensazionalismo”, speculando brutalmente sulla tragica scomparsa di un altro essere umano.

Dal canto suo, Vittorio Feltri scrisse che la povera Pamela era solo “un’oca drogata fino al midollo” – testuali parole.

Tutto ciò rende benissimo l’idea di un Paese che non riesce mai a trovare la giusta misura, eternamente diviso e conteso tra bande di cialtroni armati solo della propria sguaiata ignoranza.

Ormai la verità non interessa più a nessuno.
Andiamo avanti a botte di demagogia.
E crisi di isteria collettiva.