Il mio esperimento

Oggi la mia villa sul mare è silenziosa e serena come non mai, sono sceso nel seminterrato per mettere a posto i ricordi di una vita: il premio bancarella, il trofeo come pianista jazz più dotato di Roma, la coppa per il primo posto alle regionali di scacchi – nel 1996.

Rovistando nei vecchi scatoloni è saltata fuori anche una foto di venti anni fa, assieme a Scarlett Johansson, mi sono fermato a pensare a come sarebbe stata la nostra vita insieme, oggi, se non ci fossimo lasciati in quel modo assurdo e ridicolo, che forse un giorno vi racconterò.

Poi sono salito al primo piano, ho dato istruzioni alla servitù per il pranzo e mi sono messo a meditare davanti al mare, ora sono totalmente solo su questa piccola spiaggia privata fatta di sabbia bianca come l’anima dei puri, penso al futuro, mi interrogo sulle prossime mosse.

Nel pomeriggio prenderò un volo privato per tornare a Roma. Da oggi è disponibile in pre order il mio secondo romanzo e la casa editrice ci tiene che io sia reperibile. Si parla già di un adattamento cinematografico, vogliono che incontri Elio Germano e Andrea Delogu per sondare la loro disponibilità.

Ovviamente nulla di tutto ciò è vero.

Non ho (mai avuto) una villa, una spiaggia privata e la servitù. Non ho (mai) vinto le regionali di scacchi e (purtroppo) non ho mai incontrato Scarlett Johansson.

Perdonatemi, volevo solo capire cosa si prova a parlare di una cosa che non conosci e non hai mai avuto, come quando Meloni, Salvini e Berlusconi ci ammorbano con il rispetto per la “famiglia tradizionale”, discettando pubblicamente su concetti dei quali non capiscono nulla.

10.5.2021

“Onorevole Meloni, cosa è il gender?”
“Non lo so, non l’ho mai capito”

Sipario.

Meloni spera in Trump – la classifica degli auspici impossibili

Dopo l’illuminante commento dell’onorevole Meloni – “spero che le violenze cessino presto come richiesto dal Presidente Trump” – vi propongo la mia classifica degli auspici impossibili.

  1. Mi auguro che la televisione non trasmetta più programmi trash, come chiesto anche da Barbara D’Urso.
  2. Assieme a Le Iene vorrei tanto un giornalismo meno spettacolare e più deontologicamente corretto.
  3. Immagino un futuro in cui i politici non siano soprattutto influencer, come ha dichiarato ieri Salvini.
  4. Vorrei tanto che nessuno aspettasse il mio voto per confermare o ribaltare il risultato finale, come ci ha insegnato Borghese.
  5. Auspico una televisione meno arrogante, volgare e urlata, come ha chiesto anche Sgarbi.
  6. Spero in un mondo di pruriginosa castità, come ha chiesto Rocco Siffredi.
  7. Vorrei tanto che le persone passassero meno tempo sui Instagram come ha scritto Chiara Ferragni.

Podio

  1. Auspico che la gente smetta di mangiare junk food, come disse anche McDonald’s
  2. Sarebbe bello se gli anziani la smettessero di “fidanzarsi” con ragazze che hanno circa sessant’anni meno di loro, come ha affermato più volte Silvio Berlusconi.
  3. Mi auguro che i politici la smettano di rigirare continuamente la frittata, nell’illusione di avere a che fare con dei cretini, come suggerisce Giorgia Meloni.

Roma 8.1.2021

Castigo Ridendo Mores
❤️

L’opposizione assente

L’opposizione è fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia, deve servire da pungolo, da stimolo per l’azione governativa, il suo compito è quello di elaborare critiche costruttive per migliorare il Paese, a vantaggio di tutti i cittadini.

Peccato che in Italia l’opposizione sia qualcosa di veramente misero, e ridicolo.

Voglio dire, in questi giorni Salvini e “Io Sono Giorgia” avrebbero dovuto scatenare tutta la loro potenza di fuoco contro la disorganizzazione di un Paese che si è fatto trovare tragicamente impreparato di fronte alla prevedibile seconda ondata.

Ma non possono.

Sapete perché?

  1. Perché la sanità – grazie al decentramento e al regionalismo tanto caro alla Lega – è affare regionale, e loro, criticandola, finirebbero per criticare i loro amici che governano, malissimo, nella maggior pare delle regioni italiane – prima fra tutte la Lombardia.
  2. Perché hanno gridato fino a ieri che il virus era una grande balla, appoggiando tutti i leader sovra-negazionisti e accusando Conte di speculare sulla pandemia per avere “pieni poteri”.
    Con quale faccia potrebbero fare inchieste sugli ospedali, oggi?

Sono quindi malinconicamente in disparte, a bordo ring come pugili suonati: l’uno, appena può, torna a sbraitare di sbarchi e clandestini; l’altra intona “genitore 1 genitore 2”, ad oltranza.

Senza senso: un capocomico e un disco rotto.

Altro non possono davvero dire né fare.

Si sono legati le mani nei mesi passati, oggi possono prendersi a schiaffi da soli.

Roma 11.11.2020

Mala Tempora Currunt