Un ottimo esempio

Lo rifarei altre mille volte” dichiara da un letto d’ospedale Alfredo Cesarini, Sindaco di Santa Maria Nuova (Ancona).

A marzo, dopo aver vaccinato tutti gli ospiti della Casa di Riposo Comunale, gli operatori si accorsero che avanzava una dose.

“Fatela al Sindaco!”, proposero i residenti, ma lui decise di lasciarla al funzionario che si occupa della struttura. Si trattava di una scelta altruista e parecchio ragionevole, perché una RSA è sicura solo se, assieme ai residenti, vengono vaccinate tutte le persone che lavorano presso di essa o che vi accedono regolarmente.

Oggi, dall’ospedale in cui è ricoverato per covid, Alfredo Cesarini dichiara che rifarebbe altre mille volte quella stessa scelta.

“Da Sindaco sono tenuto a rispettare le leggi e a dare sempre l’esempio”.

Un esempio che vale davvero oro, per un Paese in cui troppi sgomitano, si fanno raccomandare e provano a saltare la fila.

6.4.2021

Tanti auguri di pronta guarigione, Sindaco. E grazie, di cuore, per la lezione che hai dato al Paese.

Il futuro che ci appartiene

Abbiamo indossato mascherine sul gomito, sul polso, sul ginocchio, le abbiano appese ad un solo orecchio o allo specchietto retrovisore. Abbiamo cucinato, festeggiato, cantato su balconi e terrazze condominiali.

Abbiamo saccheggiato supermercati traumatizzando per sempre le penne lisce – divenute icona nazionale della solitudine e del disprezzo; ci siamo fatti il bagno nell’amuchina; abbiamo fatto scorte di lievito sufficienti per aprire una panetteria. Abbiamo negato che esistesse, che fosse pericoloso, che fosse letale. Non ce n’è coviddì!

Abbiamo creduto che fosse un’invenzione del Governo italiano corrotto dalla lobby dei toner, che fosse un’invenzione dei Governi mondiali corrotti dalla lobby del 5g, che fosse un’invenzione di Enrico Mentana in astinenza da maratona elettorale.

Abbiamo sperato che fosse “clinicamente scomparso” invece era solo sceso momentaneamente dal palco come Bugo – che succede?

Abbiamo condiviso su facebook l’autocertificazione per evitare le multe, quella per evitare che i nostri figli fossero prelevati da scuola e ricoverati al primo starnuto, quella per scongiurare una vaccinazione coatta.

Abbiamo ballato schiacciati come sardine nelle discoteche estive – per colpa di Conte -; ci siamo ammassati nelle vie dello shopping – per colpa di Conte; abbiamo partecipato alle proteste di piazza e ai comizi per le regionali – per colpa di Conte… “ah no, se Salvini e Giorgia facevano il bagno di folla non posso dire che è stata colpa di Conte?” (semi cit.)

Ci siamo indignati perché la Germania ha comprato milioni di dosi più di noi. Ci siamo indignati perché il vaccino è inutile.


Ci siamo indignati perché ci siamo indignati.

Abbiamo dato la colpa alla vittima – una nostra fondamentale consuetudine, tradizione e certezza, anche in un anno tanto strano e diverso.

Abbiamo salutato Kobe Bryant, Ezio Bosso, Ennio Morricone, Carlos Ruiz Zafón,Luis Sepúlveda, Van Halen, Quino, Gigi Proietti, Diego Armando Maradona e Paolo Rossi.

Adesso, caro 2020, la giostra è finita: faremo tutti il vaccino.

Il virus non scomparirà come per incanto, ma con il passare dei mesi sarà sempre meno presente nella nostra vita.

Ci riprenderemo il mondo.
Un passo alla volta.

Roma 30.12.2020

Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai.

La schiena dritta

Napoli – Alfonso Durante aveva settantacinque anni ed era un infermiere in pensione. Aveva deciso di tornare in servizio rispondendo all’appello di un sistema sanitario allo stremo a causa del covid. Quando i suoi parenti gli chiedevano chi gliel’avesse fatto fare, Alfonso rispondeva serafico: non lo faccio per l’ospedale, lo faccio per i pazienti.

