La verità che nessuno vuole vedere

Le regioni governate dal centro destra protestano contro il colore che è stato loro assegnato e preparano ricorsi, non si rendono conto che tra poche settimane, inevitabilmente, saremo tutti nella stessa situazione? La curva non rallenterà perché sino ad oggi non abbiamo fatto nulla di serio per bloccarla. Anzi, al posto di chiedere misure urgenti e severe siamo scesi in piazza per protestare contro ogni singolo provvedimento governativo, gridando allo scandalo per il semplice obbligo di indossare una mascherina all’aperto. L’opposizione, responsabile e matura, non ha fatto altro che mettere i bastoni tra le ruote al governo, incitando i rivoltosi, sobillando i complottisti, dando visibilità ai negazionisti. Oggi iniziamo a raccogliere i frutti.

Forza e coraggio.

Ci attendono mesi difficili.

Roma 6.11.2020

Mala Tempora Currunt

La foto è di pochi giorni fa, rappresenta una fila di ambulanze che trasferiscono i malati covid dall’ospedale Mauriziano, a Torino, verso altre strutture. Questa, oggi, è una verità accertata e indiscutibile – anche se qualcuno, per ignoranza e paura, grida ancora al fake. La foto l’ha scattata Pietro Izzo ed è subito divenuto oggetto di insulti e linciaggio sui social – come sempre accade a chi dice cose vere, che però nessuno vuole sentire. A lui va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà.

Lo schiaffo di Fontana

Il Presidente della Lombardia – Attilio Fontana- oggi si lamenta perché la sua regione è zona rossa, affermando che è stato dato uno “schiaffo ai Lombardi”.

I numeri, impietosi e oggettivi, dimostrano quale è la situazione nella sua Regione, chiarendo la inevitabile urgenza delle misure governative. Invece di protestare, Attilio Fontana dovrebbe quindi ringraziare il Governo per essersi preso la responsabilità di tutelare i cittadini lombardi.

Ricordiamoci che solo pochi mesi fa il Governo è stato duramente attaccato per non aver chiuso prima i comuni lombardi maggiormente colpiti dal covid.

Conclusioni: nulla come il covid ha messo in evidenza l’ipocrisia cialtrona di troppi politici italiani, banderuole pronte a speculare su tutto, nella speranza di ottenere un seppur minimo ritorno in termini di voti, visibilità e potere.

Roma 5.11.2020

Mala Tempora Currunt

La Hit Parade della Costituzione

Ieri, alla Camera dei Deputati, l’onorevole Claudio Borghi (lega) ha sostenuto che il diritto al lavoro viene prima del diritto alla salute.

La prova sarebbe che il diritto al lavoro è sancito prima (art. 4) mentre il diritto alla salute è stabilito dall’art. 32. Inoltre, ha aggiunto Borghi, l’art. 1 stabilisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro.

Quindi, ad avviso di Borghi gli articoli costituzionali più importanti hanno un numero più basso, quelli meno importanti hanno un numero più alto.

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno importante di tutti – stabilisce “solamente” che la forma repubblicana non è soggetta a revisione costituzionale – una bazzecola, in fondo è solo l’unica cosa che non si può cambiare senza fare una guerra civile.

Per capirci, se uno studente di giurisprudenza mi dicesse che il diritto alla libera espressione del pensiero (art. 21) è meno importante della tutela delle minoranze linguistiche (art. 6), perché “viene dopo”, lo caccerei dalla Facoltà talmente velocemente da farlo tornare indietro nel tempo.

Più interessante, invece, il riferimento all’articolo uno.

Secondo lui i costituenti avrebbero dovuto scrivere “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sulla sopravvivenza dei cittadini” – così facendo sarebbero passati per matti, ma avrebbero chiarito (a Borghi) che la vita è un bene di primaria e fondamentale importanza e che la sua tutela giustifica la momentanea e ragionevole compressione di ogni altro valore costituzionale.

Insomma, diamo il benvenuto a Borghi nel club dei docenti universitari di Giurisprudenza, tornerà sicuramente utile quando dovremo spiegare ai nostri studenti cosa NON dice la Costituzione.

Roma 3.11.2020

Mala Tempora Currunt

La lezione di Lisa

La lezione di Lisa

Roma, Camera dei Deputati, Lisa Noja ha 46 anni, è un’avvocatessa, è deputata ed è affetta da amiotrofia spinale, con poche, precise e sentite parole ha dato una lezione magistrale ai colleghi e al Paese.

“So che tenere la mascherina è faticoso, anche io faccio davvero tanta fatica, avendo problemi respiratori. Ma se la tengo io per otto ore, allora non c’è nessuno in quest’aula che non abbia la possibilità di tenerla”.

Non credo ci sia altro da aggiungere.

Grazie per la lezione, Lisa, ne faremo tesoro.

Roma 7.10.2020

Essere liberi non significa arrogarsi il diritto di far ammalare gli altri.

Fake News a rotelle

Da ieri circola sui social network un video in cui un gruppo di studenti usa i banchi con le rotelle per giocare a scontrarsi, sono tutti senza mascherina, incuranti delle più elementari norme di sicurezza.

Il video è stato condiviso anche da Matteo Salvini, accompagnato dall’hashtag “Azzolina Bocciata”.

Peccato che risalga al 2017.

Matteo Salvini – e la sua galassia di marketing politico – hanno dunque cavalcato allegramente questa fake news grossa come una casa pur di trarne un vantaggio elettorale.

Il punto è che la destra aspettava questi primi giorni di scuola con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue. Sognavano incidenti, manifestazioni e disordini. Qualsiasi cosa, pur di fare il tiro a segno sul Governo Conte.

È andata male.

Tutti stanno facendo la propria parte: il Governo, i dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie e gli alunni, nella consapevolezza che la situazione è complicata ed inedita, che i problemi sono tanti e tanti sono i sacrifici, ma di certo non si risolvono a colpi di selfie, pagliacciate e fake news.

Teramo 16.9.2020

La nostra più grande fortuna è che in cabina di regia, ad affrontare questa emergenza, non ci siano Salvini e Meloni.

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