Dodici mesi di Fuoco


“Caro Professore,
le scrivo perché ho da poco terminato di leggere il suo libro e mi farebbe piacere che sapesse quanto lo abbia apprezzato
. Sono stato tentato diverse volte di comprarlo, probabilmente per la stima che sento per lei pur non conoscendola, per la sagacia dei suoi post che ormai seguo voracemente e consiglio caldamente, o per la sua capacità di esternare i miei pensieri meglio di quanto riuscirei, in tutta onestà, a fare io stesso. 

Poi, per pigrizia o per quella mia naturale tendenza a rimandare a domani quello che potrei fare oggi, non l’ho mai fatto. Ho rotto gli indugi grazie a questa quarantena, che evidentemente anche qualche risvolto positivo ce l’ha, e l’ho acquistato. Per la fretta che mi era venuta tutta d’un tratto, ho rinunciato alla idea di annusarne le pagine nuove e mi sono “accontentato” della versione digitale.

Devo dire che è stata una delle letture più piacevoli degli ultimi anni, il libro è finito in poche ore. Per correttezza devo anche ammettere che pur riconoscendo in lei la voce narrante, nella mia testa si è sempre palesata l’immagine del professore della casa di carta, troppe serie tv ultimamente, altro risvolto di questa quarantena ma va bè. 

La narrazione è piacevole e la storia affascinante ma non è di questo che voglio parlare. La cosa che veramente mi ha toccato è che leggendo una pagina dopo l’altra sono stato catapultato a ormai quindici anni fa, quando scorrazzavo per i corridoi del liceo scientifico tecnologico senza programmi che andassero al di là del pomeriggio. 

Volente o nolente sono stato riportato davanti a considerazioni fatte e rifatte negli anni successivi al diploma, all’odio profondo che ho avuto per quell’istituto e all’odio profondo che ho per me per non averlo sfruttato a dovere. 


Ho odiato la scuola con tutto me stesso. I primi due anni no, lì con l’intelligenza di cui disponevo ho vissuto di rendita, poi quando è stata l’ora di applicarsi seriamente i miei professori di liceo, che vedevo stanchi e aridi, mi sembravano pietre interessate solo ad affondarmi. Da anticonformista ribelle qual ero optai per l’anarchia e ne pagai le conseguenze. Mi leccai le ferite e con scarso entusiasmo finii il percorso verso quella maturità che a casa mia è sempre stata considerata “il minimo indispensabile”. 

Conservo tuttora un pessimo ricordo di quegli anni e seppur sia consapevole che la colpa di tutto ciò sia solo mia, unico artefice del mio destino, non posso celare un amaro rimpianto per ciò che credo avrei potuto fare o essere, se qualcuno avesse saputo accendere il fuoco che avevo dentro. Sono felice e soddisfatto della vita che ho avuto finora ma penso che qual capitolo sarebbe potuto essere molto più bello.

In realtà credo di averle scritto soprattutto per questo, perché mi sarebbe davvero piaciuto incontrare un professore come lei in quegli anni. Avrei dovuto essere tra i fortunati ad averlo di ruolo però, perché orgoglioso e testardo come ero non mi sarei presentato mai davanti a un consulente! Lol 


Scherzi a parte, la prego di continuare ad essere ciò che è per gli studenti che incontrerà sulla sua strada, hanno bisogno di qualcuno come lei più di quanto lei magari non immagini. 

Vorrei concludere con qualche citazione ad effetto ma al momento non me ne viene in mente nessuna appropriata e la cena non si prepara da sola quindi, la congedo semplicemente con un Grazie!

Ad maiora Professore

Con stima ed affetto
F.”

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“Fuoco” è uscito esattamente un anno fa; da poco Amazon ha deciso di includerlo nel suo catalogo “unlimited” (ancora non ho capito se si tratta di una cosa bella o di una cosa brutta… da un lato, non mi fa impazzire l’idea che venga letto in digitale… dall’altro, penso che se viene incluso in questo catalogo è perché forse a qualcuno, il romanzo, interessa).

Detto questo, vorrei ringraziare di cuore F. e tutti voi “fedeli lettori” per le bellissime recensioni e le foto e i messaggi di stima che mi avete inviato in questo anno.

Sarò retorico, ma la verità è che tutto ciò che faccio di buono lo faccio “per” e “grazie a” voi.

Ad ogni modo, siamo solo all’inizio ;)

Roma 22.5.2020

Gradatim Ferociter

Buona Pasqua

Auguri di buona Pasqua ai medici, agli infermieri, agli oss, ai farmacisti, a tutti coloro i quali, impegnati nella tutela della salute pubblica, combattono questa brutta guerra in prima linea, tutti i giorni.

Gratifichiamoli oggi, ricordiamoci di loro quando sarà passata la bufera.

Auguri di buona Pasqua alle forze dell’ordine, cui spetta il difficile e spesso ingrato compito di far rispettare le leggi, lavorando a stretto contatto con il pubblico anche in questo periodo, per garantire la sicurezza di tutti.

