Verba Manent

Quando parli con qualcuno vuoi dire 100 cose, di queste 100 cose che ti affollano la mente riuscirai ad esprimerne forse 80, l’altra persona ne ascolterà circa 50, ne capirà 30 e, se tutto va bene, ne ricorderà 10.

Questo è uno dei paradossi della comunicazione, illustrato molto bene dalla scuola di Palo Alto. Si tratta di un meccanismo che dovremmo sempre tenere a mente quando parliamo con gli altri. Perché la comunicazione è “un ponte gettato tra due coscienze”.

Non è mai facile farsi capire, evitare disguidi e fraintendimenti.

Ecco perché siamo molto felici quando invece troviamo qualcuno che presta seriamente ascolto alle nostre parole e ci dà l’impressione di comprendere ciò che pensiamo e diciamo.

Di tutto questo e di altro ancora parlerò nel seminario on line “La parola crea il mondo“, che svolgerò venerdì 28 gennaio, alle ore 21.00, in diretta su Facebook – trovate tutte le informazioni seguendo questo link

https://fb.me/e/4503qtcFZ

Si tratterà di una ottima occasione di sviluppo e crescita personale, non potete mancare.

24.1.2021

Verba Manent :)

La maturità

Carissime studentesse, carissimi studenti, oggi iniziano gli esami di Stato – un tempo detti “di maturità” – che segneranno, per voi, la fine di un’epoca.

Mi sembra di vedervi, in punta di piedi, in bilico sul confine che separa il passato dal futuro, le scelte di ieri dalle possibilità di domani, l’odio per alcuni proff., per alcune materie, per alcuni compagni, da una profonda, intima e dolce nostalgia che vi porterete dentro tutta la vita.

Vi svelo un segreto: nei prossimi anni sognerete di non aver ancora sostenuto l’esame – è capitato a tutti – vi ritroverete in aula, nel vostro vecchio istituto, e vi risveglierete alle volte sollevati dal fatto che fosse solo un (brutto) sogno, alle volte colmi di tenerezza e di affetto per tutti i volti e i luoghi che vi hanno visto maturare e crescere, accompagnandovi nello sviluppo, in un’età parecchio difficile.

Voglio darvi un solo consiglio per affrontare al meglio la prova che vi attende: Non. Fate. Paragoni.

Pensate a voi stessi, al vostro percorso, alla vostra preparazione.

Il voto non stabilisce che un vostro compagno è migliore o peggiore di voi. Il voto certifica – peraltro non in modo infallibile – il lavoro che avete fatto negli ultimi anni.

Punto.

Conosco persone che sono uscite con il minimo sindacale e poi hanno avuto un grande successo, realizzandosi in ogni ambito della vita.

Conosco studenti che hanno preso il massimo dei voti, ma sono misteriosamente naufragati durante gli anni dell’università.

Approfittate della verifica per guardarvi dentro, ascoltare le vostre emozioni, creare lo spazio e il tempo per la vostra realizzazione.

Liberatevi dalle invidie e dalle gelosie.

Una volta chiuso questo capitolo sarete liberi di preparare il terreno, gettare nuovi semi e averne cura, affinché portino i frutti che meritate.

Un bel respiro, testa alta e petto in fuori.

Date retta al prof., il futuro vi appartiene.
❤️

Il mio esperimento

Oggi la mia villa sul mare è silenziosa e serena come non mai, sono sceso nel seminterrato per mettere a posto i ricordi di una vita: il premio bancarella, il trofeo come pianista jazz più dotato di Roma, la coppa per il primo posto alle regionali di scacchi – nel 1996.

Rovistando nei vecchi scatoloni è saltata fuori anche una foto di venti anni fa, assieme a Scarlett Johansson, mi sono fermato a pensare a come sarebbe stata la nostra vita insieme, oggi, se non ci fossimo lasciati in quel modo assurdo e ridicolo, che forse un giorno vi racconterò.

Poi sono salito al primo piano, ho dato istruzioni alla servitù per il pranzo e mi sono messo a meditare davanti al mare, ora sono totalmente solo su questa piccola spiaggia privata fatta di sabbia bianca come l’anima dei puri, penso al futuro, mi interrogo sulle prossime mosse.

Nel pomeriggio prenderò un volo privato per tornare a Roma. Da oggi è disponibile in pre order il mio secondo romanzo e la casa editrice ci tiene che io sia reperibile. Si parla già di un adattamento cinematografico, vogliono che incontri Elio Germano e Andrea Delogu per sondare la loro disponibilità.

