Le droga più potente tra tutte

A Terni, due adolescenti sono morti nel loro letto, nel sonno, dopo aver assunto un mix letale di droghe. Pare che cercassero la codeina mentre uno spacciatore ha venduto loro del metadone.

Pare che abbiano successivamente mixato il metadone con altro. Lo spacciatore è stato prontamente rintracciato dalle forze dell’ordine ed ha confessato, a norma di codice penale, rischia una pena pesantissima, adeguata al dolore che ha causato.

Non riesco neanche a pensare a quei genitori che, la mattina, hanno inutilmente provato a risvegliare i propri figli.

Alle urla agghiaccianti delle madri.

Come docente ed educatore, vorrei solo dire una cosa ai giovani: carissimi ragazzi, state lontani dalle pasticche e dalle polverine, non giocate a fare il piccolo chimico, non fidatevi di spacciatori e tossicodipendenti.

Innamoratevi follemente dell’arte, della natura, dei viaggi. Innamoratevi follemente di altri ragazzi e ragazze come voi. Investite il vostro tempo nella politica, nello sport, nella cultura.

La droga è un cappio al collo, il paradiso dei falliti, la scorciatoia facile per arrivare da nessuna parte.

Siate sempre lucidi e presenti.
Siate liberi.

Il mondo vi appartiene ed ha un disperato bisogno di voi.

Avere vent’anni

Mi sono laureato in Giurisprudenza il 7 luglio del 2000, esattamente venti anni fa, quando non esistevano i social network, sognavamo il nokia3310 e ci facevamo reciprocamente i mutini per dire “hey, sto pensando a te”.

A quei tempi non esistevano i CFU né le lauree triennali, ma per aiutarti ad entrare prima nel mondo del lavoro lo Stato Italiano si prendeva dai dieci mesi a un anno di vita – vuoi come militare, vuoi come obiettore.

L’anno in cui mi sono laureato mi sono rotto il legamento crociato, ho avuto la varicella e sono stato investito da un taxi. Poca roba, paragonata al fatto che la Lazio vinse lo scudetto – fine del film horror.

Il 2000, per me, fu un anticipo di 2020.

La laurea fu comunque una grande liberazione, non vedevo l’ora di abbandonare quelle aule vecchie, quei corridoi sporchi, quei mastodontici e polverosi libri… Tutto quello che volevo fare, a quei tempi, era continuare a suonare nei locali con il mio quartetto jazz – e insegnare musica.

Alla vita non chiedevo davvero altro.

Oggi, se mi guardo indietro, mi domando come abbia fatto ad arrivare sin qui.

Mentre festeggio questa ricorrenza con cappuccino e cornetto ipercalorico alla nutella ripieno di nutella e nutella, vorrei dire una cosa, dal profondo del cuore, a tutti i ragazzi che si stanno laureando in questi giorni: qualsiasi cosa vi dicano i “grandi”, qualsiasi infinita predica, invereconda stupidaggine o squallido trucco usino per farvi cambiare strada, voi non ascoltare nessuno, inseguite i vostri sogni, difendeteli senza pietà, fate sempre e soltanto ciò che amate.

Datemi retta, non c’è ricchezza o posto di lavoro o pensione, in questo misero mondo, che valga un terzo dei desideri che portate nel cuore.

Forza e coraggio, ragazzi, il futuro vi appartiene.

Roma 7.7.2020

A renderci capaci di tutto non è la forza di cui disponiamo, ma l’intensità del nostro desiderio.

No Justice No Peace

“È successo a brother Rodney King, colpevole del crimine di esser nato nero nella buia capitale dell’impero del denaro. Colpo su colpo, battuto come un polpo, legato, incaprettato e trascinato per lo scalpo”.

Così cantava Frankie Hi Nrg nel 1993, commentando il brutale pestaggio di un tassista afroamericano da parte della polizia di Los Angeles avvenuto nel 1991.

Sono passati tanti anni, l’America si trova nuovamente di fronte questo fantasma. Pochi giorni fa la polizia di Minneapolis ha brutalmente fermato, picchiato e soffocato George Floyd.

