Difendere i bambini

(Torino) – Un bambino di sei anni finisce in ospedale con l’intestino spappolato – quasi “esploso”, diranno i medici.

“Mi raccomando: quando ti chiedono cosa è accaduto tu digli che sei caduto dalle scale” – gli aveva ripetuto sino allo sfinimento sua madre.

Invece era stato brutalmente picchiato dal compagno della donna, che, dopo avergli legato le mani dietro la schiena, lo aveva preso a calci e pugni per aver bevuto un bicchier d’acqua senza permesso ed aver dato di stomaco nella macchina della nonna.

Ora l’uomo è in carcere.

Oltre al clamoroso pestaggio di pochi giorni fa, è emerso un passato di maltrattamenti nei confronti del bambino e della compagna.

La donna, che sarebbe stata picchiata anche quando era incinta di sette mesi, lo aveva lasciato più di una volta, in passato.

Ma poi era sempre tornata a casa.

Emergono quindi due considerazioni da questa orribile storia. La prima è che alle volte c’è pochissima differenza tra uomini e demoni; quando consideriamo la cattiveria e il sadismo di certe persone, siamo portati a dubitare che nel loro animo conservino ancora qualcosa di umano.

La seconda è che un compagno violento può arrivare ad uccidere un bambino. Al primo schiaffo, scappate dunque a gambe levate. Non è sempre facile – nessuno dice che sia facile – ma oltre alle forze dell’ordine, esistono centri di ascolto e associazioni di volontariato cui chiudere aiuto.

Scappate.
E non tornate mai indietro.

Violenza e amore sono incompatibili.

18.4.2022

Una carezza a quel povero bambino.


Nella speranza che trovi qualcuno che si prenda cura di lui e che sia in grado di amarlo come merita.

La Preside e lo studente

Io la vedo così. Sta creando grande scandalo il rapporto amoroso tra la Preside del Liceo Montale e un suo studente. 1) Il sesso tra maggiorenni consenzienti non è reato ed in linea di massima non è eticamente condannabile – alla fine, parlando degli studenti, spiego da dove nasce questo “in linea di massima”; 2) Sbattere in prima pagina nome, cognome e foto della Preside non è rispettoso della sua privacy (tanto più che, fino a prova contraria, non ha commesso alcun reato); 3) Il maggiorenne invece è stato tutelato (niente nome e cognome) – ottimo, ma la tutela avrebbe avuto senso per entrambi; 4) il sessismo c’entra come la panna nella carbonara. Queste storie hanno sempre destato interesse morboso e scandalo, anche quando i protagonisti erano Presidi o docenti maschi (sui quali, in questi casi, pesa anche il sospetto della violenza con abuso dell’autorità, a prescindere dall’età della vittima, al punto che alcuni di loro, dopo lo scandalo, si tolsero la vita); 5) Il caso è “montato” anche a causa delle proteste degli studenti del Montale.

La posizione dei ragazzi deve essere compresa e merita rispetto. Perché è normale che alcuni tra loro possano non vedere di buon occhio questo genere di rapporto. Soprattutto se fosse vero che la dirigente si era mostrata molto rigida e un pochino “bacchettona” in passato, sanzionando rigidamente il dress code delle studentesse.

Conclusioni: lasciate in pace quella dirigente che, fino a prova contraria, non si è fatta corrompere e non ha commesso alcun reato – è stata anzi tradita nella sua fiducia, ferita nei suoi sentimenti ed esposta a pubblico ludibrio.

Rispettate e comprendete anche la posizione degli studenti, perché i ragazzi non sono stupidi e possono avere un loro legittimo modo di interpretare la vicenda (del tipo: la dirigente ha un ruolo di potere e di garanzia, sarebbe meglio se non avesse relazioni amorose con uno di noi).

Lo so, la verità è sempre difficile da accettare perché, quando viene approfondita, si mostra per forza di cose intimamente contraddittoria.

Ma bisogna fare uno sforzo per raccontarla nella sua piena complessità.