Ovviamente nulla di tutto ciò è vero.

Non ho (mai avuto) una villa, una spiaggia privata e la servitù. Non ho (mai) vinto le regionali di scacchi e (purtroppo) non ho mai incontrato Scarlett Johansson.

Perdonatemi, volevo solo capire cosa si prova a parlare di una cosa che non conosci e non hai mai avuto, come quando Meloni, Salvini e Berlusconi ci ammorbano con il rispetto per la “famiglia tradizionale”, discettando pubblicamente su concetti dei quali non capiscono nulla.

10.5.2021

“Onorevole Meloni, cosa è il gender?”
“Non lo so, non l’ho mai capito”

Sipario.

Una grande festa

La scellerata follia dei tifosi di calcio, ieri, a Milano. Cosa vuoi che sia per una regione flagellata dal virus? Vuoi mettere l’urgenza di accalcarsi e abbracciarsi con i rischi per la salute pubblica?

Come se Atalanta – València, lo scorso anno, non ci avesse insegnato nulla.

Alla faccia di tutti i morti per covid, con covid e di covid.

Alla faccia delle scuole, delle palestre, dei teatri, delle autocertificazioni, dei matrimoni rinviati, dei concorsi saltati, dei reparti d’ospedale chiusi ai parenti e di tutti i sacrifici che abbiamo fatto sino ad oggi.

Qui si tratta dello scudetto, mica briciole.
È un rischio calcolato.

3.5.2021

Senza vergogna.

Cum laude

Mi sono laureato una decina di giorni fa. A quarant’anni e spicci. In un corso di laurea che avrei sempre voluto frequentare ma che non avevo avuto il coraggio di scegliere quando ero ragazzo, traviato da mille preoccupazioni occupazionali, quintali di aspettative familiari e, soprattutto, dal vigliacco logorio dei miei demoni interiori. Primo fra tutti: l’odio puro per la matematica in ogni sua forma, travestimento o derivazione.

A quarant’anni e spicci, molti dei quali passati dietro una cattedra, sono tornato a sedermi “dal lato debole”. Ho sentito di nuovo, sulla mia pelle, l’ansia pre-esame, lo stress da prestazione, la frustrazione per le mille incomprensioni che possono verificarsi (e sempre accadono) con la segreteria, con gli assistenti, con i docenti.

Ho studiato a notte fonda, la mattina presto, tutti i sabati, le domeniche e le festività. Ho studiato (tanto) in autostrada, sulla A24 e sulla A25 – ascoltando le registrazioni delle lezioni (nei due anni di corso in cui potevo ancora viaggiare, poi paradossalmente, è stato tutto più difficile).

La laurea è arrivata con una semplice e.mail: le comunichiamo che la commissione ha approvato la sua tesi con votazione pari a… Quando sarà possibile organizzeremo una cerimonia per la consegna dei diplomi.

Punto.

Zero discussione.
Zero festeggiamenti.

Mi sta bene così, sono anche troppo grande per queste cose. Non ho fatto una festa venti anni fa, figuratevi oggi. La laurea a quei tempi mi sembrava un premio più che sufficiente, sono nato in una famiglia che mi ha permesso di studiare – pensavo – non vedo la necessità di celebrare nulla. Oggi penso che appena avrò ripreso fiato mi iscriverò ad un altro corso di studi.

Una grande uomo una volta mi ha insegnato che la cultura non è qualcosa che acquisti e possiedi per il resto della tua vita, ma perenne curiosità, ricerca, passione.

Per questo motivo, in ragione della mia esperienza pluriennale di studente e di “docente fuori corso”, mi sento di consigliare a tutti i ragazzi che stanno frequentando l’ultimo anno di un istituto superiore – e a tutti i “non-più-giovani” che sentono l’urgenza di imparare ancora qualcosa – di seguire essenzialmente e semplicemente la propria vocazione.

Guardatevi intorno, riflettete sulle strade a disposizione, poi mollate gli ormeggi e salpate verso il futuro.

Non date retta a nessuno.

Ascoltate esclusivamente la vostra voce interiore e lanciatevi alla spietata ricerca del sogno che vi fa battere il cuore.

Non c’è altro ragionamento da fare.

13.4.2021

Si conosce davvero solo ciò che si ama.