Restare nei bordi

I no-vax paragonano il green pass alle discriminazioni nazi-fasciste nei confronti degli ebrei.

Oltre ad essere parecchio offensivo, questo parallelismo dimostra che non hanno compreso davvero nulla della situazione che stiamo vivendo.

Gli ebrei, gli omosessuali, le persone con disabilità e i rom furono infatti discriminati, torturarti e uccisi, semplicemente perché esistevano.

Ai non vaccinati chiediamo invece l’immenso sacrificio di non andare ai concerti o in discoteca, evitando assembramenti – lo facciamo per combattere il dilagare di una pandemia.

1) Chi possiede il green pass ha minori possibilità di contrarre il virus e dunque di trasmetterlo (basterebbe questo dato statistico a giustificare un trattamento differenziato); 2) Nel raro caso in cui un vaccinato contragga il virus ha possibilità minime di finire in terapia intensiva – e dunque di affollare gli ospedali, arrecando un danno all’intera comunità 3) pur essendo infettato e infettivo, il vaccinato evita che il virus replichi, impedendo la genesi di varianti più pericolose e aggressive.

Questi tre motivi giustificano un trattamento differenziato in ragione di ciò che le persone decidono di fare o non fare per tutelare se stesse e la comunità in cui vivono.

Cari no-vax, più facile di così ci sono solo i disegnini da colorare, cercate almeno di restare nei bordi 😉

21.7.2021

Il green pass non implica un privilegio per pochi, ma un beneficio per tutti.

Una grande festa

La scellerata follia dei tifosi di calcio, ieri, a Milano. Cosa vuoi che sia per una regione flagellata dal virus? Vuoi mettere l’urgenza di accalcarsi e abbracciarsi con i rischi per la salute pubblica?

Come se Atalanta – València, lo scorso anno, non ci avesse insegnato nulla.

Alla faccia di tutti i morti per covid, con covid e di covid.

Alla faccia delle scuole, delle palestre, dei teatri, delle autocertificazioni, dei matrimoni rinviati, dei concorsi saltati, dei reparti d’ospedale chiusi ai parenti e di tutti i sacrifici che abbiamo fatto sino ad oggi.

Qui si tratta dello scudetto, mica briciole.
È un rischio calcolato.

3.5.2021

Senza vergogna.

Un ottimo esempio

Lo rifarei altre mille volte” dichiara da un letto d’ospedale Alfredo Cesarini, Sindaco di Santa Maria Nuova (Ancona).

A marzo, dopo aver vaccinato tutti gli ospiti della Casa di Riposo Comunale, gli operatori si accorsero che avanzava una dose.

“Fatela al Sindaco!”, proposero i residenti, ma lui decise di lasciarla al funzionario che si occupa della struttura. Si trattava di una scelta altruista e parecchio ragionevole, perché una RSA è sicura solo se, assieme ai residenti, vengono vaccinate tutte le persone che lavorano presso di essa o che vi accedono regolarmente.

Oggi, dall’ospedale in cui è ricoverato per covid, Alfredo Cesarini dichiara che rifarebbe altre mille volte quella stessa scelta.

“Da Sindaco sono tenuto a rispettare le leggi e a dare sempre l’esempio”.

Un esempio che vale davvero oro, per un Paese in cui troppi sgomitano, si fanno raccomandare e provano a saltare la fila.

6.4.2021

Tanti auguri di pronta guarigione, Sindaco. E grazie, di cuore, per la lezione che hai dato al Paese.

Nessuna giustificazione

Mogliano Veneto (Treviso) – La ragazza nella foto si chiama Marta Novello, ha 26 anni. Lunedì sera, mentre stava facendo jogging in una stradina isolata, è stata aggredita e colpita con ventitré coltellate da un ragazzino (criminale) di quindici anni.

Ben otto di queste coltellate hanno raggiunto i polmoni, costringendo i medici ad eseguire un’operazione parecchio delicata. La buona notizia è che Marta ieri è uscita dal coma farmacologico e che ricorda i momenti antecedenti all’aggressione, in cui quel ragazzo le chiedeva il portafogli.

La cattiva notizia è che la madre dell’assalitore, nel tentativo di rispondere alla solita vergognosa strumentalizzazione politica operata da noti sciacalli di destra, non ha trovato altra spiegazione che non fosse incolpare la dad e, più in generale, il lockdown.

Povera donna, lei stessa ammette: “Non è una giustificazione, lo so. Ma provate a capirmi, sto cercando un senso a tutto questo dolore”.

Ed io, personalmente, la comprendo. Capisco che le è crollato il mondo addosso. E riconosco la grande sincerità e la profonda umanità delle sue parole.

La verità è che nessuno di noi è fatto per vivere in questo modo: senza sport, amici, relazioni sociali. Ci sentiamo come topi in trappola, stretti in una morsa che non accenna ad allentarsi – a prescindere da tutte le misure, mascherine, proibizioni e vaccini.

Detto questo, che nessuno si azzardi a fornire una scusa plausibile per 23 coltellate, che nessuno, per favore, strumentalizzi la vicenda mettendo sul banco degli imputati la dad o il lockdown.

I nostri nonni hanno vissuto sotto le bombe; i nostri padri hanno ricostruito un Paese in ginocchio, prostrato dai colpi del terrorismo; noi siamo cresciuti in piena Guerra Fredda, abbiamo assistito all’avvento dell’eroina e dell’HIV, eravamo chiusi in casa dopo l’incidente di Chernobyl.

Spieghiamo semmai ai ragazzi che i tempi “facili” esistono solo nella testa degli inconsapevoli.

La verità è che il Paese (il mondo) sta affrontando l’ennesimo periodo critico, i giovani sono chiamati a fare la propria parte, come tutti.

26.3.2021

Non ci sono giustificazioni, né scuse.

La guerra e le scuse

Abbiamo superato la soglia dei 100.000 morti per covid. Un numero impressionante di decessi, certamente paragonabile ad una guerra, superiore a quello della campagna di Russia.

Se ripenso a cosa è accaduto negli ultimi dodici mesi, mi ricordo il video di Massimo Mallegni, un senatore di Forza Italia, che il 27 febbraio 2020, da solo nello scompartimento di un treno, urlava “torniamo a vivere!”, raccomandando ai cittadini di non farsi “fot**re da questa psicosi!” ed accusando il governo di essere “folle”; Matteo Salvini che sbraitava “riaprire tutto!” – a giorni alterni; Alberto Zangrillo che ci rassicurava sul fatto che il virus fosse “clinicamente scomparso”; Flavio Briatore e Daniela Santanchè, ospiti fissi di Giletti, che si stracciavano le vesti per far riaprire le discoteche; Sgarbi che organizzava convegni in Senato per sostenere che “l’emergenza non esiste” e aderiva alla manifestazione “no mask” organizzata dal popolo delle mamme, salvo poi minacciarmi di querela per aver scritto che avrebbe partecipato (“Aderisco, ma non vado!”… quando si dice: la coerenza…); Montesano, Boldi ed un infinita serie di ex (comici, artisti, modelle e cantanti) pronti a gridare al complotto.

Tutto questo solo per mettere in imbarazzo il governo.

Oggi da queste persone ci aspetteremmo come minimo delle scuse.

Perché mentre loro giocavano a fare politica e business sulla pelle degli italiani, la gente non ha mai smesso di morire.

Roma 9.3.2021

Mala Tempora Currunt

Infografica: La Repubblica