Gibran e la felicità

Inizialmente il libro era praticamente introvabile, perché tante librerie non l’avevano ordinato e, in fin dei conti, non interessava a nessuno: si trattava della opera prima di uno scrittore semi/sconosciuto, uscita peraltro poco dopo il salone del libro di Torino, in un periodo di grande flessione e di fiacca, in cui gli unici libri in grado di vendere qualcosa erano firmati dai soliti nomi noti – gente a cui basta mettere il nome su un qualsiasi pezzo di carta per aggiudicarsi, sulla fiducia, le simpatie del grande pubblico. Oppure dagli youtuber o instagrammer o twitcher con milioni di adoranti adolescenti pronti a fare qualsiasi follia… e io non ho un account su tik tok… totale: le copie del mio primo romanzo stavano languidamente marcendo nei magazzini della Sperling. Nessun biasimo, nessuna recriminazione, il mercato ha le sue regole, le sue logiche. Fatto sta che la casa editrice era sull’orlo di una crisi di nervi, mentre io mi sentivo triste e inutile come una carbonara con pancetta e parmigiano al posto di guanciale e pecorino – l’ipotesi di una cosa sensata, la bozza malriuscita della felicità. Poi, piano piano, qualcuno tra voi ha deciso di crederci, avete scelto di darmi fiducia, avete letto, apprezzato, consigliato o regalato il libro. Oggi, Fuoco è di nuovo introvabile perché la prima e cospicua edizione è andata esaurita e la casa editrice sta preparando una ristampa. Quando ho ricevuto la notizia, mentre passeggiavo sotto uno splendido e rarissimo sole teramano, ho pensato che aveva proprio ragione Gibran: le soddisfazioni più grandi vengono dalle cose per cui abbiamo sofferto maggiormente. È stata veramente una grande emozione, di quelle che scaldano profondamente il cuore.

Ancora una volta: grazie.

Senza di voi nulla di questo sarebbe stato possibile.

❤️

Teramo A. D. 2019

Omnia Vincit Amor

Fuoco è tutto ciò che siamo

“Trova ciò che ami e lascia che ti uccida”.

Questa frase di Bukowski mi è sempre piaciuta molto, credo che abbia un significato profondo, anche se, a suo modo, ambiguo. Si fa presto infatti a fraintendere, a pensare che il vecchio Charles stesse parlando dell’alcol, del sesso o delle droghe. Potrebbe sembrare un invito a perdere i freni inibitori, ad essere smodati, irresponsabili e folli sino alle più estreme conseguenze. Forse tanti giovani d’oggi la citano per questo motivo, chissà… io credo invece che il senso sia un altro e che non abbia davvero niente a che fare con la vita spericolata: il punto è che l’amore, qualsiasi forma di amore, impone un “decentramento” del sé. Amare significa infatti imparare a distogliere l’attenzione da se stessi, guardare altrove, smettere di preoccuparsi esclusivamente del proprio egoistico tornaconto. Badate bene, non intendo dire che amare significa diventare lo zerbino e lo schiavo di un’altra persona, ma che per amare dobbiamo rompere le catene, uscire dalla comoda gabbia che tutti ci costruiamo intorno, per andare verso il mondo, verso le cose, verso gli altri. In questo senso, quando trovi ciò che ami devi lasciare che ti uccida: l’amore è il il sicario dell’egoismo e dell”immaturità, lo spietato killer della convenienza personale.

Il 21 maggio uscirà in tutte le librerie il mio primo romanzoda oggi è disponibile in pre-order su Amazon, trovate il link qui sotto. Il libro narra di giovani studenti, di professori, di social network, di dipendenza, di musica, di amicizia, di cinema… ma sopra ogni altra cosa, è una storia d’amore nel senso che ho appena accennato e discusso. Si tratta del resoconto di un calore che arde nel profondo di ciascuno di noi. Spesso ne avvertiamo il crepitare durante l’adolescenza, quando siamo avvezzi alle passioni totalizzanti, ai sogni ambiziosi, alle imprese impossibili… Ma i più fortunati tra noi sanno che quel fuoco non morirà con il passare degli anni, resterà vivo, e tornerà anche parecchio utile, per illuminarne il cammino e riscaldarne le notti.

Perché bruciare è tutto ciò che facciamo.

E fuoco, amici miei, è tutto ciò che siamo.

 

Educazione Siberiana

Insomma io ho un canale YouTube, ma non è che avessi proprio idea di cosa farci, fino a qualche settimana fa. Poi ho ideato il progetto 101 libri e ora il canale si occupa praticamente solo di questo.

Pubblico video di pochi minuti in cui leggo alcune pagine di un libro che mi è piaciuto particolarmente, scegliendolo tra quelli della mia libreria.

101 libri è un progetto dedicato agli amanti della lettura e della letteratura. Credo che sia un ottimo modo per consentire alle persone di “annusare” lo stile di un autore che magari non conoscono. O per suggerire loro di leggere nuovamente un libro che hanno già letto.

Nessuna polemica, nessuna violenza, nessuna discussione. Nelle mie intenzioni, 101 libri è un progetto sano di vera “ecologia della rete”.

Ridendo e scherzando siamo arrivati alla sesta puntata. Oggi ho scelto, per voi, Nicolai Lilin.

https://youtu.be/WRY37NLstAc

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