Sgarbi quotidiani

Sgarbi ha affermato in un’intervista che Chiara Ferragni è una “vecchia befana”. Con grande signorilità, l’ha chiamata “Merdagni”; ha accusato Fedez di essere un “mezzo marito” – forse per l’altezza? -, un “rinc****nito” al fianco del quale, lei “vende cose per scemi”.

No, non è un gioco e non fa ridere.
No, non sarebbe meglio se non ne parlassimo.
No, non stiamo facendo il suo gioco – è già famoso e non cambierà mai nulla se noi facciamo finta di niente.

Sono inorridito da questa violenza verbale, dal fatto che qualcuno la trovi divertente, dal fatto che sia considerata uno spettacolo.

A me fa pena un Paese in cui una persona del genere va da più di trent’anni in televisione a sbavare rabbia, urlare parolacce e aggredire verbalmente gli altri.

Non è tollerabile che un personaggio pubblico – peraltro onerevole deputato – usi questo linguaggio.

Sarebbe bello se i programmi televisivi smettessero per una buona volta di invitarlo.

Sarebbe bello se il pubblico decidesse per una santa volta che non merita di essere seguito e si comportasse di conseguenza.

Perché la violenza verbale è una forma di violenza, può risultare altrettanto dannosa e fare altrettanto male di quella fisica.

9.5.2022

Per costruire una società nonviolenta dobbiamo partire prima di tutto dalla comunicazione.

Auguri ❤️

I napoletani dicono: chi ten’a mamma, è ricco e nun ‘o sape.

[chi ha una madre (ancora in vita), è ricco e non lo sa]. 

Credo di conoscere pochissime altre frasi altrettanto incisive, colme di saggezza e di verità.

La mamma è una fonte inesauribile di amore, energia e consolazione. Beato chi ha la fortuna di vederla invecchiare. Come mi diceva un farmacista domenica scorsa:

  • “Mia madre ha settantasei anni…”
  • Beato lei”.
    (poi però si è rifiutato di vendermi il farmaco perché non avevo la prescrizione farmaceutica, dura lex…)

Un forte abbraccio a quelli che assistono una madre anziana, un forte abbraccio a coloro che tengono vivo un ricordo.

Auguri, di vero cuore, a tutte le mamme
❤️

Il primo anno

  • Oggi è un anno
  • Ma dai…
  • Eh già, un anno esatto
  • Come vola il tempo
  • Vero?
  • È impressionante guardarli crescere
  • Esattamente. Due anni fa era un pensiero. Oggi invece viaggia sulle sue gambe… è in giro per l’Italia, mi arrivano foto da ovunque.
  • Che effetto ti fa?
  • È bello. Ma è ancora meglio ricevere i messaggi di chi l’ha conosciuta e ha passato del tempo con lei. Capisci che ciascuno l’ha vissuta a modo suo, ne ha ottenuto una sua personale idea ed esperienza.
  • È un po’ come se avessero parlato con te.
  • Esattamente.
  • Quanto c’è di tuo in lei?
  • Tutto.
  • Vuoi dire che hai raccontato la tua storia?
  • Non esattamente. Ma io, a mio modo, sono ovunque, nei luoghi, nelle riflessioni, in tutti i personaggi. La prima regola, per quanto mi riguarda, è: scrivi solo di cose che conosci bene. Vuoi perché le hai vissute in prima persona, vuoi perché le hai studiate a fondo.
  • Insomma, non mi pare che tu sia entrato in classifica… eppure sembri parecchio soddisfatto del risultato.
  • Molto soddisfatto. Perché ho fatto tutto da solo.
  • Che significa?
  • Che io non ho la tessera di un partito, non ho santi in paradiso, non ho nemmeno un agente se proprio vuoi saperlo. Non vado in televisione, non parlo per radio, non mi invitano ai festival. “Se” c’è una combriccola, una lobby, un circuito, puoi stare certo che io non ne sono parte. Non gioco a paddle, non frequento locali, non vado alle feste. Io la sera sto a casa a scrivere, a studiare.
  • Lo sapevo che eri un nerd… Ad ogni modo, mi stai dicendo che anche tu, come tutti gli sbruffoni, ti sei fatto da solo?
  • Ma quando mai!
  • Ah. Finalmente sei sincero! Allora adesso puoi dire la verità: chi ti ha aiutato, chi c’è dietro? i massoni, i carbonari, i luddisti? Avanti, forza, parla!
  • Mi avete aiutato voi. I lettori del blog che gestisco, e difendo con le unghie e con i denti, un post alla volta, da circa otto anni. Quelli che amano il mio stile. Che condividono i miei pensieri. Che mi scrivono nei commenti: “è esattamente ciò che penso, ma non l’avrei mai saputo dire così bene”. Voi che avete letto e apprezzato e consigliato l’oceano in una goccia.

Perchéq voi siete tutto ciò che ho.

È passato un anno da quando la storia di Clizia è in giro per l’Italia.

E questa è la nostra festa.
🔥❤️🌹

La Festa divisiva

Non è vero che oggi è la festa di tutti.

Non è festa per i mafiosi, per i camorristi, per i membri delle logge massoniche deviate. Non è festa per quelli che evadono le tasse, inquinano i fiumi, costruiscono abusivamente edifici di sabbia.

Oggi non è la festa dei furbetti del cartellino, dei compagni di merende, degli imprenditori che ridono soddisfatti dopo un terremoto. Non è la festa dei politici corrotti e dei loro mille corruttori. Di chi non va a votare “tanto sono tutti uguali”.

Soprattutto, non è la festa di quelli che si professano orgogliosamente “fascisti” e tendono fieri il braccio, in segno di saluto.

Il 25 aprile è festa per chi ama questo Paese, la sua cultura, la sua arte e la sua Costituzione.

È la festa di una fragile Democrazia nata grazie al coraggioso sacrificio dei nostri avi. Rispettiamola e difendiamola, tutti i giorni.

È la cosa più bella che abbiamo, la nostra unica e preziosa speranza di un futuro migliore.

25.4.2022

Viva l’Italia, viva la Democrazia,

viva la Resistenza
❤️

Un gelato al veleno

Ai miei tempi usavamo pronunciare senza particolare ritegno parole come “handicppto”, “finccho”, “c*ccione”.

Ai miei tempi c’erano pochissimi magistrati donne, pochissime professoresse universitarie e quasi nessun chirurgo che non fosse un maschio.

Ai miei tempi i genitori, le maestre, i preti e gli educatori di ogni ordine e grado non si facevano alcuno scrupolo nel mollare un sonoro ceffone ad un bambino.

Ai miei tempi esisteva il “delitto d’onore”.

Le sigarette venivano reclamizzate ovunque – anche se le industrie già conoscevano i rischi per la salute – e gli operai trovavano la morte nelle fabbriche di amianto.

Facevamo tante cose belle e tante cose stupide, ai miei tempi.


Per fortuna ci siamo evoluti.

Questo è ciò che vorrei far notare ai titolari di una gelateria di Bologna che hanno pubblicato un annuncio per cercare un dipendente, invitando i candidati a non parlare subito di soldi (che volgarità!), sottolineando che, “ai tempi loro”, prima si faceva la prova e solo dopo si poteva discutere del vil denaro.

Cari amici gelatai, la retribuzione non è una gentile concessione del datore di lavoro, ma un sacrosanto diritto del lavoratore. Cerchiamo di mettercelo bene in testa una volta per tutte.

24.4.2022

I tempi sono cambiati.

📸 ian doodley