Evitando i soliti manicheismi, i processi da social network e gli estremismi da stadio.

2.4.2022

Io la vedo così

Violenza verbale e violenza fisica

Notte degli Oscar, Chirs Rock fa una battuta sull’alopecia della moglie di Will Smith, lui si alza, lo colpisce, torna al suo posto e, quasi in lacrime, gli urla di non pronunciare più il nome di sua moglie.

1) Will Smith non ha dato un pugno a Chris Rock, come scrivono molti giornali, gli ha dato uno schiaffo a mano aperta; 2) La moglie di Will Smith è malata da anni e non era proprio il caso di fare una battuta sulla sua alopecia; 3) Quando vivi fianco a fianco con una persona malata – che ami – e sai quanto soffre quotidianamente, ti senti male se qualcuno la ferisce ulteriormente solo per far ridere altre persone

4) Perché tu solo sai quanto profondamente e seriamente possa essersi sentita ferita mentre l’intera platea dei suoi e dei tuoi colleghi rideva di lei; 5) La violenza non ha scuse, quindi non condivido il gesto di Smith 6) Non esiste solo la violenza fisica, ma anche la violenza psicologica – e quella verbale.

La realtà è sempre complessa. Ed ha molte facce.

Io la vedo così

Ignoranza e censura

Io la vedo così.

1) Rachmaninov, Dostoevskij, Čechov e Kandinskij non hanno nulla a che fare con il conflitto in Ucraina: è scandaloso che qualcuno possa solo pensare di mettere all’indice la musica, la letteratura e l’arte russa come ritorsione per le scelte di Putin. Peraltro, censurando la cutura russa, stiamo offrendo a questa persona il ruolo della vittima – e non mi pare davvero il caso.

2) Se in Italia ci sono studiosi che hanno idee diverse dagli altri sul perché sia nata la guerra, devono avere il sacrosanto diritto di esprimerle. Senza destare alcuno scandalo o protesta.

Considerato che in questo Stato civile e democratico anche all’ultimo dei terrapiattisti no-vax è stato offerto un microfono, mi sembra assurdo che qualcuno pensi di censurare le opinioni di Alessandro Orsini, direttore dell’osservatorio sulla sicurezza internazionale dell’Università LUISS, solo perché non sono allineate a quelle di tutti gli altri.

Specifico che ho sentito con le mie orecchie (più volte) Orsini condannare “senza se e senza ma” l’invasione russa e mi spingo sino a dire che persino ove non la condannasse – e non è il caso – dovrebbe essere libero di esprimere queste sue idee – che chiaramente non condividerei.

Ancor di più, aborro l’idea che l’occidente possa mettere all’indice libri o boicottare grandi artisti sulla base di considerazioni meramente contingenti e chiaramente politiche.

Mi fa paura l’idea che una democrazia pensi di censurare opinioni scientificamente fondate, peraltro espresse in maniera educata e rispettosa.

26.3.2022

Io la vedo così

La villa dello scandalo

Andrea Crisanti, stimato microbiologo, docente dell’Università di Padova, dopo una vita di onesto lavoro ha deciso di accendere un mutuo per comprare una villa.

La notizia ha creato grande scandalo e scatenato il peggio della rete, tanto che Crisanti è stato costretto a giustificarsi – scusandosi quasi per l’acquisto.

Io non ci trovo davvero nulla di strano nel fatto che quest’uomo si sia comprato una villa, lo ha fatto alla luce del sole, a sessantasei anni, grazie ai risparmi ottenuti con un lavoro onesto.

Solo in Italia può dare scandalo, perché qui siamo abituati a vedere i ricercatori girare in panda, mentre i criminali si comprano la seconda Ferrari a vent’anni – e nessuno si scandalizza.

Caro Andrea Crisanti, congratulazioni per la tua splendida villa, goditela. Alla faccia degli sciocchi, dei leoni da tastiera e degli invidiosi.

21.2.2022

Cronache da un Paese malato.