Le etnie e le sensibilità

Alcune etnie non hanno la nostra stessa sensibilità verso le donne, ha dichiarato il ministro della giustizia.

La nostra stessa sensibilità.

In Italia, il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto meno di un secolo fa.

Meno di un secolo fa, le donne italiane erano cittadine di serie b, recluse in casa e discriminate in ogni ambito, svilite dal machismo tossico di un regime dittatoriale che trovava il suo maggiore feticcio nella forza e nella violenza virile.

Oggi la nostra grande sensibilità è quella del branco di Caivano o di quello di Palermo?

È quella che ha portato alla scomparsa di Chiara, o quella che ha causato la morte di Yara?

Di cosa diavolo stiamo parlando?

La violenza fa parte dell’animo umano. Si manifesta ovunque in mille forme diverse.

La Costituzione insegna che la responsabilità penale è personale – non della famiglia, non del gruppo sociale, non dell’etnia.

Ciascuno risponde di sé, per ciò che fa o non fa.

Ed è gravissimo che io oggi debba essere costretto a ricordare una cosa tanto importante e al tempo stesso basilare.

4.4.2025

La nostra grande sensibilità

Speculare e Strumentalizzare

Quando fu arrestato Massimo Bossetti perché sospettato dell’omicidio di Yara Gambirasio, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano – non un privato cittadino – scrisse sui social network (rileggere bene la frase) “abbiamo individuato l’assassino di Yara”.

Anticipando indecorosamente la condanna di Bossetti – che in quel momento era innocente fino a prova contraria, come tutti i cittadini in attesa di giudizio.

Matteo Salvini – proprio lui! – lo criticò aspramente, perché aveva commentato pubblicamente una vicenda non ancora definita dal punto di vista processuale.

Dopo pochi anni, Matteo Salvini divenne Ministro dell’Interno. Accadde che una rimmigrato fu accusato di aver tentato di stuprare una ragazza ubriaca, di notte, su una spiaggia pugliese

Il ragazzo fu quasi linciato dalla folla, si prese una bottigliata in testa e passò 4 mesi in carcere in attesa del giudizio.

Il Ministro Salvini – non un privato cittadino – commentò la vicenda sui social network (rileggere bene la frase) definendo “bestia” il ragazzo in attesa di giudizio ed i leghisti pugliesi organizzarono ronde per garantire la sicurezza delle spiagge.

Andò a finire che un collegio giudicante di sole donne accertò che l’imputato si era avvicinato alla ragazza, svenuta per l’alcol, al solo fine di aiutarla, senza aver commesso nulla di sessuale o libidinoso, e lo assolse con formula piena, per non aver commesso il fatto.

A queste tristi vicende ho pensato quando ho letto che il Ministro Matteo Salvini – non ho privato cittadino – ha commentato sui social network (rileggere bene la frase) la confessione dell’assassino di Sharon Verzeni, tenendoci a sottolineare che i genitori del ragazzo (a tutti gli effetti cittadino italiano) sono africani e dando ai suoi colleghi di partito occasione per attaccare lo jus scholae (che in questa vicenda c’entra davvero come i proverbiali cavoli a merenda).

Da umile giurista, sogno un Paese in cui i politici.- ed in particolar modo i Ministri – evitano di twittare le loro sguaiate opinioni su persone ancora in attesa di giudizio – ledendone gravemente i diritti e mettendo in grande imbarazzo l’intero sistema della Giustizia.

Da umile cittadino democratico, mi piacerebbe che la Lega e gli altri partiti del centro destra la smettessero di gettarsi come avvoltoi sulla cronaca nera, per capitalizzare in termini elettorali vicende drammatiche, dolorose e delicatissime.

Come accadde nel caso di Bibbiano – quando, l’attuale Presidente del Consiglio pensò bene di farsi ritrarre nella gloriosa foto che vedete qui sottto.

I reati prioritari

(Roma) – Ci siamo. Il governo sta preparando la lista dei reati prioritari, per limitare, gravemente e di fatto, la libertà e la discrezionalità dei PM.

Bisognerà perseguire prima i furti, gli stupri, le rapine… Poi, con calma, se proprio resta tempo, la corruzione, la concussione e i reati contro la pubblica amministrazione.

