La credibilità perduta

Ieri sera, su La7, mentre il Presidente del Consiglio illustrava il nuovo DPCM, Massimo Giletti chiedeva un parere sul virus a Alberto Zangrillo e Matteo Bassetti.

Il primo ha passato gli ultimi mesi a dichiarare ai quattro venti che il virus ormai era “clinicamente scomparso“, salvo poi ritrovarsi in corsia Silvio Berlusconi, il suo più famoso e facoltoso paziente. Il secondo, sin dall’inizio della pandemia, prova a ridimensionare la pericolosità del covid, tanto che ancora oggi dichiara trionfante ai giornali che “la mortalità è quasi azzerata!” – come se fare il tampone, farsi un giro in corsia, costringere all’isolamento parenti e amici fosse una gita di piacere; come se le conseguenze sul lungo termine fossero scientificamente note; come se questo significasse che aveva ragione lui a sminuire la gravità della situazione otto mesi fa.

In un Paese civile personaggi come questi avrebbero perso del tutto la propria credibilità, sarebbero invisi alla maggioranza degli italiani e largamente derisi dalle masse. Noi invece lasciamo che vadano ancora in televisione a ridimensionare, rivedere, correggere le precedenti dichiarazioni – permettendosi persino di attaccare chi li critica o li ha criticati. Sebbene l’evoluzione della pandemia abbia chiaramente smentito le loro fantasiose tesi.

Fateci un piacere, amici scienziati, uscite dagli studi televisivi e tornate a lavorare.

Se esiste un limite al ridicolo, è stato superato da tempo.

Roma 19.10.2020

Mala Tempora Currunt

Fake News a rotelle

Da ieri circola sui social network un video in cui un gruppo di studenti usa i banchi con le rotelle per giocare a scontrarsi, sono tutti senza mascherina, incuranti delle più elementari norme di sicurezza.

Il video è stato condiviso anche da Matteo Salvini, accompagnato dall’hashtag “Azzolina Bocciata”.

Peccato che risalga al 2017.

Matteo Salvini – e la sua galassia di marketing politico – hanno dunque cavalcato allegramente questa fake news grossa come una casa pur di trarne un vantaggio elettorale.

Il punto è che la destra aspettava questi primi giorni di scuola con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue. Sognavano incidenti, manifestazioni e disordini. Qualsiasi cosa, pur di fare il tiro a segno sul Governo Conte.

È andata male.

Tutti stanno facendo la propria parte: il Governo, i dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie e gli alunni, nella consapevolezza che la situazione è complicata ed inedita, che i problemi sono tanti e tanti sono i sacrifici, ma di certo non si risolvono a colpi di selfie, pagliacciate e fake news.

Teramo 16.9.2020

La nostra più grande fortuna è che in cabina di regia, ad affrontare questa emergenza, non ci siano Salvini e Meloni.

Le droga più potente tra tutte

A Terni, due adolescenti sono morti nel loro letto, nel sonno, dopo aver assunto un mix letale di droghe. Pare che cercassero la codeina mentre uno spacciatore ha venduto loro del metadone.

Pare che abbiano successivamente mixato il metadone con altro. Lo spacciatore è stato prontamente rintracciato dalle forze dell’ordine ed ha confessato, a norma di codice penale, rischia una pena pesantissima, adeguata al dolore che ha causato.

Non riesco neanche a pensare a quei genitori che, la mattina, hanno inutilmente provato a risvegliare i propri figli.

Alle urla agghiaccianti delle madri.

Come docente ed educatore, vorrei solo dire una cosa ai giovani: carissimi ragazzi, state lontani dalle pasticche e dalle polverine, non giocate a fare il piccolo chimico, non fidatevi di spacciatori e tossicodipendenti.

Innamoratevi follemente dell’arte, della natura, dei viaggi. Innamoratevi follemente di altri ragazzi e ragazze come voi. Investite il vostro tempo nella politica, nello sport, nella cultura.

La droga è un cappio al collo, il paradiso dei falliti, la scorciatoia facile per arrivare da nessuna parte.

Siate sempre lucidi e presenti.
Siate liberi.

Il mondo vi appartiene ed ha un disperato bisogno di voi.

Un ottimo lavoro

Avete presente gli svedesi, quelli che fino a ieri hanno tenuto tutto aperto, sostenendo che chiudere negozi, scuole
o attività imprenditoriali non sarebbe servito a nulla?

Proprio loro.

Ora si stanno preparando al lockdown.

Perché anche gli svedesi, come gli americani e gli inglesi, hanno inizialmente negando la gravità della situazione, pensando che fosse una semplice influenza o tutto al più un problema altrui, per poi ritrovarsi – come tutti gli altri – con una difficilissima urgenza sanitaria da combattere, copiando le stesse identiche misure adottate dall’Italia.

“Eh ma anche noi ci siamo arrivati tardi… eh ma ne abbiamo commessi di errori”.

Indubbiamente, ma noi siamo stati i primi in occidente a dover affrontare questo mostro, la prima democrazia al mondo.

Noi non avevamo esempi, dati o protocolli da seguire che non fossero quelli cinesi – non sempre trasparenti o attuabili in un Paese democratico.

La verità è che questo Governo ha affrontato la tempesta perfetta. Secondo me ha lavorato più che bene, in condizioni di inaudita emergenza.

La gigantesca manovra a sostegno dell’economia annunciata ieri – 400 miliardi di euro di liquidità! -, è stata, a mio avviso, la ciliegina sulla torta.

Roma 7.4.2020

Ottimo lavoro, Presidente, adesso: avanti tutta.

Una festa importante

Mio nonno era romano e romanista. Antifascista. Metteva la brillantina sui capelli, teneva la camicia sbottonata sul petto villoso e sapeva disegnare con la mano ferma e leggera, da grande artista. Come tanti, era rimasto schiavo del lavoro di suo padre: l’avevano fatto entrare “a bottega” da piccolo, ne era uscito poco prima di morire.

Mio nonno era abruzzese, forte e gentile, aveva la schiena dritta e la mente limpida come il cielo di primavera. Da bambino, aveva abbandonato la famiglia per andare a studiare con lo “zio prete”. Poi, un passo alla volta, era diventato l’intellettuale da tutti conosciuto e stimato, l’autorità indiscussa, la sentenza di cassazione. Gentile con le persone umili, totalmente estraneo all’arroganza dei potenti.

Uno zio mi ha insegnato ad andare in bicicletta, uno mi ha fatto appassionare alla psicologia, un altro si confrontava con me, per ore, quando mi assillavano i dubbi esistenziali dell’adolescenza.

Ho conosciuto un professore di liceo che mi faceva venire voglia di conquistare il mondo, un sacerdote che mi ha aiutato nei momenti difficili, un Maestro che mi ha insegnato l’accademia.

Ho un amico che mi protegge dal cielo, uno che mi ricorda da dove vengo e uno che mi stima per ciò che sono e che faccio.

Oltre all’unico, vero e insostituibile padre, nella nostra vita, abbiamo la fortuna di incontrarne molti altri.

Rendiamo omaggio anche a loro.

Per fare un uomo, un solo padre non basta.

PS: Facebook mi ricorda che ho pubblicato questo post lo scorso anno, per celebrare San Giuseppe. Ho pensato che fosse il caso di riproporlo oggi. Il 70% dei morti per coronavirus sono maschi, molti di loro sono stati padri, ne sentiremo per sempre la mancanza.

Saranno per sempre con noi.