Ascoltare e riflettere

Quando gli hanno chiesto di commentare l’aggressione subita dagli studenti toscani, Matteo Salvini ha inizialmente dichiarato che quando parla il Capo dello Stato bisogna semplicemente ascoltare, dando così ad intendere che non ci fosse nulla da aggiungere alla saggia condanna di Mattarella.

Siamo rimasti tutti felicemente sorpresi. La magia, purtroppo, è durata poco.

Il leader della lega ha subito aggiunto che le forze dell’ordine sono composte da uomini, non da robot (!) e che fanno benissimo a difendersi se vengono attaccate.

Giù le mani dalle forze dell’ordine!”, ha concluso, sostenendo di stare dalla loro parte.

Caro Salvini, mi consenta di spiegarle tre concetti, semplici semplici:

1. Le forze dell’ordine sono composte da professionisti che dovrebbero sapere bene come e quando usare la forza – perché questo è il loro mestiere.

È chiaro che sono esseri umani come tutti, ma io userei l’argomento per ricordare agli agenti che non si picchiano sadicamente gruppi di ragazzini indifesi, non per giustificarne le intemperanze.

2. Considerato l’elevato numero di testimonianze e di filmati, trovo parecchio squallido insinuare che qualcuno, in questa occasione, abbia usato violenza ai danni dei poliziotti.

3. Essere davvero a favore delle forze dell’ordine significa aiutarle a svolgere nel migliore dei modi il proprio dovere, con dignità ed onore.

Chi sta con le forze dell’ordine ammette che anche loro, come tutti, possano sbagliare; evita di mettere i cittadini gli uni contro gli altri; denuncia e isola gli agenti violenti, a maggior vantaggio e onore della stessa divisa che indossano.

Questo significa essere dalla parte delle forze dell’ordine.

Il resto, caro Salvini, è solo misera propaganda elettorale.

Lei, quando parla il Presidente della Repubblica, ha il dovere di ascoltare e, se possibile, di imparare.

Punto.

26.2.2024

Senza se e senza ma.

Giudizi universali

(Varese) – In occasione della consegna delle pagelle, le maestre di una scuola elementare hanno deciso di affiggere il cartello che vedete nella foto.

L’obiettivo è quello di educare i genitori a non pretendere la luna dai propri figli.

Ad accettarne i piccoli insuccessi senza fare drammi, senza iniziare a piegare le esili spalle dei loro bambini con il peso di una insostenibile idea di perfezione.

“Se i giudizi non dovessero rispettare le vostre aspettative non fatene un dramma” – continuano le autrici – “I vostri figli faranno ugualmente grandi cose nella vita se avrete fiducia in loro. Hanno solo bisogno di essere capiti, spronati e incoraggiati”.

Come non essere d’accordo?

Se insegniamo agli studenti ad accettare le proprie debolezze, a non essere schiavi della competizione, a non disperarsi quando non arrivano primi, possiamo stare certi che faranno grandi cose.

Saranno in grado di perdonare se stessi e gli altri.

Diventeranno umili, maturi e responsabili.

Ma soprattutto, crescendo, resteranno umani.

Datemi retta, non possiamo davvero augurarci – e augurare loro – un successo più grande di questo.

La Preside e lo studente

Io la vedo così. Sta creando grande scandalo il rapporto amoroso tra la Preside del Liceo Montale e un suo studente. 1) Il sesso tra maggiorenni consenzienti non è reato ed in linea di massima non è eticamente condannabile – alla fine, parlando degli studenti, spiego da dove nasce questo “in linea di massima”; 2) Sbattere in prima pagina nome, cognome e foto della Preside non è rispettoso della sua privacy (tanto più che, fino a prova contraria, non ha commesso alcun reato); 3) Il maggiorenne invece è stato tutelato (niente nome e cognome) – ottimo, ma la tutela avrebbe avuto senso per entrambi; 4) il sessismo c’entra come la panna nella carbonara. Queste storie hanno sempre destato interesse morboso e scandalo, anche quando i protagonisti erano Presidi o docenti maschi (sui quali, in questi casi, pesa anche il sospetto della violenza con abuso dell’autorità, a prescindere dall’età della vittima, al punto che alcuni di loro, dopo lo scandalo, si tolsero la vita); 5) Il caso è “montato” anche a causa delle proteste degli studenti del Montale.

La posizione dei ragazzi deve essere compresa e merita rispetto. Perché è normale che alcuni tra loro possano non vedere di buon occhio questo genere di rapporto. Soprattutto se fosse vero che la dirigente si era mostrata molto rigida e un pochino “bacchettona” in passato, sanzionando rigidamente il dress code delle studentesse.