Questa classe politica si auto-assolve dei suoi peggiori reati, quelli commessi ai danni tutti, il motivo per il quale gli ospedali sono fatiscenti, mancano poliziotti e scarseggiano gli asili.

Il motivo per il quale crollano i ponti e alla prima scossa di terremoto vengono giù gli edifici costruiti con la sabbia.

Il sogno antico di Forza Italia sta per realizzarsi, sarà il parlamento (questo parlamento) a rendere “non prioritaria” la corruzione. Con grande gioia dei furbetti del quartierino, dei faccendieri e delle associazioni.

Avranno finalmente le mani libere.

Questo è il prezzo che Giorgia paga per il suo premierato, dopo aver accontentato la Lega con l’autonomia, ora è il turno di fare felice Forza Italia.

24.6.2024

Stanno distruggendo l’Italia
Una riforma alla volta.

La Sentenza

In qualità di Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affrontò la prima ondata di covid, giustamente definita da molti commentatori come la più grave emergenza vissuta nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi.

Lo fece utilizzando anche lo strumento giuridico dei DPCM – Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Come giurista, mi schierai immediatamente dalla parte del Governo, sostenendo la correttezza formale e la sostanziale giustezza di quelle misure.

Dovetti quindi affrontare orde di analfafascisti assetati di sangue che, pur di contestare l’operato di Conte, citavano a sproposito un’intervista di Cassese della quale avevano compreso forse mezza parola.

Poi arrivò un giudice di pace di Frosinone che sollevò formalmente la questione di Costituzionalità e per loro fu l’apoteosi.

Benissimo.

Ieri la Corte Costituzionale ha risposto al quesito in maniera forte e chiara: il Presidente Conte ha operato in modo giuridicamente ineccepibile, rispettando la Costituzione e la gerarchia delle fonti che essa prevede.

Ci hanno frantumato l’anima per mesi, nel mezzo della prima ondata di una tragica pandemia, con la presunta illegittimità costituzionale dei DPCM, adesso, finalmente, la questione è stata risolta dalla massima Autorità in materia.

Cari analfafasci, la Corte ha parlato.
Ora potete chiedere scusa al Paese.

24.9.2021

Piccole grandi rivincite

(Dis)onestà intellettuale

Leggete fino in fondo, perché questa storia è allucinante.

Walter Onichini si svegliò di soprassalto nel cuore della notte e, affacciandosi alla finestra della camera da letto, vide un ladro che provava a rubare la sua Audi S4. Impugnò dunque il suo fucile a pompa calibro 12 magnum e, sparando alle ombre, ferì Elson Dreca, 22 anni, cittadino albanese, mentre stava facendo retromarcia per fuggire.

Il ladro abbandonò l’auto e, invocando aiuto, provò ad allontanarsi a piedi. Onichini sparò di nuovo e lo ferì alla schiena.

Poi scese in cortile, chiese alla moglie di ripulire con la varecchina le tracce di sangue sul selciato, caricò il ladro nel bagagliaio, lo portò in aperta campagna e lo abbandonò rantolante in un canale.

Questi fatti sono stati accertati nel corso di tre gradi di giudizio.

Con oltre cento pallini di varie misure conficcati nella carne, avendo subito, tra le altre cose la rottura della milza, la rottura del rene, una perforazione gastrica ed iteale, Dreca è sopravvisuto solo perché un extracomunitario che stava andando al lavoro in bici si accorse del suo corpo agonizzante e chiamò prontamente i carabinieri.

Oggi Matteo Salvini riassume l’intera storia, letteralmente agghiacciante, con le seguenti parole: “è intollerabile che Walter Onichini sia in carcere per aver difeso se stesso e la sua famiglia da dei ladri albanesi”. Al suo fianco, si schiera compatto il partito dei fratellini d’Italia.

Cari giustizieri della notte, in questa brutta storia la legittima difesa c’entra come il tofu sulla carbonara.

Va bene che il vostro “elettore tipo” apprezza molto la brutale semplificazione unita alla più rozza pubblicità comparativa (il ladro straniero in libertà e l’italiano povera vittima in carcere), ma a tutto c’è un limite.

Anche alla disonestà intellettuale.

18.9.2021

Raccontala bene la storia, raccontala tutta, Matteo.