Auguri a chi lavora nelle fabbriche, nei supermercati, nelle tabaccherie, nei servizi pubblici essenziali; a chi ha scoperto che lo smart working può essere molto più pesante e stressante e difficile del suo “normale e ordinario” lavoro.

Auguri di Buona Pasqua agli student di ogni età. Per quanto mi riguarda, fare lezione on line è tanto sensato quanto lavarsi i piedi con i calzini. In questo momento non abbiamo alternativa. Teniamo duro.

Auguri, di vero cuore, a chi oggi è malato, triste o “semplicemente” solo. Non perdere mai la speranza, amico mio.

Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta.

Roma 12.4.2020

Auguri di buona Pasqua, fedeli lettori, la battaglia è ancora lunga, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di fare mezzo passo indietro.

Non può essere vero

La de-realizzazione è quella sensazione perturbante che ci assale quando accade qualcosa di inconcepibile.

È la sensazione di vivere in un film, un sogno o un incubo a occhi aperti – come se nella nostra mente ci fosse una vocina che sussurra “tutto questo non può essere vero. Vedrai che ora finisce. Adesso salta fuori qualcuno a mostrarti microfoni e telecamere”.

Non deve essere per forza di cose un evento negativo, deve trattarsi però di un accadimento imprevisto e soprattutto imprevedibile. Qualcosa che non faceva in alcun modo parte del nostro “orizzonte degli eventi”.

Non so come stiate voi, ma da quello che mi scrivono i miei lettori, la de-realizzazione, in questi giorni, sta colpendo molte persone. Quando si si siedono davanti al computer per lavorare; quando sono ordinatamente in fila per fare la spesa; quando vagano – a causa di motivi di urgenza o salute – per le strade deserte della propria città.

Una pandemia mondiale ha improvvisamente chiuso il mondo in casa, calando come una ghigliottina sulla fragile vita di tanti; sulle nostre passioni più profonde – (sport, natura, società); sulle abitudini e sui progetti.

La parte più razionale della nostra mente – e matura, e nevrotica – è comunque attaccata alla realtà. Lo sappiamo benissimo che non è un film, che la nottata è ancora lunga, che gli scienziati, i medici e i politici non sanno ancora bene cosa fare.

Lo sappiamo benissimo, ma.

La de-realizzazione, oggi, è per tante persone un meccanismo di difesa.

In questo momento è normale e sano che ci sia. Lasciamo stare questo pensierino bizzarro esattamente dove si trova. Piano piano, accetteremo la situazione al 100%. Per ora, teniamoci stretto il nostro tenero e infantile senso di irrealtà.

Ci aiuterà a fare i conti col futuro.

Pillole di counseling

Roma 3.4.2020

Non ti curar di loro

Era prevedibile, non si sono smentiti neanche stavolta. Hanno preteso che Conte andasse in Parlamento con la scusa di voler collaborare e poi gli hanno teso la più classica delle imboscate. 

Hanno semplicemente colto l’occasione per attaccare il Governo, accusando Conte di aver abbandonato le regioni del nord e chiedendo prestiti e finanziamenti a pioggia – misure utopiche, semplicemente impossibili da realizzare.

Bravi. 

Avete fatto perdere all’Italia altro tempo utile. Avete pensato solo a fare sciacallaggio. 

La vostra eterna e misera campagna elettorale. 

Conte ha iniziato il suo discorso chiarendo che ci sarà un tempo per ogni cosa, per giudicare assieme l’operato del Governo e tornare a fare battaglia politica. Siamo in piena pandemia. Quel momento, ovviamente, non è ancora arrivato. 

Oggi sarebbe il caso di remare tutti nella stessa direzione, evitando sterili polemiche ed inutili imboscate.

Per il bene della nostra nazione.

Lo capirebbe anche un bambino, ma stiamo chiaramente chiedendo troppo. 

Roma 26.3.2020

Non ti curar di loro

La Classifica delle Persone che Amo

Classifica delle persone che amo – 2020
10) Chi si ostina, ancora oggi, a dire “buongiorno”, “grazie”, “per favore” e soprattutto “scusa”. 
9) Quelli che ti ascoltano veramente quando parli, invece di aspettare semplicemente che arrivi il loro turno
8) Le persone che conoscono e rispettano il codice della strada
7) Chi parla solo di argomenti dei quali sa qualcosa 
6) Quelli che non giudicano, non emarginano, non isolano e non odiano
5) Le persone che ti guardano negli occhi quando salutano, brindano o ti stringono la mano
4) Chi è disposto persino a cambiare idea, dopo una lunga discussione 
3) Artisti, scienziati, politici, religiosi, medici, insegnanti, chef, attori e tutti coloro i quali sono animati da vera e profonda passione per il loro lavoro
2) Chi lotta strenuamente contro un brutto male, una menomazione fisica o una disabilità 
1) I donatori di sangue e midollo osseo – al pari dei volontari in ogni ambito 

Premio della critica
Chi segue questo blog e mi manda lunghe recensioni di “Fuoco è tutto ciò che siamo”. 

Premio “buona giornata”
Le persone che quando incontri il loro sguardo per caso, sorridono

Roma 14.2.2020

Auguri, amici miei

<3

Omnia Vincit Amor