Lavoro e dignità

Il nuovo ministro all’agricoltura, Teresa Bellanova, in vita sua, è stata bracciante, sindacalista e sottosegretaria, ma viene in queste ore pesantemente insultata, nel “migliore” dei casi per il suo aspetto fisico; nel peggiore, perché il suo unico titolo di studio è la terza media.

1. Le critiche all’aspetto fisico del Ministro dimostrano quanto sia stupido e profondamente sessista questo Paese: è uno dei casi in cui l’insulto dice tanto di chi lo pronuncia e zero di chi lo subisce.

2. Vi rivelo un segreto: per alcune persone studiare non è mai stata un’opzione. Per alcune persone, studiare era un lusso.

Lei, nella vita, ha lavorato sodo e ha ottenuto grandi risultati, passando dal sudore nei campi al governo del Paese, voi, invece, col vostro dottorato in scienza e tecnica degli snack al formaggio cosa avete imparato di bello, a parte sputare veleno dietro una tastiera?

Roma A. D. 2019

Non ti curar di loro

La giusta ipotesi per Stefano Cucchi.

A tutti quelli che in quest ore scrivono “se Cucchi non fosse stato un drogato sarebbe ancora vivo” vorrei ricordare che in questa drammatica vicenda ci sono tanti altri se: SE le droghe leggere fossero legali in questo Stato, Cucchi sarebbe ancora vivo; SE avessero consentito ai parenti di vederlo in quei giorni, SE gli avessero consentito di parlare con il suo avvocato… ma soprattutto, sarebbe ancora vivo SE due criminali in divisa non l’avessero selvaggiamente picchiato, quella maledetta notte, mentre era ancora in manette.

Per dire.

Il nuovo reato di tortura

Come certamente saprete, da ieri il reato di tortura è finalmente entrato a far parte del nostro ordinamento giuridico. Da oggi sono quindi formalmente perseguibili tutti coloro i quali, in assenza di oggettive e comprovate cause di esclusione della punibilità, reiterano una delle seguenti espressioni ingiuriose e diffamatorie: “quando ti laurei?”, “quando ti sposi?”, “quando fai un figlio?”; inviano quotidiani inviti a giocare a farmville, candy crush et compagnia cantante, condividono dolosamente foto di spiagge caraibiche accompagnate da commenti del tenore di “ciao poveri”, “sole ne abbiamo?” e “lasciatemi qui”; occupano stabilmente la corsia di sorpasso senza superare mai i ventisette chilometri orari, scrivono “pultroppo”, “salciccia” e “se io avrei” o mettono il bacon nella carbonara.

La pena è aumentata di un terzo in caso di “università della strada”, “scrivi amen e condividi” e “insegna agli angeli a”.

Ergastolo senza passare dal via
per tutti coloro i quali, pur essendo stati esplicitamente diffidati, chiedono insistentemente “a cosa stai pensando?” dopo essersi carnalmente congiunti con la vittima.

Sono finiti i tempi belli.
Da oggi pagherete tutto.
Cialtroni

La Classifica Delle Più Urgenti Riforme Del Codice Penale

Le dieci più urgenti riforme del codice penale italiano. 
10) Foglio di via immediatamente esecutivo per chi commenta un post dopo aver letto solo le prime due parole e averne compresa (forse) una.

9) Sei mesi di scuola serale per chi diffonde consapevolmente le parole “buongiornissimo”, “apericena” e “kaffè!!!!”

8) Interdizione perpetua dai social network per chi chiede un amen per disabili e malati, per chi sa che nessuno leggerà fino in fondo e per chi copia e incolla – ma non condivide.

7) Revoca della licenza media per chi si salva da un infarto tossendo, per chi protegge la propria privacy fidandosi del Trattato di Roma e per chi l’ha sentito su CANALE 13.

6) Obbligo di giustificazione – e di presentarsi accompagnati dai genitori – per chi va a caccia di balene farlocche abboccando ai servizi di “le Iene”.

5) Sei mesi di pasta scotta per i possessori di Smart che illudono il comune cittadino parcheggiando alla “ti sarebbe piaciuto che qui ci fosse stato un posto libero per te, vero?”.

4) Amputazione del pollice destro per reiterato abuso di “SEMPLICEMENTE NOI”, “ne abbiamo” e “può solo accompagnare”.

3) Fustigazione – e dodici giorni di gogna in pubblica piazza – per chi abitualmente – e senza valida giustificazione – visualizza, ma non risponde, invia trentasei messaggi di una parola e mezzo ciascuno o registra messaggi vocali mettendo la mano sul microfono (cosiddetto “uso improprio di WhatsApp”).

2) Interdizione dai pubblici uffici per chi assiste abitualmente a spettacoli di chiara perversione e degrado morale: Uomini e Donne, Dalla Vostra Parte, BARBARA D’URSO.

1) Deportazione coatta in Siberia per i “sono ignorante in materia, ma”. Ma niente. Se non sai una cosa stai zitto, e studia.
Centodiciotto mesi di lavori forzati ad Alcatraz per i persecutori di “perzone falze” che minacciano pulizia contatti. O peggio ancora di chiudere il profilo.

