Io Resto A Casa E Leggo

IoRestoACasaELegggo

Venerdì 20 alle ore 19.00 sarò in diretta sulla pagina pubblica di Facebook [Due Minuti Di Lucidità] per un aperitivo condiviso con voi. Sarà un’ottima occasione per fare quattro chiacchiere, prendere un aperitivo e parlare dei libri che stiamo leggendo in questo periodo.

Prendete nota: dopodomani, venerdì 20, su Facebook , portate il vostro aperitivo e il vostro libro!

Roma 18.3.2020

Nunc Est Bibendum

[Ora è il momento di bere insieme]

Gibran e la felicità

Inizialmente il libro era praticamente introvabile, perché tante librerie non l’avevano ordinato e, in fin dei conti, non interessava a nessuno: si trattava della opera prima di uno scrittore semi/sconosciuto, uscita peraltro poco dopo il salone del libro di Torino, in un periodo di grande flessione e di fiacca, in cui gli unici libri in grado di vendere qualcosa erano firmati dai soliti nomi noti – gente a cui basta mettere il nome su un qualsiasi pezzo di carta per aggiudicarsi, sulla fiducia, le simpatie del grande pubblico. Oppure dagli youtuber o instagrammer o twitcher con milioni di adoranti adolescenti pronti a fare qualsiasi follia… e io non ho un account su tik tok… totale: le copie del mio primo romanzo stavano languidamente marcendo nei magazzini della Sperling. Nessun biasimo, nessuna recriminazione, il mercato ha le sue regole, le sue logiche. Fatto sta che la casa editrice era sull’orlo di una crisi di nervi, mentre io mi sentivo triste e inutile come una carbonara con pancetta e parmigiano al posto di guanciale e pecorino – l’ipotesi di una cosa sensata, la bozza malriuscita della felicità. Poi, piano piano, qualcuno tra voi ha deciso di crederci, avete scelto di darmi fiducia, avete letto, apprezzato, consigliato o regalato il libro. Oggi, Fuoco è di nuovo introvabile perché la prima e cospicua edizione è andata esaurita e la casa editrice sta preparando una ristampa. Quando ho ricevuto la notizia, mentre passeggiavo sotto uno splendido e rarissimo sole teramano, ho pensato che aveva proprio ragione Gibran: le soddisfazioni più grandi vengono dalle cose per cui abbiamo sofferto maggiormente. È stata veramente una grande emozione, di quelle che scaldano profondamente il cuore.

Ancora una volta: grazie.

Senza di voi nulla di questo sarebbe stato possibile.

❤️

Teramo A. D. 2019

Omnia Vincit Amor

Caro Prof.

Professore, mi scusi vivamente se le scrivo a quest’ora… mi ero ripromesso di attendere un’ora decente per farlo, ma alla fine sono dell’idea che certe cose non conoscono orari né momenti più giusti di altri: sa che recentemente la mia ragazza mi ha regalato il suo libro? Mi sa che la cito un po’ troppo spesso… devo dire che lì per lì ho pensato: “per una volta che mi regala qualcosa, proprio un pallosissimo libro di un odioso professore di filosofia?! Per di più un romanzo?! Questo è uno scherzo ! ALTRO CHE NO.” … ma ho comunque finto di aver gradito dicendole che, appena terminato il libro che stavo leggendo, lo avrei senz’altro letto.

Come promesso, ieri sera ho terminato quel libro e questa mattina ho cominciato a sfogliare il suo. All’inizio ho cominciato a sfogliarlo convinto del fatto che avrei senz’altro apprezzato il suo modo di scrivere, ma che comunque non sarebbe stato proprio il mio genere di lettura… beh, alle volte è bello sbagliarsi:

non ho apprezzato nemmeno il suo modo di scrivere.😂

Prof, il suo libro è davvero bellissimo. Non sorridevo e non mi facevo scappare stupide risatine leggendo in luoghi pubblici dalle elementari forse !! Mi sono ritrovato a leggere l’ultima pagina che mi sembrava di aver cominciato a leggere da mezz’ora… invece erano le 4:38 di un livido venerdì e la prima cosa che ho pensato è stata :”nooooo ! Già finito?!?!”.

La caratterizzazione dei personaggi è semplice ed efficacissima, i dialoghi sono spettacolari e le battute sempre sagacia e brillanti, le citazioni sono sempre distillate in punti azzeccati in cui chi sa capire non può non rimanerne investito (con “Oceani di gomma” ha rischiato di farmi evaporare il sangue) e i temi che affronta fra le righe sono trattati in maniera impeccabilmente mai banale… tanto che posso anche perdonarle il suo indegno feticismo per i Pink Floyd !

Mi mancano le sue lezioni, ma nel leggere mi sono sentito come se fossi ancora lí in classe con lei… in più, il poter scorgere con lo sguardo privilegiato del lettore le dietrologie del suo metodo è stato davvero bello per me perché aggiunge un tassello importante sulla sua persona che, come docente, anche se non ha avuto l’onore di insegnarmi per molto tempo(😂), per me è contato più di tutti i docenti che ho avuto messi insieme… e questo non è tanto nemmeno per la sua smisurata bravura, quanto per quel difettaccio che si porta dietro: lei è davvero VERO.

Ho avuto il privilegio di vedere che tutto quello che dice sull’insegnamento lo pensa davvero e che prova con ogni sua molecola ad essere fedele alla sua idea. Posso dirle francamente e disinteressatamente che se al mondo ci fossero più “Guidi Saraceni” (per fortuna il cognome è già al plurale) e meno attenzioni a “l’utile”, vivremmo in un mondo in cui le parole avrebbero di nuovo realmente un senso, almeno per me è così.

