La Divisa Indecorosa

Chiariamo definitivamente questa storia del Ministro e la divisa in tre semplici punti.

1. Il reato di Usurpazione di Titoli o Onori è stato depenalizzato nel 1999. Questo però non significa che chiunque possa indossare in pubblico la divisa dei carabinieri o l’abito talare. La condotta è ancora perfettamente ILLECITA.

Difatti, ai sensi dell’art. 498 del codice penale italiano “Chiunque […] ABUSIVAMENTE porta in pubblico la DIVISA o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario […] ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 154 euro a 929 euro”.

2. TUTTAVIA, la Cassazione ha chiarito che l’art. 498 tutela la PUBBLICA FEDE, per cui, per la configurazione dell’illecito, non è sufficiente che il soggetto agente porti la divisa, ma è NECESSARIO che, indossando quella divisa, intenda attribuirsi una qualifica che non gli compete.

3. Resta tuttavia il fatto che dal punto di vista MORALE e POLITICO è a dir poco SCANDALOSO che un Ministro indossi una divisa delle forze dell’ordine per FARE UN COMIZIO POLITICO – no, Renzi non l’ha mai fatto; no, il Ministro dell’Interno non è il capo delle forze armate e non ha nessun titolo per farlo.

Cialtroni
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Roma A. D. 2019

La divisa appartiene alla Nazione.
Non può diventare il simbolo di un partito.

La nostra umanità

Il vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, si vanta di aver gettato nel cassonetto le coperte di un senzatetto –  affinché “Trieste resti pulita” – e di essere poi corso a lavarsi le mani.

Con il freddo che fa, gettare le coperte di un senzatetto in un cassonetto equivale ad un tentato omicidio.

A me questo Paese fa ogni giorno più schifo.
E paura.

Roma A. D. 2019

Restiamo Umani

Grazie Presidente

Tra le cose belle del 2018 ricorderemo sicuramente il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.

Serio, preciso, concreto, Mattarella ha toccato un numero altissimo di temi importanti, lo ha fatto misurando le parole, eppure ha lanciato messaggi inequivocabili.

Tra le altre cose, il Presidente ha fatto gli auguri ai cinque milioni di immigrati che vivono in Italia, ha affermato che non c’è sicurezza senza comunità, ha rimarcato la centralità del  Parlamento, ha sostenuto che i militari non possono essere utilizzati per mansioni che ne sviliscano la professionalità e ha riservato un pensiero affettuoso ai bambini autistici.


Grazie di cuore, Presidente, una parte importante di questo Paese ha trovato grande conforto e motivo di speranza nei suoi lucidi pensieri.


I cittadini italiani saranno sempre al suo fianco per proteggere le istituzioni democratiche e arginare la violenza, l’ignoranza e la barbarie analfarazzista che ormai sembrano dilagare ovunque.

Roma A. D. 2019

Iniziamo col piede giusto

Il Saggio e la Musica Trap

Ancona, sei persone muoiono schiacciate dalla folla. Erano in una discoteca in cui qualcuno, fregandosene della sicurezza, aveva deciso di vendere molti biglietti più di quanti non ne avrebbe potuti e dovuti stampare. Erano in una discoteca in cui qualcuno, per stupidità o cattiveria criminale, aveva deciso di spruzzare spray al peperoncino sulla folla. Erano in una discoteca in cui le principali vie d’uscita e di sicurezza erano sbarrate o sono state gestite in maniera poco oculata.

Totale: almeno la metà dei commenti si concentra sul cantante e sui giovani d’oggi, criticandone i gusti musicali.

Tutto ciò è parecchio rappresentativo del populista che infesta i social network: mosso da imprevedibili associazioni di idee, egli segue il disegno imperscrutabile dei propri fantasiosi e creativi meccanismi mentali – in questo caso, fantasiosi e creativi sta per “malati”.

Il discorso è sempre lo stesso: quando il saggio indica la luna, lo sciocco insulta la musica trap.

Cialtroni

Il Valore Legale

L’Italia viaggia da sempre a due velocità. Al Nord c’è il lavoro, ci sono gli ospedali, gli asili, le strutture e le infrastrutture funzionali allo sviluppo. Al Sud c’è la povertà, la criminalità e tantissima gente onesta e piena di buone intenzioni costretta a chiudere la valigia di cartone con lo spago, a salutare parenti, fidanzate/i e amici, per andare a cercare un futuro migliore altrove.

Per porre “rimedio”, il Grande Governo Del Cambiamento vuole abolire il valore legale del titolo di studio. Significa che le lauree non avranno più lo stesso valore, ma in tutti i concorsi (anche pubblici) diventerà legale discriminare gli Atenei: SOLO LAUREATI DI PADOVA. POSTO RISERVATO AI LAUREATI DEL TRENTINO. SOLO BOCCONI O STATALE DI MILANO. PRIMA IL NORD.

Sembra una follia, vero? Invece è realtà. La Lega è ovviamente favorevole, non dobbiamo spiegare perché. Lo sono anche i cinquestelle, qui è più difficile capire il motivo: non so se sperare nella loro ingenua incapacità di comprendere le conseguenze di questa riforma o nella maliziosa voglia di disintegrare consapevolmente i nuclei di produzione e certificazione della cultura. È una scelta ardua. Siamo messi comunque male.

“Lei lo dice per difendere il suo Ateneo!
Grazie a questa riforma ci sarà finalmente competizione tra le Università italiane!”

A parte il fatto che Teramo è da anni sul podio della classifica degli Atenei italiani di piccole dimensioni, vi do una bella notizia: le Università sono già in competizione tra loro. Il sistema è passato da un estremo all’altro nel giro di un decennio, per cui, già oggi, viviamo di verifiche continue e periodiche in cui ogni singolo aspetto di ciò che facciamo viene contato, schedato, valutato e criticato dal Ministero in base alla prestazione media nazionale.

Quindi scordatevi che la finalità del provvedimento sia di mettere in competizione o di far lavorare di più e meglio gli Atenei. L’unico scopo è risparmiare, tagliare, chiudere. Lo fanno perché sperano di affossare in tal modo buona parte delle Università del Sud.

Così potranno risparmiare i soldi per il reddito di cittadinanza.

Ma risparmiare uccidendo le Università è il modo più stupido in assoluto che esista per provare a crescere economicamente, equivale a tagliare il ramo sul quale siamo seduti.

Pur di mangiarne la legna.

Fatti non foste a viver come bruti, ma ci riuscite comunque benissimo.

Cialtroni
❤️

Teramo A.D. 2018

No Culture No Future