L’uomo, incastrato con la testa sotto il ginocchio di un agente, ha chiesto aiuto urlando che non riusciva a respirare, ma questo non è stato sufficiente per salvargli la vita.

L’agente che lo teneva schiacciato al suolo si chiama Derek Chauvin. Sui social network circolano foto che lo ritraggono con il cappellino “make whites great again” – facciamo tornare i bianchi all’età dell’oro – oppure sul palco accanto al Presidente Trump in uno dei suoi comizi. Ma la veridicità di questi scatti resta ancora tutta da provare.

Il dato di fatto è che i quattro agenti sono stati licenziati dopo la diffusione di un video che smentiva clamorosamente la loro ricostruzione dei fatti, mostrandone chiaramente la crudeltà e la violenza.

Il razzismo è un mostro difficile da combattere, getta le sue radici nel profondo inconscio di una società e le intreccia con mille altre frustrazioni: per questo motivo, è fondamentale che le forze dell’ordine agiscano nel rispetto della legge, che restino sempre pulite e al di sopra di ogni sospetto.

Altrimenti non c’è alcun modo di evitare il dilagare della violenza.

Roma 27.5.2020

No Justice No Peace

Dottorato Honoris Causa

All’arrivo nei campi venivano rasati i capelli, per le donne era una privazione della femminilità. Mentre ero in fila una kapò notò la mia folta chioma e decise che io avrei dovuto tenerla. Naturalmente, dopo pochi giorni i capelli mi si riempirono di pidocchi. Mi fu visto camminare un pidocchio sul viso e fui isolata. Mi rasarono da sola, nel gelo del campo. I soldati che passavano ridevano di me, si domandavano per quale motivo fossi ancora in vita”.

Queste sono alcune delle parole pronunciate dall’onorevole Liliana Segre, in occasione della inaugurazione dell’anno accademico, a La Sapienza.

Nel celebre Ateneo, Segre ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa in Storia dell’Europa ed ha tenuto, davanti al Presidente della Repubblica e a molte altre autorità, una Lectio Magistralis dal significativo titolo “La Storia sulla pelle”.

Prima di andare via, ha voluto abbracciare il ragazzo che ha partecipato alla cerimonia come rappresentante del corpo studentesco e che è stato al centro di grandi polemiche, nei giorni scorsi, perché accusato di essere neofascista.

“Che bel ciuffo che hai… porti i capelli come mio nipote, posso baciarti?”.

Vorrei ringraziare questa grande donna per la sua immensa lezione di umanità, per la sua straordinaria dignità, per la sua dolorosa memoria.

“Anche se sono vecchia, resto sempre quella bambina che un giorno fu espulsa da scuola per la colpa di essere nata”.

Roma 18.2.2020

Cara Senatrice, Dottoressa Segre, noi siamo i tuoi studenti, la tua famiglia, le tue guardie del corpo.

Grazie di essere nata
❤️

25 Aprile

Non è vero che oggi è la festa di tutti.

Non è festa per i mafiosi, per i camorristi, per i membri delle logge massoniche deviate. Non è festa per quelli che evadono le tasse, inquinano i fiumi, costruiscono abusivamente edifici di sabbia.

Oggi non è la festa dei furbetti del cartellino, dei compagni di merende, degli imprenditori che ridono soddisfatti dopo un terremoto. Non è la festa dei politici corrotti e dei loro mille corruttori. Non è la festa di chi non va a votare “tanto sono tutti uguali”.

Soprattutto, oggi non è festa per quelli che si professano orgogliosamente “fascisti” e tendono fieri il braccio destro, in segno di saluto.

Il 25 aprile è festa per chi ama questo Paese, la sua sconfinata cultura, la sua arte e la sua Costituzione.

È la festa di una fragile democrazia nata grazie al coraggio e al sacrificio dei nostri avi.

Rispettiamola, onoriamola e difendiamola, tutti i giorni.

È la cosa più bella che abbiamo, la nostra unica e preziosa speranza di un futuro migliore.

Roma A.D. 2019

Ora e Sempre