Il menù perfetto

Un pensiero a quei quotidiani che oggi suggeriscono menù per l’otto marzo – per una cena fra amiche”, per scambiarsi “frivolezze in rosa” – e cose così.

Il fatto è che non è una festa, è la Giornata internazionale in cui reclamiamo diritti ancora negati. Dalla differenza salariale alla possibilità di restare vive, passando per il lavoro, l’aborto e mille altre cose, questa non è la giornata per una cenetta “in rosa”.

Non vogliamo l’antipasto al profumo di mimosa, vogliamo – avrebbe detto Tutu – il menù completo dei diritti. Non le briciole che cadono dalla tavola degli uomini.

Tutto il menù.

Buon appetito!

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Condivido con voi un bel post di Cecilia Strada, perché ne condivido il senso. E credo che la cosa migliore che possa fare io oggi, per onorare questa giornata, come uomo, è fare un passo indietro e ascoltare ciò che ha da dire, su questa giornata, una donna.

Un suicidio ogni due giorni

(Roma) – Un ospite del CPR di Ponte Galeria si è tolto la vita, impiccandosi ad una grata.

Aveva solo 22 anni e si sentiva tanto solo.

Questo gesto estremo ha scatenato l’ennesima rivolta al CPR di Ponte Galeria, un luogo ben noto per le sue tante criticità, già teatro di suicidi e scontri in passato.

Al punto che Ilaria Cucchi aveva visitato la struttura negli scorsi mesi, documentando, grazie ad una videocamera nascosta, le condizioni disumane in cui versano i suoi ospiti e presentando un esposto in procura.

Nel mentre, nelle carceri italiane registriamo un suicidio ogni due giorni dall’inizio dell’anno.

Chiediamo dunque al governo di smetterla con la propaganda e di iniziare a fare qualcosa di concreto per migliorare la condizione in cui versano i reclusi e gli stranieri trattenuti nei CPR.

Da qualsiasi luogo e da qualsiasi passato provengano, non possiamo continuare a spingerli al suicidio, voltando con disinvoltura la testa dall’altra parte.

Sono uomini e donne come noi, non meritano davvero di essere trattati così, come se fossero oggetti, peggio degli animali.

5.2.2025

Restiamo umani.

Salviamo Ilaria

(Budapest) – L’hanno portata in aula come un cane, trascinata dal guinzaglio tenuto dalle guardie penitenziarie, con le manette strette ai polsi e alle caviglie.

Così è iniziato il processo di Ilaria Salis, la maestra milanese che da circa un anno è detenuta in Ungheria a seguito di una manifestazione antifascista.

Ilaria è accusata di aver aggredito due neonazisti, immediatamente dimessi dal pronto soccorso con una prognosi di pochi giorni, ma non c’è lo straccio di una prova, gli atti d’indagine non sono stati tradotti e gli avvocati di Ilaria non hanno ancora potuto visionare i filmati che ne proverebbero la colpevolezza.

La nostra concittadina sta trascorrendo la detenzione in condizioni disumane, tra topi e scarafaggi, rinchiusa in una cella di massima sicurezza.

Considerato che Salvini e Meloni intrattengono ottimi rapporti con il premier ungherese Orbán, sarebbe bello se il governo italiano pretendesse il rispetto dei diritti umani per una sua cittadina – che viene palesemente umiliata e maltrattata ormai da un anno in un paese straniero.

30.1.2024

Chissà per quale motivo non hanno ancora fatto nulla.

Forza Ilaria, siamo tutti con te.
❤️

IL FUTURO PRESENTE

LA Presidentessa della BCE
LA Presidentessa del
Consiglio d’Europa
LA Presidentessa di Reuters
LA Presidentessa del CERN
LA Cancelliera tedesca – politico più influente in Europa

La Seconda Carica dello Stato in Italia
LA Ministra dell’Interno
LA Ministra della Giustizia
LA donna a capo dei Servizi Segreti Italiani
LA Rettrice de La Sapienza
LA prima Donna europea al comando di una Stazione Spaziale Internazionale.

Ditelo alle vostre bambine che non hanno limiti, spiegate loro che nella vita possono arrivare ovunque, che possono studiare, immaginare e realizzare qualsiasi cosa.

I limiti stanno solo nella testa dei limitati.

31.5.2021

Il futuro è rosa.
❤️

Il mio esperimento

Oggi la mia villa sul mare è silenziosa e serena come non mai, sono sceso nel seminterrato per mettere a posto i ricordi di una vita: il premio bancarella, il trofeo come pianista jazz più dotato di Roma, la coppa per il primo posto alle regionali di scacchi – nel 1996.

Rovistando nei vecchi scatoloni è saltata fuori anche una foto di venti anni fa, assieme a Scarlett Johansson, mi sono fermato a pensare a come sarebbe stata la nostra vita insieme, oggi, se non ci fossimo lasciati in quel modo assurdo e ridicolo, che forse un giorno vi racconterò.

Poi sono salito al primo piano, ho dato istruzioni alla servitù per il pranzo e mi sono messo a meditare davanti al mare, ora sono totalmente solo su questa piccola spiaggia privata fatta di sabbia bianca come l’anima dei puri, penso al futuro, mi interrogo sulle prossime mosse.

Nel pomeriggio prenderò un volo privato per tornare a Roma. Da oggi è disponibile in pre order il mio secondo romanzo e la casa editrice ci tiene che io sia reperibile. Si parla già di un adattamento cinematografico, vogliono che incontri Elio Germano e Andrea Delogu per sondare la loro disponibilità.

Ovviamente nulla di tutto ciò è vero.

Non ho (mai avuto) una villa, una spiaggia privata e la servitù. Non ho (mai) vinto le regionali di scacchi e (purtroppo) non ho mai incontrato Scarlett Johansson.

Perdonatemi, volevo solo capire cosa si prova a parlare di una cosa che non conosci e non hai mai avuto, come quando Meloni, Salvini e Berlusconi ci ammorbano con il rispetto per la “famiglia tradizionale”, discettando pubblicamente su concetti dei quali non capiscono nulla.

10.5.2021

“Onorevole Meloni, cosa è il gender?”
“Non lo so, non l’ho mai capito”

Sipario.