Verba Manent

Quando parli con qualcuno vuoi dire 100 cose, di queste 100 cose che ti affollano la mente riuscirai ad esprimerne forse 80, l’altra persona ne ascolterà circa 50, ne capirà 30 e, se tutto va bene, ne ricorderà 10.

Questo è uno dei paradossi della comunicazione, illustrato molto bene dalla scuola di Palo Alto. Si tratta di un meccanismo che dovremmo sempre tenere a mente quando parliamo con gli altri. Perché la comunicazione è “un ponte gettato tra due coscienze”.

Non è mai facile farsi capire, evitare disguidi e fraintendimenti.

Ecco perché siamo molto felici quando invece troviamo qualcuno che presta seriamente ascolto alle nostre parole e ci dà l’impressione di comprendere ciò che pensiamo e diciamo.

Di tutto questo e di altro ancora parlerò nel seminario on line “La parola crea il mondo“, che svolgerò venerdì 28 gennaio, alle ore 21.00, in diretta su Facebook – trovate tutte le informazioni seguendo questo link

https://fb.me/e/4503qtcFZ

Si tratterà di una ottima occasione di sviluppo e crescita personale, non potete mancare.

24.1.2021

Verba Manent :)

Un passo avanti

Tempus Magister Vitae

Robert Smith conclude un brano molto cupo, graffiante e sofferto, cantando “per quanto ardentemente lo desideri, so che non avrò mai un briciolo in più di speranza. O di tempo”.

Il tempo è un oggetto del desiderio universale e, a dir poco, viscerale.

Siamo sempre tutti di corsa, in affanno e tuttavia in ritardo.

Spendiamo le nostre giornate rincorrendo gli appuntamenti, rispettando mille scadenze, schiavi di continue e improrogabili urgenze che ci portano immancabilmente via tutte le energie.

Per questo motivo Edward Norton ammonisce gli spettatori nel fantastico Fight Club: “Questa è la tua vita e sta finendo, un minuto alla volta”.

Come possiamo cambiare tutto questo?

Che cosa è il tempo e quali sono le strategie, le tecniche, per gestirlo e sfruttarlo al massimo?

Di questi argomenti mi occuperò domani, nel seminario on line “tempus fugit – impara a gestire il tuo tempo” che si svolgerà qui su facebook, dalle 17.30 alle 19.30.

Siete tutti invitati ——-> https://fb.me/e/1TN7sdq4J

17.12.2021

Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo, vale la pena fermarsi due ore per capire come funziona e migliorare il nostro rapporto con esso.

Sei figli venuti da lontano

Lui si chiama Antonio Silvio Calò, ha sessant’anni ed insegna filosofia in un liceo classico di Treviso. Assieme a sua moglie Nicoletta ha accolto in casa, nella sua già numerosa famiglia, sei ragazzi africani che oggi chiama “i miei sei figli venuti da lontano”.

Come ricompensa, in questi anni ha subito minacce e insulti di ogni tipo. Ad esempio, in tanti gli hanno augurato che i sei ragazzi africani stuprassero la moglie.

Nel mentre, i suoi sei figli venuti da lontano sono cresciuti in Italia e si sono perfettamente integrati: tutti lavorano e tutti pagano le tasse. Alcuni di loro stanno per sposarsi.

“E badate bene che io non sono uno del settore” – afferma – “sono un insegnante. Se ci sono riuscito io, vuol dire che si può fare! Lo Stato non ha scuse”.

Grazie di vero cuore per questo emozionante esempio di ospitalità, integrazione e accoglienza, Antonio. Congratulazioni per la tua fantastica famiglia. Un forte abbraccio a tua moglie, ai tuoi figli nati in Italia e ai sei “venuti da lontano”.

14.12.2021

Restiamo umani
❤️

Grazie di cuore, Silvia.

Lei si chiama Silvia Calcavecchia, ha trentun’anni, è affetta da una paralisi cerebrale e da una maculopatia che le ha ridotto la vista all’1%.

Silvia è laureata in giornalismo, cura il blog Sissiland e lavora nel settore della comunicaizone.

Dice di sè: la mia vita non è iniziata col piede giusto, ogni giorno devo affrontare qualche difficoltà in più rispetto alle altre persone, ma riesco comunque ad avere tante soddisfazioni, prima fra tutte, l’amore del mio fidanzato.

I dottori avevano detto che non avrei mai parlato né camminato, ma mia madre non si è arresa, ha lottato strenuamente al mio fianco, trasmettendomi la sua stessa determinazione: così, oggi posso fare tantissime cose che anni fa sembravano semplicemente impossibili.

Il mio motto è: vivo, quindi posso.

Cara Silvia, il tuo sorriso è uno squarcio di luce in un mondo di meschinità e futili risentimenti. Scalda il cuore e ci consente di crescere, insegnandoci tantissime cose. Sei un esempio luminoso di coraggio, ottimismo e determinazione. Mi auguro che la vita futura sappia ricompensarti – sempre e generosamente- per tutto ciò che fai e che trasmetti agli altri.

9.12.2021

“Vivo, quindi posso”
<3