Conclusioni: lasciate in pace quella dirigente che, fino a prova contraria, non si è fatta corrompere e non ha commesso alcun reato – è stata anzi tradita nella sua fiducia, ferita nei suoi sentimenti ed esposta a pubblico ludibrio.

Rispettate e comprendete anche la posizione degli studenti, perché i ragazzi non sono stupidi e possono avere un loro legittimo modo di interpretare la vicenda (del tipo: la dirigente ha un ruolo di potere e di garanzia, sarebbe meglio se non avesse relazioni amorose con uno di noi).

Lo so, la verità è sempre difficile da accettare perché, quando viene approfondita, si mostra per forza di cose intimamente contraddittoria.

Ma bisogna fare uno sforzo per raccontarla nella sua piena complessità.

Evitando i soliti manicheismi, i processi da social network e gli estremismi da stadio.

2.4.2022

Io la vedo così

La maturità

Carissime studentesse, carissimi studenti, oggi iniziano gli esami di Stato – un tempo detti “di maturità” – che segneranno, per voi, la fine di un’epoca.

Mi sembra di vedervi, in punta di piedi, in bilico sul confine che separa il passato dal futuro, le scelte di ieri dalle possibilità di domani, l’odio per alcuni proff., per alcune materie, per alcuni compagni, da una profonda, intima e dolce nostalgia che vi porterete dentro tutta la vita.

Vi svelo un segreto: nei prossimi anni sognerete di non aver ancora sostenuto l’esame – è capitato a tutti – vi ritroverete in aula, nel vostro vecchio istituto, e vi risveglierete alle volte sollevati dal fatto che fosse solo un (brutto) sogno, alle volte colmi di tenerezza e di affetto per tutti i volti e i luoghi che vi hanno visto maturare e crescere, accompagnandovi nello sviluppo, in un’età parecchio difficile.

Voglio darvi un solo consiglio per affrontare al meglio la prova che vi attende: Non. Fate. Paragoni.

Pensate a voi stessi, al vostro percorso, alla vostra preparazione.

Il voto non stabilisce che un vostro compagno è migliore o peggiore di voi. Il voto certifica – peraltro non in modo infallibile – il lavoro che avete fatto negli ultimi anni.

Punto.

Conosco persone che sono uscite con il minimo sindacale e poi hanno avuto un grande successo, realizzandosi in ogni ambito della vita.

Conosco studenti che hanno preso il massimo dei voti, ma sono misteriosamente naufragati durante gli anni dell’università.

Approfittate della verifica per guardarvi dentro, ascoltare le vostre emozioni, creare lo spazio e il tempo per la vostra realizzazione.

Liberatevi dalle invidie e dalle gelosie.

Una volta chiuso questo capitolo sarete liberi di preparare il terreno, gettare nuovi semi e averne cura, affinché portino i frutti che meritate.

Un bel respiro, testa alta e petto in fuori.

Date retta al prof., il futuro vi appartiene.
❤️

I Ferragnez in maschera

Il Presidente del Consiglio ha chiamato la coppia più famosa d’Italia per chiedere loro di aiutarlo a diffondere l’utilizzo della mascherina tra i giovani. Chiara Ferragni e Fedez hanno accettato l’invito ed hanno entrambi realizzato un video in cui invitano i ragazzi ad utilizzare la mascherina.

La telefonata di Conte ha scatenato molte e aspre polemiche – come sempre accade quando si tratta di Chiara Ferragni prima ancora che di Fedez. Io credo invece che il Presidente del Consiglio abbia fatto la scelta giusta. È stato bravo lui a chiamarli, sono stati bravi loro ad accettare di mettersi in gioco.

Trovo che quella dei Ferragnez sia stata la risposta migliore alla infinita schiera di ex ministri (delle interiora), ex cantanti, ex intellettuali, ex attori, ex ballerine ed ex soubrette che negli ultimi mesi si sta riscoprendo improvvisamente “no-mask” pur di racimolare un minimo di visibilità.

Chiamiamo le cose col loro nome: loro hanno in squadra Salvini, Brigliadori, Sgarbi, Boldi e Montesano.

Noi, per ora, contiamo su, Fedez, Ferragni, Berlusconi, Vasco Rossi e Tasso.

Praticamente stiamo giocando Cittadella vs. Real Madrid (con tutto il rispetto per il Cittadella).

Roma 21.10.2020

Bravi ragazzi!

PS: Sì, in questa metafora le persone responsabili sono il Real Madrid… qualcuno mi ha chiesto di chiarire, su Facebook 😓