La Preside e lo studente

Io la vedo così. Sta creando grande scandalo il rapporto amoroso tra la Preside del Liceo Montale e un suo studente. 1) Il sesso tra maggiorenni consenzienti non è reato ed in linea di massima non è eticamente condannabile – alla fine, parlando degli studenti, spiego da dove nasce questo “in linea di massima”; 2) Sbattere in prima pagina nome, cognome e foto della Preside non è rispettoso della sua privacy (tanto più che, fino a prova contraria, non ha commesso alcun reato); 3) Il maggiorenne invece è stato tutelato (niente nome e cognome) – ottimo, ma la tutela avrebbe avuto senso per entrambi; 4) il sessismo c’entra come la panna nella carbonara. Queste storie hanno sempre destato interesse morboso e scandalo, anche quando i protagonisti erano Presidi o docenti maschi (sui quali, in questi casi, pesa anche il sospetto della violenza con abuso dell’autorità, a prescindere dall’età della vittima, al punto che alcuni di loro, dopo lo scandalo, si tolsero la vita); 5) Il caso è “montato” anche a causa delle proteste degli studenti del Montale.

La posizione dei ragazzi deve essere compresa e merita rispetto. Perché è normale che alcuni tra loro possano non vedere di buon occhio questo genere di rapporto. Soprattutto se fosse vero che la dirigente si era mostrata molto rigida e un pochino “bacchettona” in passato, sanzionando rigidamente il dress code delle studentesse.

Conclusioni: lasciate in pace quella dirigente che, fino a prova contraria, non si è fatta corrompere e non ha commesso alcun reato – è stata anzi tradita nella sua fiducia, ferita nei suoi sentimenti ed esposta a pubblico ludibrio.

Rispettate e comprendete anche la posizione degli studenti, perché i ragazzi non sono stupidi e possono avere un loro legittimo modo di interpretare la vicenda (del tipo: la dirigente ha un ruolo di potere e di garanzia, sarebbe meglio se non avesse relazioni amorose con uno di noi).

Lo so, la verità è sempre difficile da accettare perché, quando viene approfondita, si mostra per forza di cose intimamente contraddittoria.

Ma bisogna fare uno sforzo per raccontarla nella sua piena complessità.

Evitando i soliti manicheismi, i processi da social network e gli estremismi da stadio.

2.4.2022

Io la vedo così

Violenza verbale e violenza fisica

Notte degli Oscar, Chirs Rock fa una battuta sull’alopecia della moglie di Will Smith, lui si alza, lo colpisce, torna al suo posto e, quasi in lacrime, gli urla di non pronunciare più il nome di sua moglie.

1) Will Smith non ha dato un pugno a Chris Rock, come scrivono molti giornali, gli ha dato uno schiaffo a mano aperta; 2) La moglie di Will Smith è malata da anni e non era proprio il caso di fare una battuta sulla sua alopecia; 3) Quando vivi fianco a fianco con una persona malata – che ami – e sai quanto soffre quotidianamente, ti senti male se qualcuno la ferisce ulteriormente solo per far ridere altre persone

4) Perché tu solo sai quanto profondamente e seriamente possa essersi sentita ferita mentre l’intera platea dei suoi e dei tuoi colleghi rideva di lei; 5) La violenza non ha scuse, quindi non condivido il gesto di Smith 6) Non esiste solo la violenza fisica, ma anche la violenza psicologica – e quella verbale.

La realtà è sempre complessa. Ed ha molte facce.

Io la vedo così

La villa dello scandalo

Andrea Crisanti, stimato microbiologo, docente dell’Università di Padova, dopo una vita di onesto lavoro ha deciso di accendere un mutuo per comprare una villa.

La notizia ha creato grande scandalo e scatenato il peggio della rete, tanto che Crisanti è stato costretto a giustificarsi – scusandosi quasi per l’acquisto.

Io non ci trovo davvero nulla di strano nel fatto che quest’uomo si sia comprato una villa, lo ha fatto alla luce del sole, a sessantasei anni, grazie ai risparmi ottenuti con un lavoro onesto.

Solo in Italia può dare scandalo, perché qui siamo abituati a vedere i ricercatori girare in panda, mentre i criminali si comprano la seconda Ferrari a vent’anni – e nessuno si scandalizza.

Caro Andrea Crisanti, congratulazioni per la tua splendida villa, goditela. Alla faccia degli sciocchi, dei leoni da tastiera e degli invidiosi.

21.2.2022

Cronache da un Paese malato.

Destinazione paradiso

Nel 1995, quando portò a Sanremo “Destinazione paradiso”, dichiarò senza mezzi termini che gli era capitato di pensare al suicidio.


“L’ho scritta perché mi volevo ammazzare”, disse con tutta l’ingenuità del mondo, raggelando la sala stampa.

In molti pensarono che fosse una trovata pubblicitaria di cattivo gusto.

È passato molto tempo prima che raccontasse in televisione di essere stato molestato e picchiato da un pedofilo, quando aveva solo dieci anni.

Prima che parlasse della sua amica morta di leucemia.

In questi anni l’abbiamo visto cambiare, soffrire e combattere contro i suoi demoni.

Anche per questo motivo trovo veramente sgradevoli e inopportune le critiche che gli stanno piovendo addosso dopo la performance di ieri.

Grignani è un cantautore di primissimo livello, incoronato esplicitamente da Vasco e da tanti altri per le sue qualità artistiche. Ma è soprattutto un essere umano al quale dobbiamo lo stesso rispetto che meritano tutte le persone che stanno attraversando un periodo difficile.

Come recitava Stefano Accorsi, chiudendo il suo monologo, in un bel film di tanti anni fa:

“non puoi giudicare la vita degli altri. Perché comunque non puoi sapere proprio un c***o della vita degli altri”.

Teniamolo sempre a mente.

5.2.2022

Forza Gianluca, siamo tutti con te.
❤️

La via di casa

Era molto ingrassato, non si tagliava più barba e capelli, faceva l’amore solo da ubriaco ed ha iniziato a pensare, a “sentire”, dentro di sé la presenza ingombrante di un’altra persona a lui sconosciuta.

Un giorno ha accompagnato un suo amico dallo psichiatra ed ha parlato di questo disagio con il terapeuta che ha immediatamente riconosciuto i sintomi dissociativi tipici della schizofrenia.

Così, hanno intrapreso insieme il percorso che gli ha restituito il sorriso.

Ieri sera è stato ospite di Sanremo, a quanto pare era in ottima forma.

Mi piace ricordare il percorso di cura di Cesare Cremonini, da lui stesso reso pubblico in una intervista al Corriere della Sera di qualche anno fa, perché credo che possa essere di ispirazione per tante persone che stanno soffrendo a causa di un disagio mentale.

Smettiamola di pensare che dallo psicologo, dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra ci vanno “i pazzi”.

Smettiamola di usare questa parola che ha il sapore antico dello stigma sociale, dell’insulto.

La mente può ammalarsi come qualsiasi altro “organo” del corpo umano, può avere bisogno di cure come qualsiasi altro “organo” e, come qualsiasi altro “organo”, può guarire.

Se state attraversando un momento difficile, non rassegnatevi, parlatene con una persona qualificata, insieme, ritroverete la strada di casa.

4.2.2022

Ottimo, Cesare
❤️