Liberaci dal male

Sonia Marra aveva 25 anni, quando è scomparsa da Perugia, dove si pagava gli studi lavorando in una scuola di teologia di provincia.

Da allora, la famiglia non si è mai rassegnata e cerca spasmodicamente notizie che possano quantomeno consentire di recuperarne il corpo.

In un primo momento finì a processo l’uomo con il quale Sonia aveva una relazione segreta: Umberto Bindella, conosciuto nella scuola di teologia e definitivamente assolto, dopo tre gradi di giudizio, nel 2021.

Oggi viene resa pubblica la telefonata agghiacciante tra un parroco ed un seminarista, intercettati dai carabinieri nell’ambito di un’operazione antidroga.

“A quella l’hanno tritata, non la ritroveranno più: l’hanno buttata nell’immondizia […] era tutto un giro: sesso, droga, soldi e altre questioni… sai che alla fine ci rimettono sempre i più deboli […] lei era in mezzo con un altro, poi è successo che la cosa cominciava a scottare perché lei ha visto o sentito. Per questo l’hanno annientata, perché ci sarebbero andati di mezzo i preti”.

Questa sconcertante conversazione è stata pubblicata nel libro “L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra”; un’inchiesta di Alvaro Fioracci presentata pochi giorni fa a Perugia.

All’evento era presente anche Anna, sorella di Sonia, che vedete nella foto.

Alla luce di questa intercettazione e di altre risultanze, la famiglia spera di far riaprire il caso, perché i colpevoli paghino per le loro malefatte e Sonia abbia finalmente giustizia.

Il demonio ha mille volti ed è vero che, alla fine, ci rimettono sempre i più deboli.

16.5.2022

Libera Nos A Malo
[Liberaci dal male]

Difendere i bambini

(Torino) – Un bambino di sei anni finisce in ospedale con l’intestino spappolato – quasi “esploso”, diranno i medici.

“Mi raccomando: quando ti chiedono cosa è accaduto tu digli che sei caduto dalle scale” – gli aveva ripetuto sino allo sfinimento sua madre.

Invece era stato brutalmente picchiato dal compagno della donna, che, dopo avergli legato le mani dietro la schiena, lo aveva preso a calci e pugni per aver bevuto un bicchier d’acqua senza permesso ed aver dato di stomaco nella macchina della nonna.

Ora l’uomo è in carcere.

Oltre al clamoroso pestaggio di pochi giorni fa, è emerso un passato di maltrattamenti nei confronti del bambino e della compagna.

La donna, che sarebbe stata picchiata anche quando era incinta di sette mesi, lo aveva lasciato più di una volta, in passato.

Ma poi era sempre tornata a casa.

Emergono quindi due considerazioni da questa orribile storia. La prima è che alle volte c’è pochissima differenza tra uomini e demoni; quando consideriamo la cattiveria e il sadismo di certe persone, siamo portati a dubitare che nel loro animo conservino ancora qualcosa di umano.

La seconda è che un compagno violento può arrivare ad uccidere un bambino. Al primo schiaffo, scappate dunque a gambe levate. Non è sempre facile – nessuno dice che sia facile – ma oltre alle forze dell’ordine, esistono centri di ascolto e associazioni di volontariato cui chiudere aiuto.

Scappate.
E non tornate mai indietro.

Violenza e amore sono incompatibili.

18.4.2022

Una carezza a quel povero bambino.


Nella speranza che trovi qualcuno che si prenda cura di lui e che sia in grado di amarlo come merita.

Dignità e consapevolezza

(Pistoia) Il proprietario di un bar ha trovato fuori dalla porta questo messaggio, segno di sincero pentimento e di grande serietà.

A leggerlo oggi immaginiamo che l’autore abbia lungamente combattuto con i morsi della fame, prima di compiere un gesto contrario alla propria morale.

Altrimenti non avrebbe avuto la premura di tornare sul luogo del delitto per provare a porre rimedio.

Ora il proprietario del Bar lo sta cercando per offrirgli un lavoro. Possiamo quindi sperare che questa storia si concluda con un finale ancor più lieto.

15.10.2021

Sarebbe veramente un mondo migliore se tutti avessimo questa stessa capacità di guardare in faccia i nostri errori per poi provare a porvi rimedio.

Lo sport come salvezza e cura

“Devo tutto alla bicicletta che mi ha salvato la vita. È grazie a questo sport se ho sconfitto l’anoressia e adesso che sono campione voglio la maglia rosa e le Olimpiadi di Parigi”.

Samuele Bonetto, un diciottenne di Montebelluna (Treviso), è diventato campione del mondo juniores nell’inseguimento su pista dopo essersi laureato campione europeo a fine agosto.

L’impresa di questo ragazzo è ancora più bella se consideriamo che cinque anni fa ha sofferto di una gravissima forma di anoressia rischiando il ricovero coatto in ospedale.

Un giorno il padre l’ha portato a fare un giro in bici e Samuele si è innamorato dello sport. Poco alla volta, ha ripreso a mangiare per amore di quella bicicletta che ieri l’ha portato sul tetto del mondo.

Bravissimo, Samuele.

La tua storia testimonia l’importanza dei valori sportivi, offrendo una direzione verso cui guardare a chi oggi sente di aver smarrito la via di casa.

5.9.2021

Trenta e lode
❤️

Una brutta foto

La foto del ragazzo americano bendato, curvo e in manette, l’abbiamo vista tutti. Tutti abbiamo letto le provocazioni del ministro dell’interno – copia e incolla del post di Giorgia Meloni – abbiamo letto le condivisibili parole di Grasso e siamo giustamente preoccupati per lo Stato di diritto.

Bene.

Nessuno sa però che senso abbia quella foto, voglio dire: perché è stata scattata? E per quale motivo è stata poi diffusa? Ma davvero i rappresentanti delle forze dell’ordine sono così ingenui? A memoria non ricordo un caso simile… certo, a Pinelli e a Cucchi non hanno fatto un servizio fotografico…

Insomma, di congetture se ne possono fare tante, per carità…. Di una cosa potete stare certi: se io fossi l’Avvocato del ragazzo americano avrei già stappato lo champagne.

Perché è certo che quella foto mi permette di insinuare, chiedere e ottenere tante cose che altrimenti non avrei potuto neanche osare sperare.

Questo è un dato di fatto.

Il teatrino sguaiato di certi politici-buffoni, invece, è solo la solita arma di distrazione di massa.

Roma A. D. 2019

Contra Factum Non Valet Argumentum

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