Meriti e demeriti

Durante la conferenza stampa di ieri, Amadeus ha spiegato per quale motivo a Sanremo ci sarà anche Francesca Sofia Novello – la fidanzata di Valentino Rossi. La brutale verità è che la ragazza ha due “meriti” 1. essere bella; 2. essere la fidanzata di un uomo bravo, ricco e famoso.

Entrambi questi meriti suonano, a mio avviso, poco rispettosi delle donne, dei loro diritti e delle loro conquiste. Voglio dire, nel mondo ci sono miliardi di donne che hanno raggiunto altissimi risultati in tutti i campi, dal cinema, alla astrofisica, alla radio, alla letteratura… ma come sempre la televisione italiana le sfrutta esclusivamente per fare contorno e abbellire il conduttore maschile – in classico stile “striscia la notizia”. Trovo che questo sia parecchio avvilente, lo specchio di una società sessista e superficiale, in cui il corpo della donna viene da sempre considerato come la merce che fa vendere ogni altra merce – tanto che Salvini, parlando proprio di Sanremo, si è permesso di definire la giornalista Rula Jebreal una “velina”.

Fatto sta che il povero Amadeus, dovendo esprimere a parole questi concetti – a dir poco triviali – è riuscito nel difficile intento di peggiorare la situazione, affermando di aver scelto Francesca Sofia non solo perché è bella, ma soprattutto perché, pur essendo giovane, ha dimostrato di essere capace di “stare accanto a un grande uomo, ma sempre un passo indietro”.

Eccolo il valore aggiunto di questa ragazza: lei sa stare nell’ombra, un passo indietro rispetto al suo più celebre e dotato uomo.

Bellissima frase, ottimo messaggio, grande modello educativo.

17.1.2020

Bentornati nel medioevo.

Vittime e carnefici

Sappiamo poco o niente di cosa è accaduto pochi giorni fa a Corso Francia. Sappiamo che due ragazzine di sedici anni hanno perso la vita – pace all’anima loro. Sappiamo che un terzo, di qualche anno più grande, è finito sulle prime pagine di tutti i giornali che lo hanno immediatamente definito assassino – e drogato. Qualcuno sostiene che le ragazze stessero attraversando sulle strisce, qualcuno afferma invece che abbiamo scavalcato il guard rail per attraversare lontano da esse – oltre il semaforo.

La verità è che a Roma quella notte pioveva tanto e per strada si vedeva poco. La verità è che se ti metti alla guida “alterato” – fosse anche “solo” per una canna o mezzo bicchiere di vino di troppo – accetti il rischio di incorrere in gravissime conseguenze legali, perché qualsiasi cosa accada, anche se si dovesse trattare di qualcosa di imprevedibile o inevitabile, sarai sempre l’indifendibile assassino che ha scelto di guidare con i riflessi alterati da sostanze psicotrope.

Fatto sta che dopo l’incidente, si è scatenato un putiferio. Non solo perché sono venute a mancare due povere ragazze, ma anche e soprattutto perché il conducente è figlio di un famoso regista.

Si è scatenato un putiferio perché il solito politico mezzo uomo e mezzo sciacallo è piombato sulla vicenda per tuonare contro la sinistra che vuole la droga libera – dimenticandosi che in questi giorni stiamo parlando di “cannabis light” non di droga, e soprattutto tralasciando il piccolissimo dettaglio dell’alcol, contro il quale, chissà mai per quale motivo, certi politici di destra omettono sempre di portare avanti le loro crociate per la salvezza dei giovani.

Fatto sta che due adolescenti hanno perso la vita e la società civile ha reagito tirando fuori il peggio di sé: il sensazionalismo trash cui ci hanno abituato le trasmissioni televisive che conosciamo tutti; lo sciacallaggio politico e strumentale del solito macabro influencer; il giudizio netto e definitivo delle masse – prima ancora che fossero chiari tanti e importanti dettagli.

Quando mai come in questo caso sarebbe stato opportuno tacere, aspettare, abbassare i toni, per rispetto nei confronti di tutti.

Dimostrando così vera pietà, attenzione e cura per le vittime.

Roma A. D. 2019

Mala Tempora Currunt

Lavoro e dignità

Il nuovo ministro all’agricoltura, Teresa Bellanova, in vita sua, è stata bracciante, sindacalista e sottosegretaria, ma viene in queste ore pesantemente insultata, nel “migliore” dei casi per il suo aspetto fisico; nel peggiore, perché il suo unico titolo di studio è la terza media.

