Sarai anche brava, ma sei brutta.

Giovanna Botteri è una giornalista, corrispondente da Pechino per la RAI, negli ultimi giorni è stata travolta da un ciclone di indecorose critiche per il suo aspetto fisico. La trasmissione Striscia la Notizia e il web si sono spalleggiati a vicenda, alimentando, nei suoi confronti, un ciclone di insulti e di cattiverie comunemente definito “body shaming”.

Botteri ha risposto con grande signorilità, mettendo tutti a tacere, con poche e precise parole:

“Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa e ci si aspetta da una giornalista”.

Bravissima. Il body shaming è una colossale stupidaggine degna di una società barbara.

Le persone, maschi e femmine, dovrebbero essere giudicate esclusivamente per ciò che dicono, sanno e fanno. Da un professionista mi aspetto che faccia bene il suo lavoro, considerarne l’aspetto fisico è infantile, inutile e sgradevole.

Paradossalmente, le critiche televisive sono state mosse da Michelle Hunziker, molto impegnata per difendere le donne da ogni forma di violenza e discriminazione al fianco della onlus doppia difesa. A riprova del fatto che insulti, volgarità e scorrettezze nei confronti delle donne vengono percepite da tutti – persino da chi si dichiara femminista! – in maniera molto diversa a seconda del fatto che a firmare l’articolo sia un maschio o una femmina.

Ricordo benissimo una nota blogger, anche lei molto impegnata nella difesa dei diritti delle donne, definire “strappone” un gruppo di ballerine in un suo osannato post di qualche tempo fa senza che nessuno – ripeto nessuno – dicesse “a” davanti a tanta e scorretta volgarità – peraltro esplicitamente sessista.

Ma la discriminazione è sbagliata sempre e a prescindere: dal mio punto di vista non cambia una virgola se il carnefice è maschio o femmina, giovane o vecchio, bello o brutto. Altrimenti facciamo lo stesso identico gioco di chi vorremmo combattere. Cadiamo nella sua stessa trappola.

Il fatto che in Italia accadano cose come questa è il segno che di strada dobbiamo farne ancora tanta.

Roma 3.5.2020

Mala Tempora Currunt

Pandémie

Cara Christine, in questi giorni di grandi sacrifici – solitudine, paura e tensione sociale – noi italiani stiamo proteggendo anche voi.

Quando la casa del vicino va a fuoco, tu devi essere il primo a correre con un grosso secchio colmo d’acqua. Invece di cucinarti una bella omelette pensando che la cosa “non riguarda il quartiere”.

Devi essere il primo ad accorrere, fosse anche solo per un razionale e sano egoismo.

Italia 13.3.2020

Cara Christine, oggi cerca sul vocabolario la parola “pandemia” – pandémie.

Poi, cortesemente, dimettiti.

Peste

In un video si vede una signora di Ischia, in piena crisi isterica, mentre aggredisce verbalmente i turisti del nord colpevoli di portare il virus al sud; in un altro, un ragazzo filippino viene picchiato in un supermercato da un cretino che lo scambia per cinese (untore); in questa foto vedete invece il povero Zhang, trentenne nato e cresciuto in Italia: gli hanno spaccato una bottiglia in testa in un bar di Cassola (Vicenza). Ovviamente, lo hanno picchiato perché ha la faccia cinese.

Quindi la quarantena, la zona rossa, i rimpatri e tutto il resto non ci stanno insegnando nulla. Anzi, siamo ogni giorno più razzisti, cattivi e stupidi del giorno prima.

Questa è la vera epidemia.

Avezzano 26.2.2020

Mala Tempora Currunt

Un esercito di schiavi

Hanno scoperto che in un capannone di Torino centinaia di immigrati lavoravano in condizioni a dir poco disumane, dieci ore al giorno, senza riscaldamento, pochi minuti di pausa per mangiare, chiusi a chiave dal padrone senza una via di fuga in caso di incendio o altro incidente, ciascuno di loro otteneva diciotto euro – diciotto euro – se riusciva a confezionare almeno mille scatole di pennarelli in una giornata lavorativa.

L’analfarazzista dirà: “la colpa è dei buonisti che agevolano l’immigrazione clandestina, e poi l’imprenditore era cinese quindi tutto torna!” – mettendo così insieme in un’unica frase un numero impressionante di stupidaggini.

1. Noi non caldeggiamo nessun tipo di clandestinità, pensiamo semplicemente che se ci sono persone in pericolo di vita in mezzo al mare debbano essere salvate. Punto. Poi discutiamo di documenti, di ridistribuzione, di richieste di asilo ecc. La vostra soluzione è invece ignorare le richieste di aiuto, lasciare queste persone in mare fino a quando la barca non si ribalta e continuare a raccogliere corpi senza vita di bambini sulle nostre coste. Oppure (genialata) pensate bene di sequestrarli e usarli come merce di scambio per ricattare l’Europa.

2. La nostra idea è che se c’è una guerra nel mondo, se la gente muore di fame o vive in pessime e pericolose condizioni sanitarie, ha il sacrosanto diritto di migrare.

3. Se queste persone vengono sfruttate e trattate come bestie è proprio grazie alle vostre inique leggi e misure “sulla sicurezza” che hanno prodotto un numero impressionante di clandestini e quindi una massa di disperati.

4. “Eh ma l’imprenditore era cinese”. E allora? Padrone cinese non significa che gli investimenti, i soldi e il lavoro prodotto provenissero o finissero interamente in Cina. E poi l’imprenditore cinese per voi non è mai stato un “vero straniero” – ad esempio lo osannate allo stadio quando compra la vostra squadra del cuore.

Perché alla fin fine non esiste l’immigrato o lo straniero, esiste solo il povero e il disperato.

I ricchi, ovunque vadano, possono mettersi comodi: sono sempre a casa loro.

Torino 18.1.2020

Mala Tempora Currunt

– Restiamo umani

Cuccioli di Koala

Tante persone, in queste ore, condividono foto di Koala scampati ai devastanti incendi in Australia, dimostrando grande sensibilità ed empatia per gli animali. La cosa curiosa è che buona parte di queste persone non fa alcuna fatica ad odiare gli esseri umani, quando sono gli esseri umani a scappare da guerre, incendi, dittature e fame. Come dire: il Koala è così tenero… è assurdo vero? Mi fa venire in mente il vegano che, pochi giorni fa, esultava per la morte di un cacciatore.

Chiariamo bene, qui non si tratta di scegliere tra due forme di “pietas”, ma di evitare due odiose forme di fondamentalismo. Non dobbiamo scegliere tra l’amore per l’uomo e quello per il koala. Non ha senso mostrare compassione per uno solo dei due, come se l’altro fosse invece un semplice oggetto, una cosa priva di anima, di cui si può disporre a piacere.

Roma 10.1.2020

Quando provate compassione per l’animale, ricordatevi, per favore, dei cuccioli d’uomo.