The Bad Guy

Ieri sera ho finito di vedere la prima stagione di The Bad Guy e ho deciso condividere con voi la mia recensione (no spoiler).

The Bad Guy è una serie TV prodotta da Amazon Prime Video e diretta da Stasi e Fontana. Il protagonista principale è Luigi Lo Cascio (che interpreta il magistrato antimafia Nino Scotellaro), mentre i co-protagonisti di questa prima stagione sono Claudia Pandolfi (Luvi Bravi) e Vincenzo Pirrotta (Salvatore Tracina).

Ci sono mille motivi per cui mi sento di consigliarvi di guardare The Bad Guy: la regia è rapida, priva di sbavature, ultramoderna; il montaggio è serrato; la fotografia regala immagini e colori mozzafiato; la colonna sonora è stata curata con estremo gusto; la recitazione di Lo Cascio è impareggiabile.

Ma soprattutto, consentitemi di dirlo, la trama è spettacolare.


Devo fare i miei più sinceri complimenti al trio Rampoldi, Serino e Stasi per aver intrecciato con così grande disinvoltura una moltitudine di temi e di sotto-racconti.

Il risultato è una narrazione piena di (auto)ironia, di colpi di scena e di suspence, che vi terrà inchiodati alla poltrona dal primo all’ultimo episodio.

Conclusioni
The Bad Guy sposta parecchio in alto l’asticella delle serie televisive italiane. Dovete assolutamente guardarla. L’unico neo, se così vogliamo dire, è che il finale vi lascerà appesi, in spasmodica attesa del seguito. Si tratta di un peccato tutto sommato veniale, che possiamo forse perdonare a Prime Video mentre aspettiamo la seconda stagione, ma solo a patto che si sbrighino a distribuirla.

22.12.2022

Voto 9
Davvero un ottimo lavoro.
Immagino che fosse parecchio difficile fare meglio.

Il cuore altrui

Il suicidio è un gesto complesso, frutto di una miriade di fattori, tutti importanti, che concorrono verso un unico esito.

Nessuno si uccide perché non riesce a laurearsi;
Nessuno si uccide perché viene bullizzato;
Nessuno si uccide perché è stato molestato da piccolo;
Nessuno si uccide perché la ragazza l’ha lasciato.

I bulli, i voti, l’amore sono pretesti.
Concause, dettagli di un quadro più grande. Magari la goccia che fa traboccare il vaso, magari l’occasione… mai l’unica causa.

Come dimostra il fatto che milioni di persone al mondo, ogni giorno, affrontano malattie, sconfitte, dolori.

Milioni di persone, ogni giorno, cadono.

Piangono, si arrabbiano, si disperano, poi si scrollano la polvere dai vestiti e si rimettono in cammino.

Questo lo voglio dire soprattutto a te che sei tentato di darti la colpa per il suicidio altrui: “ah, se solo avessi capito”, “se solo avessi detto”, “se solo avessi fatto…”

Fermati.

Smetti di torturarti.
Non aggiungere altro dolore al dolore.
La verità è che tu non hai nessuna colpa.

3.12.2022

Il cuore altrui è una terra straniera.

15 anni

In occasione della giornata mondiale dei diritti dei bambini, Save The Children ha pubblicato uno sconcertante report sul nostro Paese: i dati dimostrano che la speranza di vita in buona salute di una bambina in Calabria è inferiore di ben 15 anni a quella di una bambina nata in Trentino.

15 anni.

In Italia, circa un milione e 400 mila bambini vivono in una condizione di povertà assoluta; mancano, inoltre, 1400 pediatri. Questa situazione produce gravissimi danni, soprattutto al sud, determinando uno sconcertante gap nelle aspettative di vita in buona salute.

Cerchiamo di ricordarlo sempre quando osanniamo la società della competizione e pensiamo di fondare l’istruzione sul merito.

Premiare i migliori ha senso solo se le condizioni di partenza sono uguali o quantomeno paragonabili. Altrimenti non facciamo altro che premiare chi è stato già favorito dalla vita, a scapito di chi sarebbe altrettanto bravo, ma è stato semplicemente sfortunato.

20.11.2022

Save The Children

Dettagli

Io non ci trovo nulla di scandaloso nel fatto che una donna decida di portare con sé il suo bambino, quando intraprende un importante viaggio di lavoro.

Poi, nel mondo c’è chi viaggia in prima classe, su un volo di Stato, e chi, invece, è costretto a rischiare la vita salendo su un barcone.

Ma questi, a ben vedere, sono dettagli.

18.11.2022

La terra è di tutti.
Restiamo umani.

Sia chiaro: io qui non sto alimentando alcuna polemica.

Sto semplicemente solidarizzando con la madre nella foto – come farebbe qualsiasi donna, madre, cristiana al mondo.

O no?

Lavoro e maternità

Scandiano (Reggio Emilia) – La dipendete di un’impresa scopre di essere incinta. Non senza timore, decide di comunicarlo al suo datore di lavoro. È legata all’azienda da un contratto a tempo determinato e sa che la sua maternità potrebbe nuocere al rinnovo.

Paolo Ferretti invece le fa i suoi migliori auguri e la assume a tempo indeterminato, riconoscendone le grandi qualità.

“Mi reputo un suo collaboratore prima ancora che il suo titolare” – ha dichiarato alla stampa.

Questo è il Paese che vorremmo.

Un Paese in cui la maternità viene tutelata sul serio, non urlando slogan privi di senso nelle piazze, non ostacolando l’aborto, ma aiutando le donne a non essere licenziate o discriminate quando restano incinte.

Bravo Paolo,

110 e lode!