I Ferragnez in maschera

Il Presidente del Consiglio ha chiamato la coppia più famosa d’Italia per chiedere loro di aiutarlo a diffondere l’utilizzo della mascherina tra i giovani. Chiara Ferragni e Fedez hanno accettato l’invito ed hanno entrambi realizzato un video in cui invitano i ragazzi ad utilizzare la mascherina.

La telefonata di Conte ha scatenato molte e aspre polemiche – come sempre accade quando si tratta di Chiara Ferragni prima ancora che di Fedez. Io credo invece che il Presidente del Consiglio abbia fatto la scelta giusta. È stato bravo lui a chiamarli, sono stati bravi loro ad accettare di mettersi in gioco.

Trovo che quella dei Ferragnez sia stata la risposta migliore alla infinita schiera di ex ministri (delle interiora), ex cantanti, ex intellettuali, ex attori, ex ballerine ed ex soubrette che negli ultimi mesi si sta riscoprendo improvvisamente “no-mask” pur di racimolare un minimo di visibilità.

Chiamiamo le cose col loro nome: loro hanno in squadra Salvini, Brigliadori, Sgarbi, Boldi e Montesano.

Noi, per ora, contiamo su, Fedez, Ferragni, Berlusconi, Vasco Rossi e Tasso.

Praticamente stiamo giocando Cittadella vs. Real Madrid (con tutto il rispetto per il Cittadella).

Roma 21.10.2020

Bravi ragazzi!

PS: Sì, in questa metafora le persone responsabili sono il Real Madrid… qualcuno mi ha chiesto di chiarire, su Facebook 😓

La credibilità perduta

Ieri sera, su La7, mentre il Presidente del Consiglio illustrava il nuovo DPCM, Massimo Giletti chiedeva un parere sul virus a Alberto Zangrillo e Matteo Bassetti.

Il primo ha passato gli ultimi mesi a dichiarare ai quattro venti che il virus ormai era “clinicamente scomparso“, salvo poi ritrovarsi in corsia Silvio Berlusconi, il suo più famoso e facoltoso paziente. Il secondo, sin dall’inizio della pandemia, prova a ridimensionare la pericolosità del covid, tanto che ancora oggi dichiara trionfante ai giornali che “la mortalità è quasi azzerata!” – come se fare il tampone, farsi un giro in corsia, costringere all’isolamento parenti e amici fosse una gita di piacere; come se le conseguenze sul lungo termine fossero scientificamente note; come se questo significasse che aveva ragione lui a sminuire la gravità della situazione otto mesi fa.

In un Paese civile personaggi come questi avrebbero perso del tutto la propria credibilità, sarebbero invisi alla maggioranza degli italiani e largamente derisi dalle masse. Noi invece lasciamo che vadano ancora in televisione a ridimensionare, rivedere, correggere le precedenti dichiarazioni – permettendosi persino di attaccare chi li critica o li ha criticati. Sebbene l’evoluzione della pandemia abbia chiaramente smentito le loro fantasiose tesi.

Fateci un piacere, amici scienziati, uscite dagli studi televisivi e tornate a lavorare.

Se esiste un limite al ridicolo, è stato superato da tempo.

Roma 19.10.2020

Mala Tempora Currunt

La lezione di Lisa

La lezione di Lisa

Roma, Camera dei Deputati, Lisa Noja ha 46 anni, è un’avvocatessa, è deputata ed è affetta da amiotrofia spinale, con poche, precise e sentite parole ha dato una lezione magistrale ai colleghi e al Paese.

“So che tenere la mascherina è faticoso, anche io faccio davvero tanta fatica, avendo problemi respiratori. Ma se la tengo io per otto ore, allora non c’è nessuno in quest’aula che non abbia la possibilità di tenerla”.

Non credo ci sia altro da aggiungere.

Grazie per la lezione, Lisa, ne faremo tesoro.

Roma 7.10.2020

Essere liberi non significa arrogarsi il diritto di far ammalare gli altri.

La persona e le idee

Forse questa è la volta buona”

Raffaele Simone, stimato collega e noto intellettuale, ha commentato in questo modo la notizia della positività di Berlusconi.

Desta scandalo che un intellettuale serio e preparato possa comportarsi esattamente come la massa di analfacapre che ha gioito per la morte di Camilleri o per la malattia di Emma Marrone.

Berlusconi ha regalato all’Italia venti anni di malgoverno, barzellette sporche e figuracce internazionali, ma nessuno deve permettersi di sperare male. Comportarsi diversamente significa essere molto cattivi e anche parecchio ingenui.

Il problema non è infatti l’uomo, ma lo spirito che egli incarna e rappresenta. Voglio dire, non avremmo risolto nulla anche se dovessero contemporaneamente sparire dalla faccia della terra gli attuali rappresentati degli analfarazzisti mannari italiani – sarebbero ovviamente sostituiti da altri e magari peggiori politici.

La battaglia che dobbiamo combattere è culturale, non personale.

Il fascismo è un nemico senza volto, per questo è così difficile da sconfiggere.

Ma la cosa peggiore di tutte è osservarne il ghigno satanico mentre guardiamo, sconcertati, uno specchio.

Roma 5.9.2020

“Io non ho inventato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani” – b.m.

Si balla poco

La foto che vedete qui sotto l’ho scattata a marzo, ero sul piazzale antistante il pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, faceva un freddo cane e io stavo aspettando il risultato dei tamponi covid eseguiti su mia madre, entrata al pronto soccorso in codice rosso la notte precedente.

Da quel giorno, ogni giorno, andavo al Sant’Eugenio e aspettavo per qualche ora lì fuori – visto che nella struttura non si poteva entrare. Spesso tornavo a casa, da mio padre, con un’unica frase accartocciata in tasca assieme all’autocertiticazione, “l’infermiere ha detto che le condizioni di mamma sono stabili”.

Quando andava bene, mi consentivano di parlare con un medico, al telefono.

Mamma non aveva il covid ed è “semplicemente” passata dalla terapia intensiva alla sub-intensiva al reparto, alle dimissioni – più di una volta, in più di un ospedale.

Chiunque abbia avuto la “fortuna” di frequentare gli ospedali in quel periodo sa bene che il covid ha prodotto conseguenze nefaste su una marea di “normali malati” – sottraendo loro il personale medico e dunque le cure di cui avrebbero avuto bisogno; impedendo le visite e l’assistenza dei parenti.

Fatto sta che in quella mascherina ho parlato, mangiato, pianto e pregato per circa tre mesi.

Quando tornavo a casa, la sera, avevo i segni violacei sul volto.

Oggi, dopo aver passato, come molti italiani, un periodo letteralmente “infernale”, io devo sentire il noto dj Bob Sinclar dichiarare ai giornali: “quando si balla è impossibile mantenere il distanziamento, la regola è: goditi l’attimo”

Goditi l’attimo.

Ragazzi miei, date retta al prof: fate l’enorme sacrificio di evitare gli assembramenti, per quest’estate. Magari avrete la fortuna di andare altre mille volte in discoteca, in buona salute, nei prossimi anni.

14.8.2020

La regola è: rispettate la vostra vita e quella degli altri.

Si balla poco, in terapia intensiva.