Educare (anche) i migliori

Quante persone, nel corso della propria carriera scolastica, sono state mandate dal Preside perché avevano fatto un ottimo compito in classe e quante invece per aver combinato qualcosa di sbagliato?

Questa è la domanda che si è posto Massimo Viganò, Preside dell’Istituto Primo Levi di Seregno (Monza e Brianza), prima di scrivere un bel messaggio di gratificazione e di incoraggiamento agli studenti più meritevoli della sua scuola.

“Voglio esprimere, anche a nome del Consiglio di Classe, apprezzamento per i notevoli risultati da lei conseguiti in questa prima parte dell’anno scolastico…” – recitava la prima parte, seguita da un incoraggiamento – “il suo impegno pone delle sicure basi per il proseguimento degli studi e un soddisfacente futuro professionale”.

Infine, il Dirigente si congedava esprimendo la certezza che il secondo periodo di valutazione sarebbe stato, per lo studente, altrettanto gratificante.

Sembra una sciocchezza, invece Viganò ha avuto un’idea a suo modo rivoluzionaria. Il nostro intero sistema scolastico è basato sulla paura per la sanzione negativa (la bocciatura, la nota…), prevedendo rari incentivi e altrettanto rare soddisfazioni per i ragazzi che invece ottengono ottimi risultati. Come afferma lo stesso Preside:

“Noi dirigenti di solito conosciamo per primi gli studenti più scalmanati, quelli che gli insegnanti ci mandano; è ovvio che chi ha uno svantaggio o ha bisogno di un aiuto particolare merita l’attenzione massima di tutti. Ma gli altri? Quelli che non conosciamo mai perché non danno problemi e studiano con ottimi risultati? Secondo me è giusto che anche loro sentano la nostra attenzione. E allora mi sono detto: perché no? E dopo gli scrutini ho scritto ai più bravi”.

Ottimo. Davvero.

Chiunque si occupa di educazione e di insegnamento dovrebbe prendere esempio da questa bella iniziativa.

Come amo ripetere, citando Plutarco, “gli studenti non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere”.

Solidarietà e rispetto

Lui si chiama Riccardo Di Giuseppe, è un naturalista e divulgatore scientifico, da sempre in prima linea nelle battaglie a difesa dell’ambiente, gestisce “Il giardino dei nonni”, una piccola fattoria didattica a Maccarese (Roma).

Giovedì sera un gruppo di criminali ha assaltato questo piccolo Eden, lasciando dietro di sé un caos di sangue e piume. I ladri hanno divelto le recinzioni, hanno portato via le attrezzature e quasi tutti gli animali, uccidendone alcuni sul posto.

Commentando la vicenda, Riccardo ha assicurato che non ha nessuna intenzione di chiudere.

“Si riparte di sicuro. Nonostante il dolore della perdita, continuerò a far conoscere il bellissimo mondo della natura ai più piccoli”.

Vorrei dunque dare rilievo alla vicenda, offrendo la massima solidarietà a questo ragazzo. Ne ammiro lo spirito e gli ideali. La pervicace determinazione nel realizzare qualcosa di bello e di puro, a vantaggio di tutti.

Bravissimo, Riccardo.

Resistere resistere resistere. Indietro non si torna, se non per prendere la rincorsa

Roma 13.3.2021

Trenta e lode

La guerra e le scuse

Abbiamo superato la soglia dei 100.000 morti per covid. Un numero impressionante di decessi, certamente paragonabile ad una guerra, superiore a quello della campagna di Russia.

Se ripenso a cosa è accaduto negli ultimi dodici mesi, mi ricordo il video di Massimo Mallegni, un senatore di Forza Italia, che il 27 febbraio 2020, da solo nello scompartimento di un treno, urlava “torniamo a vivere!”, raccomandando ai cittadini di non farsi “fot**re da questa psicosi!” ed accusando il governo di essere “folle”; Matteo Salvini che sbraitava “riaprire tutto!” – a giorni alterni; Alberto Zangrillo che ci rassicurava sul fatto che il virus fosse “clinicamente scomparso”; Flavio Briatore e Daniela Santanchè, ospiti fissi di Giletti, che si stracciavano le vesti per far riaprire le discoteche; Sgarbi che organizzava convegni in Senato per sostenere che “l’emergenza non esiste” e aderiva alla manifestazione “no mask” organizzata dal popolo delle mamme, salvo poi minacciarmi di querela per aver scritto che avrebbe partecipato (“Aderisco, ma non vado!”… quando si dice: la coerenza…); Montesano, Boldi ed un infinita serie di ex (comici, artisti, modelle e cantanti) pronti a gridare al complotto.

