E INVECE, OGGI.

Lei è la signora Angela Chianello, nota come “Angela da Mondello”, una casalinga palermitana divenuta famosa questa estate.

Mentre era tranquillamente in spiaggia, la signora Chianello è stata intervistata nel programma “Live Non è la D’Urso“, il giornalista le domandò se non avesse paura del covid.

La piccata risposta di Angela Chianello – “non ge nè covvvvvidddì” – divenne virale, trasformandosi rapidamente nel simbolo di un Paese che si auto-assolveva, auto-certificandosi “covid free”, nella speranza di passare le vacanze in santa pace.

Da ieri, Angela “da Mondello” è indagata – assieme al suo web manager – per aver realizzato un video musicale sulla spiaggia di Mondello, in violazione delle misure anticontagio, senza autorizzazione, senza mascherina o distanza di sicurezza.

Non ho davvero nulla contro Angela e non sono felice per i suoi recenti problemi con la giustizia. Detto molto semplicemente: mi fanno “senso” i suoi fan. Il fatto che Angela da Mondello abbia centinaia di migliaia di fan mi restituisce la desolante immagine di un Paese allo sbando.

Dal mio punto di vista, il problema non è di certo la signora, il problema è il popolo italiano che la idolatra per aver urlato una fesseria con un forte accento dialettale nel bel mezzo di una spiaggia, il popolo che in lei si è riconosciuto, trasformando quella frase, tutto sommato ingenua, nel passaparola dell’irresponsabilità estiva, l’inno del “tana libera tutti”, il tormentone di chi, pochi mesi fa, gridava ai quattro venti che il virus era sconfitto.

E invece, oggi.

Roma 10.11.2020

Andiamo male piccoli fan del “non ge nè“.


Molto. Molto male.

Le puntate precedenti

Riassunto delle puntate precedenti.

A marzo le misure del governo erano incostituzionali – “l’A detto Cassese!1!!11”.

Ad aprile: “delinguenti! Perché non Anno fatto prima la zona rossa?!?!”

A maggio: “scendiamo in piazza con Meloni e Salvini, a farci i selfie senza mascherina”

A giugno-luglio-agosto: “non ge n’è covviddì, il viruz è scomparzoooo! Tutti a ballare con Briatore e la Santanchè”

A settembre: “si vota per le regionali, abbracciamoci stretti stretti al comizio di Salvini!”;

“Mascherine all’aperto? SIETE DEI CRIMINALI!!!! Io la mazscherina non la metttoooooo!2!2!!!! È un bavaaglioooo’”

A ottobre: “Lasciate aperti i bar!1!!! Non chiudete le scuole! I ristoratori devono mangiare! Le palestre non si toccano!!!!!1’”

“A casa mia invito chi mi paaaare!1!!!1”

“Non possiamo mica rimandare la festa del pupo perché io ho la febbrA!”
“Le ambulanze sono vuote”
“I medici dicono bugie per avere il bonus covid”

“Muoiono solo i vecchi, non essenziali allo sforzo produttivo del paese”

Conclusioni

I primi di novembre muoiono 400 persone al giorno, gli ospedali collassano e si torna, un pezzo alla volta, in lockdown.

Roma 7.11.2020

Congratulazioni vivissime a questa massa di inconsapevoli idioti

Lo schiaffo di Fontana

Il Presidente della Lombardia – Attilio Fontana- oggi si lamenta perché la sua regione è zona rossa, affermando che è stato dato uno “schiaffo ai Lombardi”.

I numeri, impietosi e oggettivi, dimostrano quale è la situazione nella sua Regione, chiarendo la inevitabile urgenza delle misure governative. Invece di protestare, Attilio Fontana dovrebbe quindi ringraziare il Governo per essersi preso la responsabilità di tutelare i cittadini lombardi.

Ricordiamoci che solo pochi mesi fa il Governo è stato duramente attaccato per non aver chiuso prima i comuni lombardi maggiormente colpiti dal covid.

Conclusioni: nulla come il covid ha messo in evidenza l’ipocrisia cialtrona di troppi politici italiani, banderuole pronte a speculare su tutto, nella speranza di ottenere un seppur minimo ritorno in termini di voti, visibilità e potere.

Roma 5.11.2020

Mala Tempora Currunt

La Hit Parade della Costituzione

Ieri, alla Camera dei Deputati, l’onorevole Claudio Borghi (lega) ha sostenuto che il diritto al lavoro viene prima del diritto alla salute.

La prova sarebbe che il diritto al lavoro è sancito prima (art. 4) mentre il diritto alla salute è stabilito dall’art. 32. Inoltre, ha aggiunto Borghi, l’art. 1 stabilisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro.

Quindi, ad avviso di Borghi gli articoli costituzionali più importanti hanno un numero più basso, quelli meno importanti hanno un numero più alto.

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno importante di tutti – stabilisce “solamente” che la forma repubblicana non è soggetta a revisione costituzionale – una bazzecola, in fondo è solo l’unica cosa che non si può cambiare senza fare una guerra civile.

Per capirci, se uno studente di giurisprudenza mi dicesse che il diritto alla libera espressione del pensiero (art. 21) è meno importante della tutela delle minoranze linguistiche (art. 6), perché “viene dopo”, lo caccerei dalla Facoltà talmente velocemente da farlo tornare indietro nel tempo.

Più interessante, invece, il riferimento all’articolo uno.

Secondo lui i costituenti avrebbero dovuto scrivere “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sulla sopravvivenza dei cittadini” – così facendo sarebbero passati per matti, ma avrebbero chiarito (a Borghi) che la vita è un bene di primaria e fondamentale importanza e che la sua tutela giustifica la momentanea e ragionevole compressione di ogni altro valore costituzionale.

Insomma, diamo il benvenuto a Borghi nel club dei docenti universitari di Giurisprudenza, tornerà sicuramente utile quando dovremo spiegare ai nostri studenti cosa NON dice la Costituzione.

Roma 3.11.2020

Mala Tempora Currunt

Vittorio, Vittorio…

In alto, la foto di una tavolata di allegri commensali condivisa sul proprio profilo da Vittorio Sgarbi. Nell’immagine possiamo ammirare l’onorevole Sgarbi mentre brinda felicemente alla vita nel ristorante “da Giuseppi”, presumibilmente a Sutri, vantandosi di continuare a cenare, con i suoi tanti amici, “ben oltre la mezzanotte” – perché la legge, come è noto, vale solo per noi comuni mortali.

In basso, un’infermiera in attesa di entrare al Pronto Soccorso dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, stremata dopo un massacrante turno di otto ore in ambulanza.

Credo che poche altre immagini riassumano meglio lo spirito del tempo che stiamo vivendo: da una parte c’è chi gioca, provoca, istiga; dall’altra c’è chi lavora, si dispera, ha paura – e spesso rischia la vita.

Ringraziamo il più noto comico d’arte italiano per averci fornito l’immagine plastica dell’irresponsabilità guascona e ribelle con cui una parte di questo Paese sta affrontando la pandemia – facendosi beffe delle regole e della prudenza altrui.

Lo ringraziano, sentitamente, i medici, gli infermieri gli operatori socio sanitari e tutti i malati d’Italia.

Roma 29.10.2020

Mala Tempora Currunt