E INVECE, OGGI.

Lei è la signora Angela Chianello, nota come “Angela da Mondello”, una casalinga palermitana divenuta famosa questa estate.

Mentre era tranquillamente in spiaggia, la signora Chianello è stata intervistata nel programma “Live Non è la D’Urso“, il giornalista le domandò se non avesse paura del covid.

La piccata risposta di Angela Chianello – “non ge nè covvvvvidddì” – divenne virale, trasformandosi rapidamente nel simbolo di un Paese che si auto-assolveva, auto-certificandosi “covid free”, nella speranza di passare le vacanze in santa pace.

Da ieri, Angela “da Mondello” è indagata – assieme al suo web manager – per aver realizzato un video musicale sulla spiaggia di Mondello, in violazione delle misure anticontagio, senza autorizzazione, senza mascherina o distanza di sicurezza.

Non ho davvero nulla contro Angela e non sono felice per i suoi recenti problemi con la giustizia. Detto molto semplicemente: mi fanno “senso” i suoi fan. Il fatto che Angela da Mondello abbia centinaia di migliaia di fan mi restituisce la desolante immagine di un Paese allo sbando.

Dal mio punto di vista, il problema non è di certo la signora, il problema è il popolo italiano che la idolatra per aver urlato una fesseria con un forte accento dialettale nel bel mezzo di una spiaggia, il popolo che in lei si è riconosciuto, trasformando quella frase, tutto sommato ingenua, nel passaparola dell’irresponsabilità estiva, l’inno del “tana libera tutti”, il tormentone di chi, pochi mesi fa, gridava ai quattro venti che il virus era sconfitto.

E invece, oggi.

Roma 10.11.2020

Andiamo male piccoli fan del “non ge nè“.


Molto. Molto male.

God Bless America

Qualcuno dice che i politici sono tutti uguali, che alla fin fine sono tutti incapaci, e corrotti e ladri.

Io preferisco pensare di no. Preferisco sperare che tra di loro ci siano persone oneste e capaci, persone capaci ma non oneste, persone non capaci ma oneste e persone non oneste e non capaci – come in tutti gli ambienti.

Certo, sarebbe un po’ ingenuo supporre che quelli onesti e capaci siano tutti membri di un solo partito, tutti a sinistra, tutti al centro o tutti a destra. Di solito sono equamente distribuiti. È anche una questione statistica.

Al netto di queste considerazioni, io mi accontento di poco. A me basta che al potere non ci siano gli arroganti, i razzisti, i violenti e i fascisti. La mia è una pretesa minima.

Se nei comizi affermi qualcosa contro gli omosessuali, contro le donne, contro gli immigrati, i disabili o gli operai… se sputi sulla costituzione, sulla resistenza e sul 25 aprile, per quanto mi riguarda hai chiuso: potrai essere anche onesto e geniale, io non voterò MAI per te.

Perché esistono valori non negoziabili: il primo è il rispetto, per tutti, sempre.

Roma 8.11.2020

Non voglio più vedere, al potere, pagliacci aggressivi che schiumano bava dalla bocca urlando cattiverie.

Bye Bye Donald.

God Bless America

Le puntate precedenti

Riassunto delle puntate precedenti.

A marzo le misure del governo erano incostituzionali – “l’A detto Cassese!1!!11”.

Ad aprile: “delinguenti! Perché non Anno fatto prima la zona rossa?!?!”

A maggio: “scendiamo in piazza con Meloni e Salvini, a farci i selfie senza mascherina”

A giugno-luglio-agosto: “non ge n’è covviddì, il viruz è scomparzoooo! Tutti a ballare con Briatore e la Santanchè”

A settembre: “si vota per le regionali, abbracciamoci stretti stretti al comizio di Salvini!”;

“Mascherine all’aperto? SIETE DEI CRIMINALI!!!! Io la mazscherina non la metttoooooo!2!2!!!! È un bavaaglioooo’”

A ottobre: “Lasciate aperti i bar!1!!! Non chiudete le scuole! I ristoratori devono mangiare! Le palestre non si toccano!!!!!1’”

“A casa mia invito chi mi paaaare!1!!!1”

“Non possiamo mica rimandare la festa del pupo perché io ho la febbrA!”
“Le ambulanze sono vuote”
“I medici dicono bugie per avere il bonus covid”

“Muoiono solo i vecchi, non essenziali allo sforzo produttivo del paese”

Conclusioni

I primi di novembre muoiono 400 persone al giorno, gli ospedali collassano e si torna, un pezzo alla volta, in lockdown.

