La Sentenza

In qualità di Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affrontò la prima ondata di covid, giustamente definita da molti commentatori come la più grave emergenza vissuta nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi.

Lo fece utilizzando anche lo strumento giuridico dei DPCM – Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Come giurista, mi schierai immediatamente dalla parte del Governo, sostenendo la correttezza formale e la sostanziale giustezza di quelle misure.

Dovetti quindi affrontare orde di analfafascisti assetati di sangue che, pur di contestare l’operato di Conte, citavano a sproposito un’intervista di Cassese della quale avevano compreso forse mezza parola.

Poi arrivò un giudice di pace di Frosinone che sollevò formalmente la questione di Costituzionalità e per loro fu l’apoteosi.

Benissimo.

Ieri la Corte Costituzionale ha risposto al quesito in maniera forte e chiara: il Presidente Conte ha operato in modo giuridicamente ineccepibile, rispettando la Costituzione e la gerarchia delle fonti che essa prevede.

Ci hanno frantumato l’anima per mesi, nel mezzo della prima ondata di una tragica pandemia, con la presunta illegittimità costituzionale dei DPCM, adesso, finalmente, la questione è stata risolta dalla massima Autorità in materia.

Cari analfafasci, la Corte ha parlato.
Ora potete chiedere scusa al Paese.

24.9.2021

Piccole grandi rivincite

La finalità inconfessabile

Il Governo non è caduto, ma resta appeso a un filo.

Proviamo a capire cosa è accaduto: facciamo un passo indietro.

Lunedì Matteo Renzi ha parlato all’Italia praticamente a reti unificate – era ovunque, ma nessuno ha avuto nulla da ridire, incluso Mentana, che pochi mesi fa accusava il Presidente del Consiglio di organizzare conferenze stampa nel bel mezzo del suo telegiornale (!).

In tutte le trasmissioni cui ha partecipato, Renzi ha risposto alla domanda “perché?”, facendo riferimento ai banchi con le rotelle; al MES; al governo delle forze di intelligence, alla primissima bozza del recovery.

Ha spiegato quali sono stati gli errori di Conte, ma non ha mai detto cosa intendesse ottenere uscendo dalla maggioranza di governo – per poi astenersi sulla fiducia (!).

La domanda da porre era questa: cosa volete ottenere? Quale è la vostra finalità?

A questa domanda Renzi non avrebbe potuto dare alcuna risposta.

Totale:
Arriveranno prima o poi questi benedetti fondi europei.

Ma non saranno il Presidente Conte ed il suo governo a gestirli. Perché una larga parte della nostra classe politica non tollera che sia una persona seria, equa ed imparziale – che peraltro affiderebbe il compito ad altri tecnici! – a dividere la torta (lo avevo scritto il sei giugno, su questo stesso blog).

Ieri è nato un governo di minoranza, che gode di ampia fiducia alla camera dei deputati, ma non ha i numeri per governare al Senato.

Nel bel mezzo di una pandemia le cui conseguenze sul lungo termine sono ancora tutte da decifrare. Quando avremmo avuto bisogno di una guida salda e lungimirante. Ci ritroviamo con un governo debole e claudicante, delegittimato agli occhi dell’Europa.

Congratulazioni a chi lo ha reso possibile ed a chi ne ha approfittato.

Se qualcuno avesse ancora avuto dei dubbi: questa gente pensa esclusivamente al proprio interesse personale.

Roma 20.1.2021

Mala Tempora Currunt