1. Le critiche all’aspetto fisico del Ministro dimostrano quanto sia stupido e profondamente sessista questo Paese: è uno dei casi in cui l’insulto dice tanto di chi lo pronuncia e zero di chi lo subisce.

2. Vi rivelo un segreto: per alcune persone studiare non è mai stata un’opzione. Per alcune persone, studiare era un lusso.

Lei, nella vita, ha lavorato sodo e ha ottenuto grandi risultati, passando dal sudore nei campi al governo del Paese, voi, invece, col vostro dottorato in scienza e tecnica degli snack al formaggio cosa avete imparato di bello, a parte sputare veleno dietro una tastiera?

Roma A. D. 2019

Non ti curar di loro

La giusta ipotesi per Stefano Cucchi.

A tutti quelli che in quest ore scrivono “se Cucchi non fosse stato un drogato sarebbe ancora vivo” vorrei ricordare che in questa drammatica vicenda ci sono tanti altri se: SE le droghe leggere fossero legali in questo Stato, Cucchi sarebbe ancora vivo; SE avessero consentito ai parenti di vederlo in quei giorni, SE gli avessero consentito di parlare con il suo avvocato… ma soprattutto, sarebbe ancora vivo SE due criminali in divisa non l’avessero selvaggiamente picchiato, quella maledetta notte, mentre era ancora in manette.

Per dire.

Analfarazzisti di tutto il mondo unitevi

L’analfarazzista commenta la più triste foto che circola da circa un giorno sui social.

1. È finta!1!!!! – equivalente del sempre valido “gomblotto!”… d’altronde questi sniffano le scie chimiche e rinnegano l’utilità dei vaccini. Cosa dovevamo aspettarci?

2. E allora i bambini che muoiono TUTTI i giorni nelle GUERRE nel resto del MONDO? – e allora le foibe? E allora il PD? La totale incapacità di commentare qualcosa senza fare riferimento ad altro. Come se lo scandalo di altre tragedie ci impedisse di notare anche questa. Un misto letale di qualunquismo da tastiera e benaltrismo da social network. Praticamente studiano per diventare ministro dell’interno.

3. BUONISTI – fatemi capire, voi che restate insensibili siete cattivisti, siete cinicisti o solo imbecillisti? Ogni volta che aprite bocca un vocabolario di italiano si suicida per autocombustione.

4. Ma perché continuano a fare figli se hanno tutti questi problemi? – perché, al contrario tuo, sono ancora esseri umani.

5. Noi siamo contro gli scafisti non contro i migranti! – benissimo, ma muoiono
i migranti. Se questo è il metodo che avete scelto per combattere il traffico di esseri umani, probabilmente non funziona. Anzi, mi viene il dubbio che abbiate solo alzato il prezzo del viaggio. Siete contro gli scafisti? Fate qualcosa contro gli scafisti. Saremo tutti con voi.

6. Aiutiamoli a casa loro! – e va bene, fatelo, facciamolo, ma oggi, ora, questa gente ha fame, si ammala e muore sotto le bombe. Per ora dobbiamo aiutarli a casa nostra. Aiutarli a casa loro avrà senso solo quando la casa smetterà di bruciare.

7. ZULLE BARKE GI SONO i RAGASSONI MUZCOLOSI CON GLI PHONE. Non i PAMPINI! – Quante cose si celano dietro questa recriminazione sui ragazzi in salute con i cellulari… quanta frustrazione… Freud c’avrebbe scritto una trilogia di tredicimila pagine sul senso di inferiorità, sul conflitto perdente, ovviamente rimosso, nei confronti delle persone di colore. Cosa vi faranno mai questi maschioni muscolosi…

8. Non tutti scappano dalla guerra! – E quindi? Sulle barche ci sono persone che scappano dalla guerra, persone che scappano dalla fame, persone che scappano dalle epidemie… ci sono bambini, donne incinte… e poi ci sono “semplici” esseri umani che vogliono venire qui da noi per stare meglio. Che facciamo? Evitiamo di salvarli perché non sono tutte donne incinte? Le onde non distinguono il migrante economico dagli altri – ammesso che la distinzione abbia senso. Non distinguono il bambino dal ragazzone muscoloso superdotato di IPhone. Prima vanno salvati, aiutati e identificati. Dopo possiamo discutere di ciò che volete. La morte non fa censimenti.

Conclusioni
Io con certa gente non ho davvero niente in comune. Non è razzismo, apparteniamo a due specie diverse – come gli esseri umani e gli insetti. Se non siete d’accordo bloccatevi da soli, mi vergogno a condividere l’aria con voi, figuratevi le informazioni su Facebook.

Cialtroni.

Prof. Guido Saraceni