Trattamento Psichiatrico Coatto: “Saluda. Andonio”.

Facciamo La Pace

Cari amici, non avrei mai creduto che il mio post sui romanzi più venduti in Italia avrebbe attirato tanti consensi e sollevato altrettante polemiche. Ho pensato che fosse necessario scrivere questo breve articolo per provare a chiarire il mio punto di vista. Prima di tutto, perché i vostri commenti sono stati – come sempre – estremamente interessanti e colmi di spunti di riflessione. In secondo luogo, perché sentivo la necessità di fare pace con quei (pochi) utenti che si sono sentiti personalmente offesi, tanto da prendersi la briga di scrivere commenti polemici, diffamatori o persino minacciosi.

Per chi di voi non l’avesse ancora letto. Stiamo parlando di questo post.

Romanzi

Come si evince sin dalle primissime proposizioni, il tono del messaggio è ironico, umoristico, volutamente iperbolico.  Eppure, amici miei, tutto questo non è apparso ovvio ad alcuni utenti che mi hanno severamente redarguito. Proverò a dividere questi agguerriti polemisti in tre categorie.

1) Sta parlando di me!
Ogni volta che un post supera i mille like, puntuale come l’influenza a novembre, arriva un utente che pensa che io abbia scritto qualcosa contro di lui, contro la sua ragazza, la sua famiglia o il suo condominio. Lo riconosco subito perché il suo commento inizia con “Io”. “Io leggo tutti i libriiiiii!!11!!!!!”; “Io sono una……. persona di kulturaaaaa”; “Io non mi permetto di dire alli altri quello che devono da fareeee!?!??!?!” (Per carità, lo fai solo con me. Ho l’esclusiva sulla tua protervia). Caro utente che scrivi “Io”, devo darti una bruttissima notizia. Siediti. Ti pregherei di fare i conti con questa cruda realtà: oggi, qui, tutti noi, non stavo parlando di te. Ti prometto che in futuro lo faremo. Ci metteremo d’accordo e faremo un sit in sotto casa tua, così potrai tenere una conferenza stampa, raccontarci quali libri leggi e perché. Sino ad allora, però, promettimi tu una cosa: fatti curare, da uno bravo.

2) “Compagno Saraceni”.
Ogni volta che un post supera i mille like, puntuale come una zanzara ad agosto, arriva un utente che intravede un losco significato politico. Mi dispiace deludervi, ma la mia pagina non è politicizzata. La riprova è che sino ad oggi ho litigato con tutti. Dai grillini ai piddini ai pidellini ai vegani ai nazifascicomunisti. Tutti si sono offesi e tutti si sono sentiti chiamati in causa. Questa volta sono intervenuti per difendere l’onore di Gasparri, in passato è accaduto con Salvini, Renzi e la Meloni. Per non parlare della ragazza che si era offesa perché avevo scritto “Virginia” – invece di scrivere “Onorevole Sindaca di Roma”. Per fortuna, il giorno dopo la stessa Raggi disse ai giornalisti: “chiamatemi Virginia”. Cosa volete che vi dica? Questa è gente che sniffa le scie chimiche. Non combattiamo a armi pari.

3) Il pezzo di carta.
Ogni volta che un post supera i mille like, puntuale come le tasse, arriva un utente che si attacca a una parola, a una virgola, a una particolare interpretazione, ignora deliberatamente il significato complessivo del post, passa beatamente sopra il contesto, mi riempie di commenti saccenti e mi costringe a bannarlo. In questo caso, la pietra dello scandalo è stata la mia sacrilega battuta sulla “università della vita”. Amici miei, si tratta di un banale luogo comune. I miei strali non erano rivolti alle persone che non hanno una laurea – ci mancherebbe – ma a quelli che usano questa stupida definizione sperando di risultare originali.  Siamo perfettamente d’accordo sul fatto che ci sono persone senza la laurea che sono molto più colte e intelligenti di persone con la laurea – ma, evidentemente, non scrivono commenti saccenti sul mio profilo.

Infine, su consiglio dei miei amici, del mio avvocato e del mio terapeuta, vi propongo la mia sentita lettera di scuse.

Avete tutti ragione, ho esagerato e me ne scuso. Sto diventando snob. Spocchioso. Saccente. Odioso. Ecco, la verità è che io sto diventando odioso. Questa è l’ultima volta che mi permetto di criticare qualcuno o qualcosa.  Spero che accettiate le mie scuse e torniate a leggere le istruzioni per decalcificare la lavatrice. Saranno sicuramente più interessanti degli insulsi romanzetti che comprate la domenica mattina, all’autolavaggio. Comunque sia, da oggi in poi vi consiglio di scrivere sul vostro profilo che avete studiato alla “Facoltà degli Idioti”, perché “Università della Vita” è generico e potrebbe dare adito a soverchie polemiche.

Allora, che ne dite, pace fatta?

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