Vittime e carnefici

Sappiamo poco o niente di cosa è accaduto pochi giorni fa a Corso Francia. Sappiamo che due ragazzine di sedici anni hanno perso la vita – pace all’anima loro. Sappiamo che un terzo, di qualche anno più grande, è finito sulle prime pagine di tutti i giornali che lo hanno immediatamente definito assassino – e drogato. Qualcuno sostiene che le ragazze stessero attraversando sulle strisce, qualcuno afferma invece che abbiamo scavalcato il guard rail per attraversare lontano da esse – oltre il semaforo.

La verità è che a Roma quella notte pioveva tanto e per strada si vedeva poco. La verità è che se ti metti alla guida “alterato” – fosse anche “solo” per una canna o mezzo bicchiere di vino di troppo – accetti il rischio di incorrere in gravissime conseguenze legali, perché qualsiasi cosa accada, anche se si dovesse trattare di qualcosa di imprevedibile o inevitabile, sarai sempre l’indifendibile assassino che ha scelto di guidare con i riflessi alterati da sostanze psicotrope.

Fatto sta che dopo l’incidente, si è scatenato un putiferio. Non solo perché sono venute a mancare due povere ragazze, ma anche e soprattutto perché il conducente è figlio di un famoso regista.

Si è scatenato un putiferio perché il solito politico mezzo uomo e mezzo sciacallo è piombato sulla vicenda per tuonare contro la sinistra che vuole la droga libera – dimenticandosi che in questi giorni stiamo parlando di “cannabis light” non di droga, e soprattutto tralasciando il piccolissimo dettaglio dell’alcol, contro il quale, chissà mai per quale motivo, certi politici di destra omettono sempre di portare avanti le loro crociate per la salvezza dei giovani.

Fatto sta che due adolescenti hanno perso la vita e la società civile ha reagito tirando fuori il peggio di sé: il sensazionalismo trash cui ci hanno abituato le trasmissioni televisive che conosciamo tutti; lo sciacallaggio politico e strumentale del solito macabro influencer; il giudizio netto e definitivo delle masse – prima ancora che fossero chiari tanti e importanti dettagli.

Quando mai come in questo caso sarebbe stato opportuno tacere, aspettare, abbassare i toni, per rispetto nei confronti di tutti.

Dimostrando così vera pietà, attenzione e cura per le vittime.

Roma A. D. 2019

Mala Tempora Currunt

Cronaca Nera

Ultimi sette giorni

In Brianza, durante una partita di calcio tra bambini, una “signora” urla “n*gr* di m*rda” a un ragazzino di dieci anni.

A Verona, Balotelli fa sospendere la partita perché alcuni “tifosi” avversari lo stanno paragonando a una scimmia, il giorno dopo un capo ultrà dichiara che l’attaccante del Brescia, pur avendo la cittadinanza, non sarà mai un vero italiano, mentre Salvini accusa lo stesso Balotelli di voler fare il fenomeno.

Ad Alessandria, su un bus, una “signora” dice “tu qui non ti siedi” a una bambina africana di sette anni, impedendole di prendere posto accanto a lei. Interviene veementemente un’altra donna e aiuta la bambina a sedersi, nel disinteresse generale.

A Roma una libreria antifascista viene bruciata – due volte.

Da ieri l’onorevole Senatrice Liliana Segre è costretta a vivere sotto scorta.

Questa, nei libri di storia, si chiama “escalation”.

La cosa che mi preoccupa maggiormente è che hanno iniziato a prendersela con bambini e anziani. Vigliacchi fino al midollo, partono dai più deboli.

Come hanno sempre fatto.

Teramo A.D. 2019

Ciascuno faccia la sua parte.

Dove e come può.

Perché si avvicinano tempi difficili.

Tutti i Santi

La Mia Personale Classifica di Tutti i Santi – 2019.

10) Chi, dopo aver messo nel carrello un intero supermercato, ti fa passare avanti nella fila perché nota che tu, invece, hai comprato solo una lattina di birra e un pacchetto di patatine.