Questa è la generazione che Toti definiva “improduttiva”, questi sono i vecchietti tutto sommato inutili per cui, secondo il consigliere comunale di Pavia, staremmo rovinando la vita di tanti giovani.

Gente che corre verso l’incendio per aiutare gli altri, invece di voltare le spalle e scappare a gambe levate.

Alfonso si è ammalato di covid ed è morto, da vero eroe.

Mentre tanti italiani fremono per la riapertura delle benedette piste da sci.

L’opposizione assente

L’opposizione è fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia, deve servire da pungolo, da stimolo per l’azione governativa, il suo compito è quello di elaborare critiche costruttive per migliorare il Paese, a vantaggio di tutti i cittadini.

Peccato che in Italia l’opposizione sia qualcosa di veramente misero, e ridicolo.

Voglio dire, in questi giorni Salvini e “Io Sono Giorgia” avrebbero dovuto scatenare tutta la loro potenza di fuoco contro la disorganizzazione di un Paese che si è fatto trovare tragicamente impreparato di fronte alla prevedibile seconda ondata.

Ma non possono.

Sapete perché?

  1. Perché la sanità – grazie al decentramento e al regionalismo tanto caro alla Lega – è affare regionale, e loro, criticandola, finirebbero per criticare i loro amici che governano, malissimo, nella maggior pare delle regioni italiane – prima fra tutte la Lombardia.
  2. Perché hanno gridato fino a ieri che il virus era una grande balla, appoggiando tutti i leader sovra-negazionisti e accusando Conte di speculare sulla pandemia per avere “pieni poteri”.
    Con quale faccia potrebbero fare inchieste sugli ospedali, oggi?

Sono quindi malinconicamente in disparte, a bordo ring come pugili suonati: l’uno, appena può, torna a sbraitare di sbarchi e clandestini; l’altra intona “genitore 1 genitore 2”, ad oltranza.

Senza senso: un capocomico e un disco rotto.

Altro non possono davvero dire né fare.

Si sono legati le mani nei mesi passati, oggi possono prendersi a schiaffi da soli.

Roma 11.11.2020

Mala Tempora Currunt

E INVECE, OGGI.

Lei è la signora Angela Chianello, nota come “Angela da Mondello”, una casalinga palermitana divenuta famosa questa estate.

Mentre era tranquillamente in spiaggia, la signora Chianello è stata intervistata nel programma “Live Non è la D’Urso“, il giornalista le domandò se non avesse paura del covid.

La piccata risposta di Angela Chianello – “non ge nè covvvvvidddì” – divenne virale, trasformandosi rapidamente nel simbolo di un Paese che si auto-assolveva, auto-certificandosi “covid free”, nella speranza di passare le vacanze in santa pace.

Da ieri, Angela “da Mondello” è indagata – assieme al suo web manager – per aver realizzato un video musicale sulla spiaggia di Mondello, in violazione delle misure anticontagio, senza autorizzazione, senza mascherina o distanza di sicurezza.

Non ho davvero nulla contro Angela e non sono felice per i suoi recenti problemi con la giustizia. Detto molto semplicemente: mi fanno “senso” i suoi fan. Il fatto che Angela da Mondello abbia centinaia di migliaia di fan mi restituisce la desolante immagine di un Paese allo sbando.

Dal mio punto di vista, il problema non è di certo la signora, il problema è il popolo italiano che la idolatra per aver urlato una fesseria con un forte accento dialettale nel bel mezzo di una spiaggia, il popolo che in lei si è riconosciuto, trasformando quella frase, tutto sommato ingenua, nel passaparola dell’irresponsabilità estiva, l’inno del “tana libera tutti”, il tormentone di chi, pochi mesi fa, gridava ai quattro venti che il virus era sconfitto.

E invece, oggi.

Roma 10.11.2020

Andiamo male piccoli fan del “non ge nè“.


Molto. Molto male.