Roma 7.11.2020

Congratulazioni vivissime a questa massa di inconsapevoli idioti

Lo schiaffo di Fontana

Il Presidente della Lombardia – Attilio Fontana- oggi si lamenta perché la sua regione è zona rossa, affermando che è stato dato uno “schiaffo ai Lombardi”.

I numeri, impietosi e oggettivi, dimostrano quale è la situazione nella sua Regione, chiarendo la inevitabile urgenza delle misure governative. Invece di protestare, Attilio Fontana dovrebbe quindi ringraziare il Governo per essersi preso la responsabilità di tutelare i cittadini lombardi.

Ricordiamoci che solo pochi mesi fa il Governo è stato duramente attaccato per non aver chiuso prima i comuni lombardi maggiormente colpiti dal covid.

Conclusioni: nulla come il covid ha messo in evidenza l’ipocrisia cialtrona di troppi politici italiani, banderuole pronte a speculare su tutto, nella speranza di ottenere un seppur minimo ritorno in termini di voti, visibilità e potere.

Roma 5.11.2020

Mala Tempora Currunt

Meglio non fare paragoni

Durante l’omelia, il Vicario del Vescovo di Macerata – Don Andrea Leonesi -, ha chiesto retoricamente ai fedeli se fosse più grave un aborto o “un atto di pedofilia”, chiarendo che l’aborto è sicuramente il più grave tra gli scempi.

Ora, io mi domando e dico, Don Andrea, ma che bisogno aveva di fare questo paragone? Per quale motivo lei deve stabilire una classifica e prendere l’atto di pedofilia – che io chiamerei “stupro” – come pietra di paragone?

Mi riesce facile immaginare che tante donne si sentano costrette dalle circostanze ad abortire, che lo facciano con grande dolore, che per loro non sia esattamente una gita di piacere e che probabilmente ne resteranno segnate per tutta la vita. Provo quindi per loro la massima comprensione empatica e non mi sognerei neanche lontanante di giudicarne le azioni.

Per il pedofilo – o come preferisce dire lei “per l’atto di pedofilia “ – no. Il pedofilo mi fa semplicemente rabbia e schifo perché gode della sofferenza altrui, rovina la vita degli innocenti e, pur sapendo benissimo di essere malato, non si cura.

Trovo scandaloso che questi soggetti – la donna che interrompe la gravidanza e il pedofilo – vengano messi uno accanto all’altro nella stessa frase.

Lei dirà che la chiesa condanna le azioni, non i soggetti – partendo dal presupposto che siamo tutti peccatori.

Ma anche su questo piano non riuscirei a seguirla, perché non riesco a mettere l’aborto in cima a una così triste classifica, posso immaginare azioni peggiori, mi sfugge il senso del campionato.

Secondo me è proprio questo voler fare paragoni che è intrinsecamente sbagliato. Voglio dire: e allora la tortura? E la violenza sessuale su maggiorenni? E la guerra? Il terrorismo? Che senso ha fare una classifica del male? Perché abortire dovrebbe essere “più grave” che sganciare una bomba su un ospedale o su una scuola?

Sono sicuro che lei si sia espresso male e che se potesse, tornando indietro, non direbbe quelle stesse parole.

Mi dispiace molto quando la Chiesa offre questa immagine al mondo e spero sempre che Dio si decida, per una buona volta, ad ispirare tutti i suoi rappresentati in tema di comunicazione – campo nel quale “il nemico” è invece bravissimo, sin dai tempi della famosa mela.

Tanto si doveva.

Roma 4.11.2020

Mala Tempora Currunt