9) Quelli che sono ancora in grado di dire “buongiorno”, “per favore”, “grazie” e “scusa”.

8. Gli amici di vecchia data che si impegnano per trovare futili pretesti e strampalate occasioni pur di passare del tempo insieme, in barba agli impegni lavorativi e familiari.

7) Quelli che comprano e leggono i romanzi – soprattutto il mio ;)

6) Chi ti guarda dritto negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano (già premio “grazie di esistere” 2017).

5) Quelli che non chinano mai il capo, ostinandosi a combattere contro sbruffoni, arroganti e prepotenti di qualsiasi ordine, rango e grado.

4) Persone che discutono solo di argomenti e temi dei quali sanno qualcosa (già premio “più unici che rari” 2018).

3) Quelli che rispettano piante e animali senza per questo odiare il genere umano.

2) Chi fa volontariato e quindi dona agli altri il suo tempo – a pari merito con chi dona il midollo osseo, o il sangue.

1) Chiunque, nel mondo, si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

Premio della Critica: Quelli che condividono una password per Netflix, Sky Go, DAZN o Premium.

Menzione d’Onore: Colleghi, parenti e amici che se ti vedono in difficoltà pensano a darti una mano prima ancora che tu chieda loro aiuto.

Teramo-Roma A.D.2019

Omnia Vincit Amor

IUS CULTURAE

Propongo di togliere la cittadinanza italiana a chi legge meno di tre libri ogni anno, a chi evade le tasse, a chi guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, a chi picchia, maltratta o violenta le donne.

Propongo di togliere la cittadinanza a chi truffa gli anziani, a chi ride felice quando affonda un barcone, a chi si frega le mani dopo un terremoto pensando ai soldi che farà con i lavori per la ricostruzione.

Non sono italiani gli omofobi, quelli che picchiano i figli, quelli che fanno turismo sessuale. Non sono italiani i mafiosi, i camorristi, i massoni “deviati” e tutti quelli che appartengono ad associazioni di furbi e furbetti che si organizzano per vivere alle spalle delle persone perbene.

Propongo di togliere la cittadinanza a chi raccomanda un parente, ai falsi invalidi, a chi deturpa il paesaggio costruendo case abusive, a chi approfitta della disperazione dei malati per vendere cure “magiche e miracolose” che non hanno mai ottenuto conferme scientifiche.

Togliamo la cittadinanza a chi salta sempre sul carro del vincitore, agli opportunisti, agli ipocriti e ai ruffiani di ogni ordine e specie.

Resteremmo in pochi, vero?

In cosa risiede, allora, la nostra presunta superiorità culturale, la nostra più elevata civiltà rispetto agli altri popoli?

Teramo A. D. 2019

Noi non abbiamo bisogno di difenderci, abbiamo bisogno di crescere.

Si conosoce solo ciò che si ama

Oggi è il primo giorno di scuola per tanti studenti. Domani, anche io inizierò il mio corso, per il quindicesimo anno. In questo momento mi piacerebbe ricordare ai colleghi – e prima di tutti a me stesso – una bella massima di Plutarco: gli studenti non sono contenitori da riempire, ma fuochi da accendere.

Mi piace molto questa frase – tanto di aver deciso di farle implicitamente eco nel titolo del mio primo romanzo -mi fa venire in mente un’altra perla, altrettanto saggia, di S. Agostino, “si conosce solo ciò che si ama”.

Questo è dunque il nostro compito: trasmettere la passione, la curiosità, l’amore per la cultura, fare in modo che quel fuoco resti vivo – o inizi a bruciare – e che accompagni la crescita dei ragazzi, la loro maturazione personale.

In-segnare significa, letteralmente, scrivere dentro il cuore e la mente di qualcuno, non è un compito facile: ci vuole perizia, precisione, attenzione… basta una frase sbagliata per mandare tutto e per sempre in frantumi.

Insomma, amici carissimi, ci attende un anno di duro lavoro, ma sappiamo bene che, per quanto possiamo lavorare sodo, con dedizione e amore, resteremo per sempre i primi allievi dei nostri studenti, i loro, più affezionati e nostalgici, debitori.