Tutto questo solo per mettere in imbarazzo il governo.

Oggi da queste persone ci aspetteremmo come minimo delle scuse.

Perché mentre loro giocavano a fare politica e business sulla pelle degli italiani, la gente non ha mai smesso di morire.

Roma 9.3.2021

Mala Tempora Currunt

Infografica: La Repubblica

Se non sono felici

Mi capita sempre più spesso di ricevere studenti affranti dall’idea che tutti gli altri candidati ad un esame ascoltino la loro interrogazione, che ne valutino le capacità e che conoscano l’esito dell’esame.

Certo, gli esami erano pubblici anche prima del covid. Ma una cosa è parlare con il docente avendo alle spalle altri candidati più o meno in grado di captare qualcosa di quel colloquio, altra è parlare in un microfono che consentirà a tutti di sentire alla perfezione ogni singola parola.

I ragazzi provano vergogna. Si sentono esposti, nudi.

Per i nostri studenti l’esame è sempre più simile ad un giudizio divino, un momento critico fatto di confronti, di invidie, di ansie e conflitti mai risolti. Era così anche prima, certo. Ma adesso è diventato molto più difficile mandar giù un risultato negativo – quando il compagno antipatico o l’amica civetta, “che ha detto esattamente ciò che ho detto io”, “che non ha studiato NULLA”, prende invece un bel trenta.

Pianti; attacchi di rabbia; crisi di panico.
Come se ne esce?

Insegnando ai nostri ragazzi che l’esame non è il giudizio universale; che tra i banchi non c’è nessuna gara e non esiste competizione: lo studio non è un talent, non c’è televoto e non ne resterà solo uno.

Liberiamoli dall’ossessione della vittoria, dall’ansia della prestazione. Togliamo dalle loro spalle il peso delle nostre frustrazioni. Non obblighiamoli ad ingoiare quintali di aspettative e di sensi di colpa.

Lasciamoli liberi di crescere, di sognare e di vivere. Rispettiamo le loro scelte e i loro tempi. Tutto ciò di cui hanno bisogno, per fiorire, è di essere accettati per come sono.

Date retta al prof., non preoccupatevi se i vostri figli non sono “vincenti”, preoccupatevi se non sono felici.

La finalità inconfessabile

Il Governo non è caduto, ma resta appeso a un filo.

Proviamo a capire cosa è accaduto: facciamo un passo indietro.

Lunedì Matteo Renzi ha parlato all’Italia praticamente a reti unificate – era ovunque, ma nessuno ha avuto nulla da ridire, incluso Mentana, che pochi mesi fa accusava il Presidente del Consiglio di organizzare conferenze stampa nel bel mezzo del suo telegiornale (!).

In tutte le trasmissioni cui ha partecipato, Renzi ha risposto alla domanda “perché?”, facendo riferimento ai banchi con le rotelle; al MES; al governo delle forze di intelligence, alla primissima bozza del recovery.

Ha spiegato quali sono stati gli errori di Conte, ma non ha mai detto cosa intendesse ottenere uscendo dalla maggioranza di governo – per poi astenersi sulla fiducia (!).

La domanda da porre era questa: cosa volete ottenere? Quale è la vostra finalità?

A questa domanda Renzi non avrebbe potuto dare alcuna risposta.

Totale:
Arriveranno prima o poi questi benedetti fondi europei.

Ma non saranno il Presidente Conte ed il suo governo a gestirli. Perché una larga parte della nostra classe politica non tollera che sia una persona seria, equa ed imparziale – che peraltro affiderebbe il compito ad altri tecnici! – a dividere la torta (lo avevo scritto il sei giugno, su questo stesso blog).

Ieri è nato un governo di minoranza, che gode di ampia fiducia alla camera dei deputati, ma non ha i numeri per governare al Senato.

Nel bel mezzo di una pandemia le cui conseguenze sul lungo termine sono ancora tutte da decifrare. Quando avremmo avuto bisogno di una guida salda e lungimirante. Ci ritroviamo con un governo debole e claudicante, delegittimato agli occhi dell’Europa.

Congratulazioni a chi lo ha reso possibile ed a chi ne ha approfittato.

Se qualcuno avesse ancora avuto dei dubbi: questa gente pensa esclusivamente al proprio interesse personale.

Roma 20.1.2021

Mala Tempora Currunt