La ringrazio per aver avuto il coraggio di mettersi in gioco con questo libro perché sto povero mondo ha bisogno di questi piccoli, enormi ed eroici gesti.

Spero possa quanto prima autografare la mia copia… così se diventasse un Best Seller potrei venderlo in caso di difficoltà economiche !!!

Con affetto e tanto, tanto, tantissimo rispetto.

F.

Non sai quanto mi rendano felice i tuoi complimenti, ragazzo, e quanto mi faccia piacere sapere che hai letto, capito e apprezzato. Ringrazia la tua ragazza da parte mia. E passa a trovarmi quando vuoi, abbiamo una birra in sospeso.

Roma A. D. 2019

Gli studenti non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere

La lettera di Alice

L’altro giorno sono entrato in una libreria a due piani del centro di Roma (Termini) per controllare, in incognito, se avessero o meno il mio romanzo. Le novità della Sperling & Kupfer erano schierate all’entrata del negozio, in bella vista, ma “Fuoco è tutto ciò che siamo” non c’era. Ho chiesto allora aiuto a un commesso che, dopo aver controllato il computer, mi ha assicurato che avevano preso il libro; abbiamo quindi iniziato a girare per il negozio, cercando praticamente ovunque, per fortuna, dopo una decina di minuti abbiamo incrociato un altro ragazzo:

Commesso 1:”A Paoloooo, ma le novità della Sperling nun stanno davanti?”
Commesso 2: “Solo quelli famosi!

Abbiamo quindi ripreso a cercare e dopo altri dieci minuti di ricerche abbiamo trovato “Fuoco è tutto ciò che siamo”. All’ultimo ripiano di una libreria (il più basso).
Coperto da una pila di altri libri (in seconda fila).

Ho pensato tra me e me: è uscito una settimana fa, ho un blog molto seguito e sono di Roma… forse a qualcuno questo libro interessa… mannaggia a voi, poi vi lamentate che non vendete!

Così, per pietà del mio romanzo – e del ragazzo che mi aveva accompagnato in questa estenuante ricerca – ho comprato una copia e mi sono avviato alla cassa.

Quando ho chiesto di coprire il prezzo, il commesso ha aperto e richiuso il libro due volte per poi domandare stupito:

Ma che sei te l’autore?”
“Ehm, sì, sono io, volevo comprare una copia per mandarla a un mio amico”
“Ma che davvero? Direttore, Direttore! Emo fatto na figuraccia!”.

Appena arrivato, il Direttore mi ha chiesto di firmare qualche copia (a proposito, se vi interessa…), mi ha assicurato che avrebbero posizionato il romanzo dove avrebbe dovuto stare e che non aveva davvero idea di come fosse finito lì (io, invece, qualche idea me la sono fatta).

Quando stavo per uscire si è avvicinato nuovamente il commesso.

“Nun se preoccupi, è successo pure a Ammaniti, quello me diceva: lei nun sa chi sono io!”

A quel punto una gagliarda vecchietta ha captato qualcosa della conversazione ed è intervenuta battagliera, mostrandomi tutto il suo sdegno: “Mi scusi tanto, giovanotto, ma neanche io so chi sia lei, mi scusi tanto eh!

“Non si preoccupi, signora, non lo so neanche io, fatemi andare a casa per favore”.

Per fortuna, quando sono arrivato a casa, mi attendeva questa bellissima mail.

Gentile Prof. Saraceni,
Ho infranto la regola che mi sono imposta, secondo la quale non leggo romanzi di scrittori contemporanei, poiche’ essendo la vita troppo breve e il tempo per leggere troppo poco, non posso rischiare di morire senza aver letto prima i grandi capolavori della letteratura passata.
Tuttavia ho voluto interrompere la lettura de “I Buddenbrock” di Thomas Mann, un libro sul burnout che mi serve per la tesi e un saggio su Ludovico Ariosto, per leggere il suo romanzo.
Scelta decisamente azzeccata. “Fuoco e’ tutto cio’ che siamo” e’ un romanzo diverso. Originale. Stimolante. Intellettuale. Intimista.
L’ho letto tutto d’un fiato, facendo fatica a staccarmi.
Mi e’ piaciuto molto il riferimento a immagini musicali, cinematografiche, psicologiche, mai banali, mai scontate.
E’ un libro scritto con intelligenza, con raffinatezza e quella dose di ironia che non guasta.
Lei ha un’innata capacita’ di esprimersi con la scrittura. Lo fa da anni con il suo blog e ora con questo libro. Lei ha un dono Prof., mi prometta che continuera’ a deliziarci con le sue opere.
Io le prometto che le riservero’ un posto d’onore nella mia libreria, tra Dostoevskij e Dumas….

Grazie Prof e buone vacanze,

Alice Rovesti

La fantastica recensione di Alice, davvero inaspettata, mi ha consentito di fare pace con il mondo ed evitare di suicidarmi con un piatto di carbonara vegana.

Vorrei ringraziare di cuore Alice e tutti gli altri utenti che in questi giorni mi stanno scrivendo per raccontarmi cosa ne pensano di “Fuoco è tutto ciò che siamo”, siete la mia più grande forza e il mio maggiore orgoglio.

Andiamo avanti così, alla grande e soprattutto insieme.

Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta